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Presentato alla Camera il libro di Luxuria sulle favole. Presente Franco Grillini

Mercoledì 1 luglio 2009, nella sala del Mappamondo alla Camera dei Deputati è stato presentato il nuovo libro di Vladimir Luxuria “Le favole non dette”.
Introdotta da Paola Concia, Luxuria ha parlato di transessualità, di favole, di rapporto media e mondo lgbt.

Proprio su questo tema è intervenuto Grillini citando alcuni episodi recenti nel rapporto media e gay: la vicenda di Domenico Riso e il caso del forestale calabro ucciso barbaramente e insultato dai tg nazionali.

Foto pubblicate da www.grillini.it

Intervista pubblicata su blogsfere

“Le favole non dette” è il titolo del secondo libro scritto da Vladimir Luxuria dopo “Chi ha paura della Muccassassina?”. Vladi, attrice, ex-parlamentare e vincitrice dell’Isola dei Famosi, racconta con sincerità e a volte con crudezza la diversità e il difficile rapporto con un corpo che non si riconosce e che viene cambiato in un processo di metamorfosi chirurgica, dolorosa e sofferta. Un libro che svela un mondo che spesso si giudica solo in base alle apparenze (fonte foto).

Come mai per il tuo secondo libro hai scelto di raccontare favole?

La scelta del genere delle favole non è provocatoria: è quella che meglio corrisponde al racconto della trasformazione, la ‘funzione numero 29′ secondo la morfologia della fiaba di Vladimir Propp. Nelle favole spesso si parla di mutamenti o in positivo, come il rospo baciato da una giovane fanciulla che si trasforma in bel principe, o in negativo, come la bella ragazza tramutata in bestia da una strega cattiva. I miei personaggi, tutti adolescenti, desiderano trasformarsi, cambiar sesso e affrontano gli orchi del pregiudizio e le megere della discriminazione.
‘La mia mente mi sprona a cantare forme di corpi che si mutano in corpi nuovi’ recita l’incipit della Metamorfosi di Ovidio. Anche le mie storie sono metamorfosi, in positivo.

Chi sono i destinatari delle tue favole?

Uomini e donne di buona volontà, cha hanno voglia di conoscere, confrontarsi, voglia di viaggiare con la fantasia. Consiglio la lettura del libro soprattutto agli etero e a tutti perchè leggere fa sempre bene.

Oltre a prendere ispirazione dalla tua vita hai utilizzato storie che ti hanno raccontato anche altre persone?

Si, ho preso spunto soprattutto dal passato del mio amico Davide, in arte Fuxia, che mi ha ispirato “Iddu”, la favola ambientata in Sicilia.

Cosa ti ha detto?

E’ stato bello vedere che si è commosso dopo la lettura, o meglio, la rilettura in chiave fantastica della sua infanzia. Si tratta di un racconto con un vulcano parlante e protettivo che sostituisce un padre violento. Questa persona caccia fuori di casa il figlio quando scopre la sua diversità.

Il libro spesso usa un linguaggio molto duro, e lascia trasparire dolore, violenza e sofferenza. Pensi che questa scelta possa aiutare meglio il lettore a capire?

Sì, quelle che racconto non sono favole sempre tranquillizzanti. Ad esempio la mia Sirenetta annega nel cemento milanese. Anche le fiabe possono essere crudeli, e confondersi con la realtà, ma quasi tutte le mie storie hanno un doppio lieto fine: diventare se stessi e riconciliarsi con la famiglia.

L’anno scorso il Ministero delle Pari Opportunità aveva negato il suo patrocinio al Gay Pride, ed era scoppiata una forte polemica. Quest’anno i problemi riguardano il fatto che il Ministero abbia anche tolto dal sito la parte dedicata ai diritti degli omosessuali. Pare insomma che la lotta all’omofobia non sia prioritaria, cosa ne pensi?

La politica è indietro rispetto a una società più dinamica, esiste ancora una forte omo/transfobia. Per quello che riguarda la Carfagna noto che è la prima volta da quando è stato istituito che il Ministero delle Pari Opportunità ha completamente escluso le nostre istanze, con il pretesto che ha altro di cui occuparsi.

Sempre a proposito di politica cosa ti ha lasciato l’esperienza del Parlamento?

Quel periodo mi ha lasciato l’amaro in bocca di chi ha creduto fino all’ultimo di poter votare una legge che riconoscesse la nostra affettività e dignità.

Pensi che ci sia ancora spazio per la politica nel tuo futuro?

La mia è una porta socchiusa alla politica, intesa in senso istituzionale.

Tornando all’attualità: ti sei offerta come giudice a X Factor al posto di Simona Ventura. Come pensi che ti troveresti a lavorare insieme a Morgan e Mara?

L’unica X è quella di Luxuria. E’ stata solo una bolla di sapone.

Sempre parlando di musica hai scritto l’inno del Roma Pride, una versione di “Over The Rainbow”. Come mai hai scelto proprio questa canzone, che tra l’altro è presente anche nella colonna sonora di Milk?

L’ho scelta perchè abbiamo bisogno dello stesso scatto di orgoglio e ribellione di coloro che stavano sorseggiando un drink allo Stonewall Inn di New York in quel lontano 28 giugno 1969. Quella notte la polizia di New York fece irruzione nel locale, che era un bar gay, e scoppiarono violenti scontri. I presenti, mentre ascoltavano la canzone di Judy Garland che era appena scomparsa, si ribellarono alle incursione poliziesche. Così nacque il Pride.