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Donna Letizia.

di Vladimir Luxuria
Liberazione, 21 dicembre 2005

“E perché dovrei togliermi le rughe? Ci ho messo così tanto tempo per farmele venire!”, così diceva Anna Magnani. Così non la pensa la Ministra dell’Istruzione, nonché candidata sindaco di Milano per la Casa delle libertà, Letizia Moratti. Ma lei per togliersi le rughe non ha fatto la fila da uno dei soliti chirurghi plastici,  ha scelto una via più veloce e meno dolorosa: il Photoshop. Il “Photoshop” è un programma che consente il ritocco digitale delle foto; un grafico professionista può modellare il viso facendo sparire  antiestetiche imperfezioni. Non c’è che dire, per la Moratti si tratta di un’operazione ben riuscita: sui poster della candidatura a sindaco c’è il suo primissimo piano in bianco e nero con un sorriso a dentatura in ceramica e una pelle più smaltata di una vasca da bagno. Se il merito non è del grafico allora bisogna dare il premio Nobel al direttore della fotografia che ha utilizzato delle luci anti-età: o un faro da 10.000 watt preso a prestito da un concerto dei Pooh o una luce da tendone da circo. L’effetto di un tale impatto di luce è di far sparire ogni invadente zampa di gallina,  con il rischio però di cuocere la rètina dell’occhio. L’immagine è quella di una trentenne con la messa in pieghissima e un bel sorriso a 45 denti: l’idea deve esserle stata suggerita dal maestro del sorriso obbligatorio forzato e forzista: Silvio Berlusconi. Finora eravamo abituati a una Ministra dall’aria imbronciata, la fronte corrugata con tutte le rughe d’espressione che esprimono una sola cosa: di essere rughe! Berlusconi ha risolto il problema con un lifting da paresi al sorriso e le orecchie che ormai rischiano di incontrarsi dietro la nuca, la Moratti con il ritocco fotografico. Donna Letizia (così qualcuno la soprannomina rendendola simile alle regine della Posta del Cuore Infranto) presto incarterà tutta Milano con il suo sorriso, e infatti sorride molto in questo periodo: sorride ringraziando tutti i suoi sostenitori: il sindaco Albertini e il suo imitatore in mutande Teo Teocoli che ormai più che imitare si immedesima; sorride stringendo le mani al palazzo Mezzanotte, sede della Borsa a Milano per la sua investitura ufficiale come candidata sindaco: sorride al governatore Formigoni, ai “ciellini”, a Stefano Zecchi, Francesco Alberoni e (sorpresa!) anche alla scrittrice Ferdinanda Pivano passata dalla beat generation alla kit generation. Ma fin qui il tutto sembrerebbe il solito articolo di pettegolezzo e gossip sul personaggio della politica, in realtà l’immagine levigata e irreale mi offre l’occasione per fare una riflessione: la bellezza e la giovinezza sono una garanzia di affidabilità politica? Nella politica dai mille volti quello che conta è averne uno esteticamente accettabile? Certo, il viso scuro e rugoso ricorda il contadino che fatica sotto il sole, e il mestiere della politica è un’altra cosa, ma mi sembra che, soprattutto  in Forza Italia, si voglia trasmettere il messaggio che è l’immagine che fa la sostanza. La sua dirigenza alla Rai e la vicinanza con il magnate italiano delle reti private devono aver maturato in lei  l’idea che se la bellezza buca lo schermo altrettanto si può fare con un poster: ciò che in tv si misura in audience in campagna elettorale si misura in voti. Non è bastata la lezione della “Signora Provincia”, ovvero Ombretta Colli, battuta sonoramente da Filippo Penati il quale,  pur comparendo poco in video o spiaccicato come poster sui muri meneghini, è riuscito a battere un volto conosciuto.
Quest’anno pare che alcuni cafoni arricchiti regalino per Natale alle proprie consorti un bonus per andarsi a rifare dal chirurgo plastico (un regalo in realtà poco lusinghiero per chi lo riceve), a Lione una clinica si è specializzata per il trapianto della faccia…mi sorge un dubbio: non sarà che la  Tav tra l’Italia e la Francia serve a rendere più veloce il viaggio di chi in politica, avendo perso la faccia, cerchi di sostituirla con un’altra? La politica tende a dare un’immagine dei propri rappresentanti non vera, in guerra con il tempo, una faccia pubblicizzata che bisogna fare fatica a riconoscere dal vivo. Per questo motivo è preferibile da parte di questi cultori delle apparenze apparire in tv e poco nei vecchi comizi di piazza! Di sicuro ognuno rappresenta se stesso in base alla propria identità di genere: c’è chi come me lo fa da trans- gender disubbidendo al sesso anagrafico, chi, come la Moratti, lo fa con l’età censurandone i segni sul viso. Ma se proprio una vuole sentirsi giovane cominciasse a fare scelte utili per i giovani e la loro istruzione, e i suoi precedenti come Ministra dell’Istruzione non lasciano presagire nulla di buono.

Gli articoli di Vladimir Luxuria per il quotidiano Liberazione
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