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Le foto di “Senigallia Rotonda Mare” edizione 2006

La classica Rotonda di Senigallia, ha ospitato “La musica è il mio Genere“, Regia: Emiliano Raya con Vladimir Luxuria alla voce e  Gabriele Cofrancesco al Pianoforte.

Un viaggio suggestivo e senza tempo attraverso l’interpretazione di canzoni che raccontano l’amore, la diversità, l’impegno civile, la solitudine, l’allegria.

La recensione di Edgardo Bellini
Fonte: www.teatro.org

Nella sala strapiena il chiacchiericcio amichevole si placa soltanto allo spegnersi delle luci. Sul palcoscenico il pianista, elegante e disinvolto, lancia uno sguardo verso le quinte; appena un indugio, e attacca Song for guy di Elton John. E poi entra in scena lei, la protagonista che non si fa attendere, una splendida Luxuria in equilibrio esatto tra charme e autoironia, tra voluttuosa interpretazione e raffinata arguzia, l’abito scuro che potrebbe suggerire un’ambizione da femme fatale se non fosse lei stessa a sottrarsi dal ruolo con la levità del gioco.

Il programma musicale si distende tra generi e vocalità molto differenti; e d’altronde la differenza è il motivo conduttore dello spettacolo, tema più volte invocato nei brevi intermezzi recitati tra una canzone e l’altra, in cui Luxuria si apre al racconto di piccoli aneddoti di vita contrappuntati con soave leggerezza da aforismi di gusto wildiano. C’è una sana intenzione morale nel progetto scenico, quella di affermare il diritto all’identità che sia libero dai compromessi dell’omologazione; o – ancora più risolutamente, quasi pensando a Michel Foucault – di liberare l’identità della persona dal confine della sfera sessuale: come suggerisce simbolicamente il titolo dello spettacolo, la nozione di “genere” può accreditarsi di molteplici evidenze dell’identità.

Dopo un avvio più leggero e ritmato, il percorso musicale arriva ad un momento di maggiore intensità emotiva nel malinconico pezzo Quel che si dice di Charles Aznavour, e poco dopo nella struggente melodia di Sempre, canzone prediletta di Gabriella Ferri. Più distesa la parte conclusiva, con una punta di notevole bellezza nell’Aria siciliana di Franco Battiato che Luxuria esegue con voce accuratamente morbida. Le canzoni si alternano in piacevole sequenza, col pregio di una certa unità di stile assicurata dalle raffinate trascrizioni del pianista Cofrancesco. Il pubblico si gode quest’ora abbondante di spettacolo e applaude intensamente; per la musica, per gli aforismi e per la piacevolezza di una serata dal sapore conviviale.