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STALKING: LE VITTIME SONO TUTTE UGUALI

Andrea e Giuseppe sono fidanzati da cinque anni, vivono nello stesso appartamento di una grande città. Sentono che il loro amore non è diverso da quello degli altri e hanno deciso di non nasconderlo come se fosse qualcosa di cui vergognarsi. Ne hanno parlato liberamente ai genitori che, dopo qualche difficoltà iniziale, hanno compreso e anzi non manca una domenica senza un invito a pranzo; anche in condominio non hanno avuto problemi in particolare… ma è il bar a pochi metri da casa dove si riunisce un gruppo di ragazzi molto giovani a rendere la loro vita un inferno!
Hanno prima saputo da altri che relazione ci fosse tra i due e poi li hanno visti una volta andare mano nella mano. Ogni volta che tornano a casa Andrea e Giuseppe devono sopportare sfottò,gridolini in farsetto, provocazioni, insulti.

Nel Disegno di legge sullo stalking si istituisce per la prima volta il reato di atti persecutori, reatoche prevede il carcere da 6 mesi a 4 anni e aggravanti di pena nel caso sia commesso ai danni diminori, disabili o donne incinte.
Alle minacce contro la persona, previste dall’articolo 612 del codice penale, è aggiunto il 612-bische prevede misure contro le molestie insistenti: “E’ punito con la reclusione da sei mesi a quattroanni chiunque molesta o minaccia taluno con atti reiterati e idonei a cagionare un perdurante egrave stato di ansia o di paura ovvero a ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o diun prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero a costringerelo stesso ad alterare le proprie scelte o abitudini di vita.”

In Italia, e non solo, la violenza di genere è una vera emergenza: 14 milioni di donne hanno subito violenze fisiche e psicologiche tra stupri o tentati stupri, violenze sessuali, molestie persecutorie, esolo il 5% delle donne denuncia questi reati. Circa il 70% degli stupri è commesso dal partner, il17% da un conoscente e solo il 6% da un estraneo. Lo stalking, la molestia reiterata, si differenziadalla minaccia occasionale e non ripetuta perché i suoi autori sono soprattutto partner, ex partner o conoscenti.
Non esiste, però, solo la violenza di genere, esiste anche una violenza per orientamento sessuale e  dentità di genere; le vittime dello stalking devono essere trattate tutte con pari dignità e tutela legislativa, senza graduatorie e discriminazioni.

Andrea e Giuseppe sono anche loro vittime di molestie. Non è una forzatura allargare il reato di olestie persecutorie anche per omofobia e transfobia. La coppia gay ogni volta che torna a casa vive con ansia e paura dover affrontare il gruppetto del bar, al punto da sentirsi tentati ad “alterare le proprie scelte o abitudini di vita”. Potrebbero pensare di cambiare casa, quartiere, evitare di camminare mano nella mano o, nel caso di cambio domicilio, tenere segreta la loro relazione, come se il loro amore fosse più criminale di chi insulta e sfotte. E se reagissero alle provocazioni? Se un iorno uno dei due affrontasse il gruppo del bar? Di sicuro volerebbero botte. Per questo si subisce tutto, perché si teme per la propria incolumità e quella della “persona legata da relazione affettiva”. In Italia, ormai tra le poche nazioni in Europa, manca una legge che riconosca le unioni civili omosessuali, per lo Stato Andrea e Giuseppe non sono prossimi congiunti o parenti, eppure, nonostante il vuoto legislativo, nessuno può negare o mettere in dubbio la “relazione affettiva” tra i due.

Facciamo un altro esempio: Loredana è lesbica, ed è felicemente legata a Teresa. Ma Nicola è ossessivamente innamorato di Loredana nonostante lei gli abbia detto più volte di non sentire attrazione fisica ed emotiva per gli uomini, tanto meno per lui.
Nicola non si arrende e ostinatamente considera “contro natura” la relazione tra le due ed è convinto di riportarla sulla “retta via”: cerca insistentemente di parlare con lei, richiede appuntamenti, la aspetta fuori casa, al lavoro, le invia messaggi, telefonate, email, lettere, regali indesiderati, la segue e la spia; il tenore del contenuto delle sue molestie è più o meno sempre lo stesso: “Ti guarirò!” “Teresa è una brutta lesbica, tu non sei così!” “Ti farò scoprire la gioia di un rapporto naturale!”.
Anche in questo caso Loredana è vittima di ansia e paura, e teme per l’incolumità fisica della sua compagna per vendetta.

Un terzo esempio: Alessia è una transgender, purtroppo è vittima di molestie persecutorie per la sua dentità, tanto da temere per la sua incolumità.
Nel precedente governo con la ministra Pollastrini si tentò di far passare la legge sullo stalking abbinata a una legge contro le discriminazioni omo/transfobiche, l’allargamento della legge Mancino del 1993.

Il paradosso è che una legge, quella Mancino, nata contro le discriminazioni è adesso una legge discriminatoria: infatti le misure urgenti in materia di discriminazione riguarda solo chi commette o incita a commettere atti discriminatori per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi… in altre parole è grave dire “sporco negro”, “brutto ebreo”…ma è meno grave dire “ frocio”, invocare la pulizia etnica per i culattoni” (come disse il prosindaco di Treviso Gentilini), la “garrotta” come tortura per i gay (come disse l’assessore milanese Prosperino di AN); per fortuna ci sono le sentenze della Corte di Cassazione che cercano di mettere una toppa dove manca una legge e, in alcuni casi, hanno riconosciuto l’aggravante. La nostra intenzione nello scorso governo era di aggiungere ai motivi di discriminazione anche quelli dovuti a orientamento sessuale e identità di genere: contrari in Commissione Giustizia l’Udeur, il centro-destra, i teo-dem; unica eccezione la Buongiorno.

Abbinare la legge Mancino e lo stalking era dettato da un principio di complementarità: una cosa sono le minacce persecutorie, altra cosa è incitare o commettere atti discriminatori attraverso organizzazioni, pubbliche riunioni, competizioni agonistiche, interviste…
Poiché almeno la legge sullo stalking si presume ci sarà e sarebbe incostituzionale mettere paletti con emendamenti per delimitare la categoria di vittime di molestie, faccio un appello: gay, lesbiche e trans vittime di molestie, usiamo questa legge!

Il primo passo è fare una querela entro sei mesi dalla molestia (saranno istituiti numeri verdi e sportelli alle questure). Si può richiedere al questore di ammonire oralmente il soggetto o i soggetti nei confronti dei quali è richiesto il provvedimento, invitando a tenere una condotta conforme alla legge, redigendo processo verbale. Se si continua a molestare la vittima si procede di ufficio. Si spera che saranno consentite le intercettazioni telefoniche proprio per un reato che usa il telefono
come mezzo persecutorio. Sono sicura che le sentenze della Corte mi daranno ragione e almeno in questi casi possiamo veder riconosciuta la nostra dignità.

Faccio anche un altro appello: ministra Carfagna, come mai Lei non ha mai citato gay, lesbiche e trans vittime dello stalking?
Ci sono vittime meritorie e vittime che le paure e le botte se le devono tenere per loro?
Mi aspetto chiarimenti da parte di un Ministero che, almeno nel nome, dovrebbe garantire pari opportunità a tutti di sentirsi tutelati dalla legge, anche ad Andrea, Giuseppe, Loredana, Teresa e Alessia.