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Luxuria, Meluzzi e Santanchè a “Pomeriggio Cinque” parlano di omofobia

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Da Un post di Queerblog.it

Come avevamo ricordato, ieri è iniziato il nuovo ciclo di “Pomeriggio Cinque”, condotto da Barbara d’Urso. E subito, alla prima puntata, si è scatenato un semi putiferio. E grazie a chi, se non ovviamente ad Alessandro Meluzzi e alla onorevole Santanchè, in studio, pronti a sparare sentenze e a regalare,a noi telespettatori, frasi di una banalità sconfortante, paragoni che non c’entrano nulla tra di loro ed ennesima dimostrazione che a volte avere in studio uno psichiatra è più dannoso che culturale.

Ma cosa è successo esattamente? Nella puntata si cercava di discutere del grave tema dell’omofobia imperante in Italia, che nelle ultime settimane ha riempito la cronaca nera di notizie poco rinfrancanti: dall’accoltellamento al Gay Village alle bombe Molotov (per qualcuno stelle filanti da Capodanno). Il servizio però parlava dal caso di aggressione per un parcheggio, a Rimini, seguito e già preceduto da accuse e frasi omofobiche alla coppia gay. E in studio, Barbara d’Urso intervistava i due protagonisti della vicenda, che avevano accanto, appunto, Daniela Santanchè e Alessandro Meluzzi. In collegamento da Roma, Vladimir Luxuria.

E se in un paese qualsiasi con un minimo di rispetto e civiltà, il nemico sarebbe l’aggressore, in questo caso non è così ovvio. E il professor Meluzzi, insieme alla sua vicina di sedia, si lancia in parabole un po’ discutibili:

Ma perchè un paese tradizionalmente libero e tollerante come l’Italia manifesta cose così barbariche e incomprensibili. E’ su questo che bisogna interrogarsi! E non ha tutte le colpe la Santanchè quando dice che qualche colpa il mondo omosessuale ce l’ha!

Non ci vuole la stessa laurea che possiede il dottor Meluzzi per capire come ci sia stato in questo frase il rovescio della medaglia. I gay sono vittime? Eh no, perchè l’Italia è un paese libero (??) e tollerante (??!!??). Partire da un sunto, da una base nazional popolare, accomodante e accattivante come questa premessa attira-applausi, ribalta automaticamente il problema e piuttosto che ammettere che a mentalità il nostro Paese ha ancora km e km da percorrere, è più facile coccolarsi nella (finta) sicurezza di essere tanto “amabili e moderni” e dare la colpa ai gay. Perchè, caro Meluzzi, qualche colpa il mondo omosessuale ce l’ha no? Certo. E il peggio non è finito qua.

Per migliorare il tutto, paragona il “fastidio” che può provocare un atto intimo come quello tra due uomini a quello che percepisce chi assiste all’intimità tra due persone vecchie. Perchè le colpe del mondo omosessuale sono semplici per Meluzzi: esibizionismo, mancanza di rispetto e di pudore. Da qui il paragone di due uomini che si baciano pubblicamente con quello di due anziani che lo psichiatra ha incontrato la sera prima a Parco mentre portava fuori il cane ( dettagli fondamentali, grazie). L’aver visto due persone vecchie baciarsi lo ha “inorridito”, infastidito, mentre i due si baciavano per la strada. Di una cosa però sono certa: non si sarebbero inorriditi meno loro due se, smettendo di baciarsi, si fossero girati e avessero scoperto di essere spiati da Alessandro Meluzzi in giro con il suo cane, che a quell’ora di sera non ha nient’altro di meglio da fare che guardare una coppia di anziani intenti a baciarsi per venirlo a riportare in studio dalla D’Urso, e inserirlo nella sua personale “scala di ribrezzo”.

La Santanchè chiede ai gay di non partecipare più ai Gay Pride per non diventare a loro volta strumenti di altri che non mirano alla libertà sessuale individuale. Insomma, in 3 minuti d’orologio, due persone hanno ribaltato il ruolo vittima/carnefice di un pestaggio e hanno consigliato al mondo gay di boicottare il gay pride. Il concetto finale è: sì amarsi ma privatamente se proprio è necessario, senza inorridire Meluzzi a passeggio col cane o infastidire la Santanchè con sfilate di dubbio gusto.

In cima al post, i video dei due spezzoni: le frasi citate da me appartengono al secondo filmato, vi lascio l’onore di riportare qualche altra castroneria presente nel primo video. Una sola cosa però vorrei far presente a Meluzzi: non serve avere una laurea per sapere che non è carino interrompere qualcuno quando cerca di rispondere, parlando sopra, facendo monologhi un po’ pressapochisti ( a mio parere e il giudizio e l’opinione è libera, no?) che possono andare pure bene quando l’argomento in discussione è ” Antonella Elia ha rubato una razione di cocco e riso altri naufraghi?”. Ma quando si parla di discorsi un pochino più impegnativi, vabbè che siamo in un programma leggero, vabbè che è intrattenimento, vabbè che è “Pomeriggio Cinque” ma non sempre ” ci si dovrebbe chiedere perchè improvvisamente c’è questo odio improvviso verso i gay. Forse un po’ di colpa ce l’hanno!“. E la colpa, caro Meluzzi, che prima associa e poi non spiega? Qual è? L’essere provocatori? L’essere esibizonisti? Il mancare di rispetto? Sì chiama dignità, caro professore; di esistere, di poter baciarsi in pubblico senza scandalizzare nessuno, di poter decidere di sfilare o meno, di poter chiedere diritti e non dover essere costretti a baciarsi in privato per non scandalizzare qualcuno.

E se uno non vuole assistere al bacio di due uomini può fare una cosa rivoluzionaria: guardare da un’altra parte. Di certo non picchiare, accoltellare, insultare e aggredire. O criticare il gesto a cui hanno appena assistito. Glielo dico io, immagino anche altri lettori la penseranno al medesimo mio modo. E, sono sicuro, pure quei due anziani di ieri le avrebbero consigliato la stessa cosa: guardare altrove o aprire gli occhi: guardando senza giudicare.