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“La donna uomo” di e con Vladimir Luxuria

Locandina dello spettacolo

Locandina dello spettacolo

La donna uomo è uno spettacolo teatrale tratto dal libro Le favole non dette (Bompiani);

Un adattamento di Vladimir Luxuria
ed Emiliano Raya
;

con la partecipazione di Letizia Letza;
interventi scenografici Paolo Bielli;
costumi Antonio Marcasciano;
musiche originali di Giulia Bonomo;
effetti sonori e registrazioni Alberto Antinori;
regia Emiliano Raya.

Anteprima nazionale:

a Sarzana (La Spezia) martedì 14 luglio 2009, alle ore 21.30, nell’ambito del Festival Sconfinando,  Presso Fortezza Firmafede – Cittadella – Centro Storico.

Repliche a Roma presso i giardini della filarmmonica (29 luglio) e al gay village (3 settembre)

Vladimir Luxuria, una narratrice di favole o una favolosa narrante. Tratto dall’omonimo suo libro, il racconto di chi brama la trasformazione, chi si sente rinchiuso in un corpo che non ti rappresenta, come il rospo che contiene un principe, vittima di un malefico sortilegio. Con la magia delle favole e la forza della parola, la storia si dipana in più temi, fili della matassa della vita: il “freak”, i fenomeni da baraccone, l’animalismo, la solitudine, l’intersessualità.
Il tutto con un linguaggio delicato, una regia con occhi e cuore di fanciullo e gli interventi di Letizia Letza, tra il mimo e l’espressione corporea. Come colonna sonora un bellissimo brano di Francesco De Gregori.

Con la messa in scena della Donna Uomo siamo nel mondo delle favole, del gioco, dell’infanzia. Il mondo visto dagli occhi di una bambina che non sopporta vedere gli animali costretti in gabbia. Le gabbie che mettiamo attorno alle cose che non capiamo o le gabbie che portiamo addosso come un costume scomodo e pesante. Improvvisamente in un mondo dove tutto è possibile queste costrizioni, diventano leggere e trasparenti. La mostruosità della donna uomo non è in lei ma in chi la osserva. A questo punto lo sguardo del pubblico cambia, assume il punto di vista di “Barbi la birba” la bambina protagonista del racconto ambientato in un paese che ricorda la nostra società. Per un attimo anche lo spettatore sogna un mondo nuovo… e, almeno in questa favola, il lieto fine è auspicabile.

Emiliano Raya