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Omofobia, Luxuria ad Affaritaliani.it: “Roma e l’Italia a rischio per i gay”

Sabato 29.08.2009 14:10

La comunità gay e trans  di Roma e non solo ancora sotto tiro. L’ultimo episodio è avvenuto a Napoli, dove una coppia di turisti gay è stata aggredita da 15 persone. Intorno alle 22 di martedì a Roma c’è stato il tentativo di dare fuoco alla discoteca “Qube”, sede della “Muccassassina”. Serate che da sempre costituiscono un momento di ritrovo soprattutto per chi non è rigidamente etero. Episodio che arriva pochi giorno dopo l’aggressione di due ragazzi fuori dal Gay Village, sempre nella capitale. Una situazione cui Vladimir Luxuria, ex parlamentare di Rifondazione, e attivista per i diritti della comunità LGBT, risponde ad Affaritaliani.it con rabbia e preoccupazione.

Roma è diventata una città a rischio per chi è gay?
“L’Italia e Roma in particolare. Purtroppo si tenta di trovare il capro espiatorio per tutta una serie di problemi, repressioni, di situazioni economiche disagiate, sfogando questa rabbia sui più deboli, o comunque su chi ritieni diverso da te e quindi pericoloso. Le aggressioni contro gay, lesbiche e trans stanno diventando sempre più frequenti. In particolare, c’è un disegno in questo caso. Non si tratta di un episodio legato ad una singola persona: è stata una vera e propria spedizione punitiva. Le persone sono andate appositamente in un luoghi di aggregazione gay, sia nel caso del Gay Village, sia dell’attentato incendiario del Muccassassina.  E poi c’è una consequenzialità. Subito dopo l’arresto del responsabile del tentato omicidio alla coppia gay (questa l’accusa degli inquirenti per Alessandro Sardelli “Svastichella”, ndr), c’è stata la vendetta. E quindi l’attentato incendiario nella città di Roma.

Un’ipotesi inquietante. In una nota, lei ha osservato che c’è un clima che ricorda quello che precedette il Nazifascismo
“Di sicuro noi ci sentiamo la categoria più esposta, più a rischio. C’è un tiro a bersaglio. E abbiamo paura”.

Il sindaco Gianni Alemanno è intervenuto in favore della comunità gay. Promettendo maggiori controlli e la creazione di un osservatorio contro l’omofobia. E c’è la possibilità che il Comune si faccia parte civile per l’aggressione.
“Le promesse di una città più sicura si sono rivelate purtroppo solo parole da campagna elettorale. La situazione sta peggiorando”.

Cosa aspettarsi allora dalle istituzioni?
“Riguardo agli strumenti politici, c’è uno strumento, quello dell’aggravante per i reati di omofobia, che avevamo tentato di fare approvare nella scorsa legislatura e che invece proprio il centrodestra, insieme ai Teodem e all’Udeur hanno di fatto bloccato”.

Ora un nuovo testo di legge sull’argomento è stato presentato dalla parlamentare del Pd, Paola Concia. Anche Alemanno si è detto favorevole.
“Sì. Me lo auguro. Troppe volte le promesse non sono state mantenute. Spero che quando, come mi auguro, cesseranno gli episodi di intolleranza e l’interesse mediatico, tutto non cada nel dimericatoio”.

Lei ha fatto un accenno ai Teodem e quindi al Pd.
“Proprio sulla legge contro l’omofobia, Paola Binetti votò contro la fiducia al governo Prodi. Su questi temi  c’è un problema interno a quel partito”.

Tra poche settimane comincerà il congresso. Secondo lei, quale dei tre candidati alla segreteria può rappresentare meglio le istanze della comunità LGBTQ?
“Sicuramente Ignazio Marino. E’ quello che più coraggiosamente affronta i temi detti eticamente sensibili da un punto di vista laico”.

E il partito per cui fu parlamenatre, Rifondazione Comunista? Un anno fa c’è stata lascissione di Nichi Vendola. Si sente politicamente più vicino a lui o all’attuale segretario di Rifondazione, Paolo Ferrero.
“A me non è piaciuto che sia avvenuta questa divisione perché è stata masochistica e ha voluto dire restare fuori, oltre che dal Parlamento  italino, anche da quello europeo. Detto questo, io mi sento più vicina all’area vendoliana ma con l’obiettivo di costruire una sinistra più unita”.

di Francesco Cocco