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Liguria: alla Regione una legge contro le discriminazioni

Vladimir Luxuria, madrina del Pride di Genova, l’aveva chiesto proprio dal palco di Piazza De Ferrari. E neanche una settimana dopo la parata nazionale dell’orgoglio gay, la Regione Liguria si preapra ad approvare una legge contro le discriminazioni sessuali e per contribuire alle onerose spese che le trans devono sopportare per le cure ormonali.

«Le strade che sto cercando di percorrere sono due: o l´inserimento del provvedimento nella legge contro le discriminazioni sessuali che porteremo in consiglio prima di agosto, oppure un provvedimento della giunta, che intendo chiedere direttamente al presidente Claudio Burlando» ha dichiarato la capogruppo dei verdi in consiglio regionale, Cristina Morelli. La consigliera è anche l’autrice della proposta dielgge contro le discriminazioni depositata ormai tre anni fa e che adesso dovrebbe essere vicina al traguardo.  «Ne abbiamo discusso in una riunione di maggioranza – ha spiegato – stiamo modificando il testo e stiamo togliendo le parti che erano anche nella legge della Regione Toscana e che sono state impugnate presso la Corte Costituzionale. Ci rivediamo martedì prossimo. Mi aspetto che sia votata da tutta la maggioranza, poi naturalmente ognuno si assume le proprie responsabilità»

Naturalmente non mancano le polemiche e le opposizioni. A rispondere alla consigliera Morelli arriva per primo Matteo Rosso del Pdl. «Non ho mai visto la Morelli battersi per quei malati che non hanno accesso a farmaci – dice Rosso – perché costano troppo o a esami diagnostici per le lunghe liste di attesa».  Ma Cristina Morelli risponde: «Rosso ha dichiarato più volte pubblicamente di essere contro le discriminazioni, perciò mi aspetto anche il suo voto». Fanno ben sperare le dichiarazioni del capogrppo del Pd in consiglio regionale Michele Boffa. «Nella proposta della Morelli – sottolinea Boffa – non c´è il tentativo di far diventare privilegiato chi è emarginato ma quello di riconoscere a queste persone diritti e opportunità al pari di tutti gli altri».

Fonte: gay.it