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Come tu mi vuoi: trama e recensioni

Come Mi Vuoi
Cast:   Vincent Cassel, Monica Bellucci, Francesco Casale, Urbano Barberini, Meme’ Perlini, Vladimir Luxuria
Regia:    Carmine Amoroso
Sceneggiatura:    Carmine Amoroso
Data di uscita:    1996
Genere:    Commedia

L’agente di polizia Pasquale (V. Cassel) rinuncia alla florida fidanzata (M. Bellucci) di Lanciano (Chieti) per andare a convivere con un ex compagno di scuola (E. Lo Verso) che col nome di Desideria batte en travesti sui viali di Roma. Melodramma in cadenze di grottesco (con messaggio trasgressivo incorporato) o grottesco dai risvolti melodrammatici? Dipende dall’ottica con cui lo si guarda. Tolte le sequenze corali e quelle d’azione dove sono evidenti l’impaccio, l’inesperienza e il basso costo, quest’opera prima dell’abruzzese Amoroso (1959) è scritta e girata con cura piacevole sebbene non sempre raggiunga la leggerezza che persegue. Vi si recita con brio, anche da parte di un attendibile Lo Verso.

ENRICO LO VERSO, ROMANTICO TRAVESTITO
L’attore: “Ho cercato di recuperare la femminilità che è in ciascuno di noi”
da Il tempo marzo 1996

Esce “Come mi vuoi, di Carmine Amoroso (suoi anche soggetto e sceneggiatura). 36 anni, esordio registico dopo numerose collaborazioni, tanto per citare, con Ugo Pirro Benvenuti. Suso Cecchi D’Amico, Lina Wertmùller, Monicelli. Prodotto per l’Italia da Maurizio Tedesco in collaborazione con Mediaset e, per la Francia, da Cedomir Kolar, con la collaborazione anche di Canal + (costo circa 4 miliardi di lire). Il film è una commedia grottesca con slumature intimistico-drammatiche, protagonisti un traivestito di nome Desideria (Enrico Lo Verso) , un poliziotto (Vincent Cassel) che, quasi alla vigilia di un matrimonio “convenzionale” con una ragazza di provincia (Monica Bellucci ), resta turbato, attratto e sedotto dall’incontro con Desideria. Ci Sono anche Francesco Casale e
Urbano Barberini, nei ruoli di Gioia e Gaia, altri due travestiti. Colonna musicale di Lilli Greco, produttore discografico di Paolo Conte.
Nell’incontro 000 i giornalisti, il giovane regista ha parlato anche di un apologo, di una ballata, per una riflessione sul rapporto fra i sessi, sul desiderio e sull’ amore. Carmine Amoroso è partito “affascinato dal travestitismo, immagine con cui viene evidenziato il mondo gay, visto in un’ottica ludica e non squallida e angosciante come è nella visione borghese -o come lo descrivono i film neopopulisti- esprimendo pesanti giudizi anche morali” per approdare a “un finale liberatorio: l’amore come unica alternativa alla morale ipocrita”. E Vladimir Luxuria -che si autodefinisce un “travestito doc” e che del film è stato anche il “consulente” oltre che interprete- rivendica: “Siamo degli eccentrici e degli ironici, ma anche sognatori romantici. Mai volgari.” Dal canto suo, Enrico Loverso racconta che, agli inizi, doveva fare il personaggio del poliziotto ma che poi si è sentito “attratto” dalla “sfida” di interpretre il ruolo di desideria: “Ho studiato il personaggio per almeno tre mesi, poi ho conosciuto meglio il mondo dei travestiti in cui ho trovato tranquillità e serenità e mai disagio o vergogna. Sono passato sopra alle polemiche che accompagnavano l’inizio del film e strada facendo mi sono accorto che Desideria mi spingeva avanti, sempre più in profondità. Ho evidenziato il macchiettismo, che mi avrebbe condotto a disprezzare il personaggio, recuperando quella parte della femminilità che è in ciascuno di noi”.

Giovanna Grassi