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Estate Monte Sant’Angelo

Giorgino: mai con Luxuria sul palco di Monte. A Monte San’Angelo oggi galà con premio al giornalista che rifiuta di riceverlo dal noto travestito.

“O io o lui”. L’aut aut era stato perentorio. Francesco Giorgino, anchorman del Tg1, lo aveva lanciaro ieri pomeriggio dalla spiaggia di Bisceglie, dove sta trascorrendo le vacanze nella villa di famiglia. Mai e poi mai, aveva detto agli organizzatori, sarebbe andato a ritirare “l’Oscar degli angeli” se a fare da presentatore ci fosse stato quello lì. Cioè Vladimir Luxuria, il notissimo travestito foggiano assurto ormai da tempo a simbolo di trasgressione. Da quel connubio indebito Giorgino teme danni alla sua immagine e alla sua credibilità. E così, per qualche ora il galà di Monte S.Angelo è stato in bilico, ed ha rischiato di saltare del tutto.


IL PREMIO – La manifestazione era stata indetta dal Comune per richiamare attenzione e applausi da trasformare, armo per anno, in richiamo turistico. Come tema ispiratore si era scelto l’angelo, personaggio simbolo al quale la cittadina garganica deve non solo il nome, ma addirittura la nascita. Tutto, infatti, secondo la tradizione, cominciò quindici secoli fa, quando in una grotta apparve non un messaggero alato qualsiasi, ma niente di meno che il Principe delle coorti celesti: l’Arcangelo Michele. Da quell’apparizione nacquero, per aggregazione successiva, il santuario ed il paese stesso. Niente di meglio, quindi, per lanciarsi sulla ribalta nazionale, che scegliere l’angelo come fonte di ispirazione. Il premio si sarebbe dunque chiamato “Oscar degli angeli”: una statuetta raffigurante l’arcangelo sarebbe stata consegnata, ogni anno, ad una personalità distintasi per meriti professionali, artistici, scientifici.

LA SCELTA – E niente di meglio, come esordio che Francesco Giorgino: volto noto e angelico, nonostante qualche rasatura compiacutamente trascurata. In più, un pugliese fra i pugliesi. Esattamente come Vladimir Luxuria: l’omosessuale più noto d’Italia è infatti nato 37 anni fa a Foggia, dove all’anagrafe è registrato come Wladimiro Guadagno. Sarebbe stato lui il conduttore della notte di Monte Sant’Angelo, insieme a Sabrina Salerno: un’altra presenza conturbante, ma per motivi ben diversi. A rallegrare gli spettatori ci sarebbero stati, fra gli altri, Vincenzo Crocitti, Carmen Russo con il marito Enzo Paolo Turchi ed un altro figlio della Daunia: Gerardo Placido, fratello di Michele.

LA CHIESA – Ma l’accoppiata angeli – omosessuali aveva cominciato a far storcere più di una bocca. Negli ambienti ecclesiastici si affrettavano a prenettere che “quell’artista lì” non lo conoscevano, e non volevano giudicarlo. Però, aggiungevano, se le cose stanno veramente così. “Non mi sembra certo un modello da imitare -diceva, ad esempio, il polacco Ladislao Suchy, padre micaelita e rettore del Santuario dedicato all’Arcangelo – abbinarlo alla figura dell’angelo mi pare indice di un certo caos mentale. Ci si serve di un simbolo di fede per proporre qualcosa che è contrario alla fede? Se viene travestito, è un’allusione esplicita al suo disagio personale. E allora perché turbare la gente?” E Vladimir al suo travestimento non ha alcuna intenzione di rinunciare. “In conclusione – questa l’opinione di padre Ladislao, interpellato dal Corriere del Mezzogiorno – non consiglierei certo ai miei fedeli di andare a vedere uno spettacolo del genere”.
“Da parte mia, li sconsiglierei esplicitamente – era stato il commento, ben più esplicito, del battagliero frate Giuseppe, priore del convento di San Francesco – e non mi fermerei qui. Farei sentire le mie rimostranze agli organizzatori. In forma scritta; ma anche in forma pubblica. Senza escludere forme di protesta aperta. Civile, ma esplicita”.

