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Le favole non dette di Vladimir Luxuria riempiono di bellezza le nostre vite

Articolo di Luca Ferrari del 30 maggio 09 – pubblicato su www.sbngs.it

Nella magnifica cornice di Piazza San Marco, a Venezia, l’attrice/politico ha presentato il suo libro “Le favole non dette” (Bompiani Editore).

confronto umano…vorrei che fosse sempre così…abbiamo dimenticato troppe favole per adempiere alle imposizioni altrui sul nostro corpo…ho sempre avuto un’avversione per le sbarre, ho sempre desiderato che ognuno facesse coincidere la propria nascita con la priorità della propria storia…

Venezia. Piazza San Marco. Caffè Aurora. Seduto in uno degli “anfiteatri” più celebri del mondo, di lì a poco, attendo l’inizio dellla presentazione del nuovo libro di Vladimir Luxuria, “Le favole non dette” (Bompiani Editore), battezzato lo scorso 15 maggio al Salone del Libro di Torino, e ora giunto anche in laguna. Per una chiacchierata da salotto en plen air.

All’appuntamento, promosso dall’Osservatorio comunale Lgbt sulle differenze di identità e di orientamento sessuale, dal Centro Donna del Comune di Venezia e dall’associazione culturale “Aurore Street”, sono intervenute la giornalista Alice d’Este, che ha dialogato/intervistato con Luxuria, e l’Assessora alla Produzione Culturale del Comune di Venezia, Luana Zanella.

Non avendo letto il libro, scopro di cosa parli direttamente dalle parole dell’autrice. E’ un po’ come andare a una mostra d’arte senza punti di riferimento, a parte l’ascolto delle proprie sensazioni. Parto per il viaggio, ed ecco così spalancarsi un mondo ancora troppo poco considerato. E’ la dimensione di chi non è come gli altri vorrebbero, e lotta per far emergere la sua voce. “La nostra interiorità deve essere prioritaria”, dice giustamente l’autrice.

Il volume sono sei fiabe della diversità. Sei bambini contesi tra magia e cemento, tra favola e pregiudizio. Sei storie, tre delle quali originali, due ispirate ai capolavori di Hans Christian Andersen (La Sirenetta e Il brutto anatroccolo), e un’altra all’immortale Pinocchio di Collodi. “Mi piaceva il tema della favola che ci riporta indietro all’infanzia” spiegava Vladimir, “è un modo per dire che siamo tutti stati bambini e bambine, ed è bello poter parlare di certe vite, certi tragitti, certi percorsi, partendo dalle nostre storie d’infanzia, dai nostri primi interrogativi”.

La presentazione scorre docile, con parole semplici che trovano autostrade verso i contrappesi sentimentali. Come nel caso del racconto in cui una bambina inorridisce di fronte a una creatura tenuta in gabbia: la donna-uomo. “Barbara fu assalita da una pena infinita” si legge nel testo “Era curiosa di sapere chi fossero i suoi genitori, se aveva festeggiato i compleanni, se qualcuno le avesse mai detto ti voglio bene”.

La cultura è crescere. Me ne rendo sempre più conto quando apprendo dell’avventura di Luxuria in Mozambico. La scrittrice, dopo aver donato una grossa somma di denaro per un progetto sull’Aids per il Mozambico, venne invitata dal presidente dell’Unicef a partecipare a una missione.

Da Venezia vengo catapultato a villaggi dove il 30% sono malati di Aids, centinaia di migliaia di bambini sono orfani di genitori morti di Aids, e sono sieropositivi. Il libro è proprio dedicato a uno di questi piccoli orfani con un tocco finale da dolce mamma: “che qualcuno che ti voglia bene, possa augurati la buona notte prima di addormentarti”.

“Ho voluto dedicare un libro che parla di bambini che hanno avuto dei problemi e li hanno risolti, a un bambino che invece non ha nessuno” concludeva l’autrice, “Facciamo uno sforzo di conoscerci. La diversità è la più grande opportunità di crescere. La conoscenza reciproca è il miglior antidoto contro il pregiudizio”.

ecco una nuova solitudine…ecco un nuovo momento in cui un cantore contemporaneo non rinuncerà alla propria felicità…con tutta la corda che potremmo gettare nell’oceano potremmo scrivere nuove dediche…ciò che si ha il coraggio di dire al mondo è la più grande favola rivoluzionaria che continueremo ad aggiornare con la bellezze delle nostre vite.