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Dove volano le favole

Sala gremita. Nessuna distinzione tra le file di sedie subito occupate. Solo il desiderio di ascoltare favole, anche se non si è più bambini. Quelle Favole non dette che Vladimir Luxuria ha deciso di narrare.

Alla Feltrinelli di Napoli per presentare il suo ultimo libro, edito Bompiani, Vladimir ha sottolineato il tema centrale di quelle pagine: la trasformazione del corpo. «Quello che mi interessava, nelle storie dei miei personaggi, era mostrare ciò che avevano dentro rispetto al corpo dato. Un po’ come il rospo che aspetta la fanciulla che lo baci per trasformarsi in un principe. Da qui la scelta non di sognare, ma di lottare e di intraprendere un percorso tra avversità e discriminazioni».

Sei favole, tre classici reinterpretati (Pinocchio di Collodi che desidera essere una bambina in carne e ossa, il Brutto anatroccolo che si trasforma in un meraviglioso cigno, La Sirenetta, ambientata nel cemento della metropoli milanese) e tre storie inedite. Come quella di Barbara, la bambina che inorridisce di fronte a una creatura rinchiusa in una gabbia: la donna-uomo.

Il libro, pensato prima della partecipazione all’Isola dei Famosi, si è arricchito di quell’avventura. Giorni in cui c’era tanto, tantissimo tempo a disposizione per lavorare di fantasia e delineare i personaggi.

Gli occhi vivi di Luxuria parlano, anche più della sua bocca, scrutano il pubblico, abbracciano e suggeriscono: mai arrendersi, mai nascondersi. «La volgarità è negli sguardi degli altri appiccicati addosso. Il nostro non è un capriccio o il desiderio di provocare, ma un percorso interno necessario. Abbiamo le nostre sofferenze e i nostri sogni. E sono convinta di una cosa: chi insulta e vuol far sentire una persona diversa, vive di problemi irrisolti».

Tra parole lette e interventi dei presenti, c’è spazio anche per affrontare il tema della spiritualità che «non è assolutamente incompatibile con una condizione di diversità sessuale. Ci sono tantissime persone che fortemente credono, hanno il diritto di credere». E la favola peggiore dei nostri giorni? «Il trasformismo politico. Non fa paura la transizione sessuale, semmai quelle persone che cambiano più spesso partito che paio di mutande».

Un Articolo di Valeria Scotti, pubblicato su www.telegiornaliste.com