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Ancora troppe discriminazioni

Il coro del Duomo ha già un altro direttore. Luana Ricci continua la sua vita lavorativa altrove, portando avanti i mille altri progetti che da sempre danno soddisfazioni e riconoscenza del suo valore artistico. Fuori dal Duomo, non più lì. Sono stati tanti gli attestati di solidarietà che ha ricevuto, da parte della società civile, delle persone che ascoltavano il frutto del suo lavoro. Il suo caso è balzato anche tra sulle cronache nazionali, è stata ospite in diversi programmi televisivi “La vita in diretta”, programma di Rai uno, per esempio, dove è stata affiancata dall’ex onorevole Vladimir Luxuria. Le due avevano già avuto modo di conoscersi nel Salento. Invitata per una manifestazione culturale in provincia di Lecce, una volta arrivata nel Salento Luxuria ha chiesto di incontrare Luana, e ci ha raccontato come è andata.

“Ho avuto il grande piacere di conoscerla a cena, e quindi in una situazione più riservata e ho avuto il gran piacere stare con una persona profondamente umana e sensibile, lo si è visto dal suo sguardo, gli occhi rivelano molto del carattere delle persone – afferma Luxuria – ma ho anche visto la tristezza di una persona che si è sentita sola, non solo è stata liquidata dopo 18 anni di lavoro senza garanzie sindacali, ma la cosa più triste è che ha dovuto subire la decisione senza che nessuno prendesse il disturbo di voler giustificare il motivo per cui è stata mandata via. Eravamo insieme al programma “La vita in diretta”, la redazione ha mandato un filmato, delle interviste fatte ai leccesi sul caso, e tutti affermavano di essere molto contrariati da quello che era successo”. La gente è con Luana, eppure, si stanno susseguendo atteggiamenti di discriminazione nei confronti degli omosessuali e dei trans. I casi avvenuti a Roma, per esempio, dimostrano quanto sia difficile accettare la diversità.

“Credo che ciò che sta accadendo sia un brutto segnale; però, in un periodo in cui abbiamo avuto tanti episodi di violenza fisica, nei confronti dei cosiddetti diversi, magari la chiesa avrebbe fatto bene a dare un altro segnale, e non un ulteriore atto discriminatorio – e Luxuria continua brandendo parole pesanti – . La verità è che per la Chiesa noi siamo veramente gli ultimi degli ultimi, una trans solo in quanto tale, è definita una peccatrice perchè sarebbe non in equilibrio secondo i dogmi dell’etica cristiana con la creazione di Dio e la divisione tra uomini e donne. Mentre credo che Dio abbia creato anche noi. Forse sarebbe stata un’occasione per parlare di un periodo in cui la Chiesa ha obbligato delle persone ad intervenire sul loro sesso, tipo le voci bianche. Poi ci sarebbe da fare una riflessione anche su tutte le rappresentazioni del bene, degli angeli in particolare, figure molto transgender, sempre molto glabre, sempre con i capelli lunghi biondi, molto effeminate, ma la Chiesa per quel che riguarda la questione sessuale ne fa un problema. Magari dovrebbe più guardare ai problemi nel suo interno che non a persone come Luana, tra l’altro lei si presentava al lavoro molto sobria, non è che andasse con le piume in cattedrale, anzi, vestiva anche un po’ maschile per non esaltare la sua femminilità.

Da parte della Chiesa, invece, c’è stata una chiusura a riccio”. Per Luxuria la strada da perseguire è chiara. “Credo nell’autonomia dello Stato e del Vaticano, quello che mi auguro è che la Chiesa possa comprendere ed accettare anche le persone sessualmente diverse. Dal canto politico invece, esiste una legge che consente di cambiare genere e nome alle persone che decidono di cambiare sesso. Questo avviene, in realtà con dei tempi molto lunghi, occorre una doppia sentenza del tribunale e vari altri passaggi burocratici. Io durante la mia legislatura, avevo cercato di rendere il processo un po’ più snello e meno impegnativo economicamente per le persone trans, ma avevo proposto anche la possibilità di poter cambiare genere sessuale all’anagrafe, senza costringere le persone ad interventi chirurgici. La maggioranza, infatti, l’80% circa dei trans, vuole avere nome femminile senza doversi operare. Vorrei che ci fosse anche un’attenzione maggiore dal punto di vista culturale, verso di noi, che potremmo essere una sparuta minoranza, ma che, come credo, una nazione civile si misura anche da come tratta la sua minoranza”. Cosa non facile. “Consideri che hanno tolto i fondi del governo Prodi sul monitoraggio degli episodi di omofobia, purtroppo si dicono tante parole ma le strutture per poter lavorare hanno bisogno anche di un supporto economico, le nostre istanze non sono nell’agenda del nostro governo”. Tempo fa l’onorevole aveva annunciato che avrebbe cambiato sesso. Lo farà?
“È un processo che non decido solo io, ma la psicologa dalla quale sono in terapia e dal parere dei medici”.