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Le “favole non dette” e l’impegno con l’UNICEF per l’infanzia in Mozambico

Larrivo di Vladimir Luxuria al Maschio Angioino - ©UNICEF Italia/2009/L.Rossi Bussola

L'arrivo di Vladimir Luxuria al Maschio Angioino - ©UNICEF Italia/2009/L.Rossi Bussola

Napoli, 10 luglio 2009 – Quattro minuti di video che raccontano del viaggio in Mozambico come testimonial dell’UNICEF.

Una vita a opporsi alle discriminazioni: intimamente, artisticamente, politicamente, televisivamente, umanitariamente.

Sei storie che narrano di quanto, spesso, sia duro stare al mondo. Un filo conduttore: la lotta affinché tutti abbiano diritto a un lieto fine. Anche quando le pagine da sfogliare sono fatte di quotidianità e non di carta.

Una affollatissima Sala della Loggia accoglie, e piano piano abbraccia, Vladimir Luxuria al Maschio Angioino.

In tanti sono arrivati all’appuntamento promosso dall’UNICEF Italia nell’ambito della tre giorni nazionale dedicata ai volontari: la presentazione del nuovo libro Le favole non dette edito da Bompiani, in libreria da un paio di mesi.

Barriere da abbattere

Vladimir Luxuria durante il suo intervento al Meeting di Napoli - ©UNICEF Italia/2009/L.Rossi Bussola

Vladimir Luxuria durante il suo intervento al Meeting di Napoli - ©UNICEF Italia/2009/L.Rossi Bussola

Vladimir spiega subito che la favola è un punto di partenza, un pretesto, pensato e ragionato, per ribadire che la diversità è un’opportunità, non un limite.

Lo dice bene al suo pubblico, attraverso spunti, sempre delicati, di intenso vissuto, attraverso i viaggi fatti nel proprio io o in quei pezzi di mondo lontano dove sembra davvero difficile rompere gli incantesimi.

L’appello è quello di abbattere le barriere del pregiudizio, dell’emarginazione, dell’esclusione, del non ascolto.

Barriere intangibili all’apparenza, ma peggiori del cemento, del travertino, degli alti marciapiedi delle metropoli, «come quegli sguardi – confessa Vladimir che mi seguivano quando ero ancora bambina…» anzi, si corregge con grande autoironia «quando ero ancora bambino

Si torna al tema dell’infanzia, al piccolo Enoque, otto anni, che l’AIDS ha reso orfano, conosciuto proprio durante il viaggio in Mozambico e al quale il libro è dedicato.

Sono momenti di partecipazione e forte emozione.

Gli sguardi non sono più quelli di una volta. Molto è stato fatto: adesso quegli sguardi sono occhi che brillano. Ma molto resta ancora da fare.

«Se da qualche giorno in India l’omosessualità non è più un reato, sono tanti, troppi i Paesi dove invece ad essere omosessuali si rischia la vita

Come tanti, troppi, sono i Paesi dove si continua morire di fame.

Ai Grandi del G8 Vladimir Luxuria chiede concretezza, impegno. Piccole esistenze salvate.

“Le favole non dette” sono quelle dove il sogno di Pinocchio non è solo di smetterla di essere un pezzo di legno, ma diventare anche una bambina.

Sono quelle dove Enoque sorride e corre ripreso dalla telecamera davanti alla capanna dove vive con i fratelli.

Perché dolore fisico, sofferenza psicologica, privazione alla fine rendono tutti uguali, anche i più diversi.

L’impegno è quello di continuare a raccontarle queste favole, di scrivere sempre più numerosi lieto fine.

«Magari chissà» conclude Vladimir rispondendo alle numerose richieste di un suo nuovo, prossimo futuro da parlamentare «anche tornando un giorno ad impegnarmi politicamente a tempo pieno.»

Applausi e meritatissimo bagno di folla. “Le favole non dette“, edizioni Bompiani: prima di tutto, da leggere.

(Claudia Aldi) – Fonte: www.unicef.it