IL GIORNALISTA – “Io sono cattolico, sono una persona seria. Dev’essere chiaro però – spiega Francesco Giorgino – che non ho nulla di personale nei confronti di Luxuria, o di altri come lui. Ma farmi introdurre da uno che già nel soprannome scelto richiama uno dei peccati capitali.. .mi sembra troppo. Nella città degli angeli, poi! E’ come se ad Assisi affidassero uno spettacolo ad un personaggio che si fa chiamare.. Superbia!” Di qui l’ultimatum, che per un intero pomeriggio ha messo sindaco e organizzatori in fibrillazione. Alla fine, la decisione: “Per Vladimir, al massimo un posticino da ospite. A sostituitlo, al fianco della curvilinea Sabrina Salerno, potrenne essere chiamato Vincenzo Crocitti”

LA REAZIONE – Vladimir ironico: “Non voglio mica gettargli la cipria”. “Che delusione questo Giorgino! Così giovane, e così vecchio di mentalità!” Vladimir Luxuria commenta divertito il veto opposto dal mezzobusto andriese. “Io d’altronde, potrei dargli dei consigli”. Di che genere? “Ma sul suo look! Per esempio, sul taglio dei capelli, per modernizzarlo un po’. Magari, che so, con qualche mèches”. E poi un invito: “Però, per piacere, si desse una calmata ‘sto Giorgino! Non voglio mica venire a gettargli in faccia la cipria imporporata”. Luxuria comunque è per il dialogo: “Francamente, non capisco questa presa di posizione così rigida. E mi dispiace che uno che fa il giornalista tema il confronto. Vorrei parlargli. Forse si è fatto un’idea sbagliata di me. Gli dedicherò una canzone”. Quale? “Chissà. Nessuno mi può giudicare andrebbe bene”. Quindi, fattosi serio, aggiunge:”Io non mi sono mai dichiarato incompatibile con nessuno. Io credo nella convivenza, ognuno con le sue differenze. Francamente queste crociate mi sembrano esagerate. Devo dire, però, che è la prima volta che mi capita una cosa del genere. Io ho registrato una trasmissione per Raidue: sono venuti a casa mia, e c’era anche un prete, don Gallo”. Rinunciare a presentare la serata non gli pesa. “Io sono stato contattato per lanciare questa manifestazione, che mi sembra importante per Monte S. Angelo. Ma se non mi vogliono come presentatore, farò l’ospite. Non ho intenzione di creare problemi a nessuno”. E così, sul palco ci salirà lo stesso. Ma sempre vestito da donna: “In realtà, io non mi travesto. Io mi vesto: il mio è un modo per svelare la personalità. E a Monte indosserò un abito nero lungo, con giacca di pailettes, orecchini sempre di paillettes ed un anello di tre chilogrammi al dito, con una sfera ambrata. Avrò anche una parrucca a caschetto, color rosso Ferrari. E ai piedi, le scarpe della Zanicchi, comprate ad un’asta di beneficenza. Iva ha il mio stesso numero: 42. Insomma, una tenuta non propriamente “angelica”. Anche se in tema di angeli, il travestito più famoso d’Italia ha le idee chiare: “Gli angeli sono transessuali. Basta guardarli: capelli biondi e lunghi, niente barba, sulle gote un rosso che sembra fard. Il male, invece, è sempre rappresentato villoso, muscoloso, calvo. Del resto, la Chiesa ci ha fatto fior di concilii per definire il genere degli angeli. Ma gli angeli sono al di là dei generi. Appunto, transgender.”
E Vladimir agli angeli ci crede? “Ma io sono un angelo – dice, ancora una volta ridendo – un angelo caduto…”