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La mia sul caso Marrazzo

E’ un Paese preoccupante quello in cui non ci si accontenta più di spiare dal buco della serratura delle camere da letto, una nazione dove le porte delle alcove vengono sfondate da carabinieri senza permesso di perquisizione, dove i domicili privati vengono violati da tutori delle forze dell’ordine che si credono inviati di Striscia la notizia con tanto di videocamera incorporata in un telefonino, ben consapevoli di cosa avrebbero trovato, abili nel filmare le strisce di cocaina mettendoci apposta accanto il tesserino con ben visibile il nome dell’ex Presidente della Regione Lazio. Un sistema di ricatti, tentativi di vendita del filmato a testate giornalistiche e televisive, estorsioni… certo, si tratta di alcune “mele marce” che offendono la maggior parte dei carabinieri che nel loro lavoro ci credono e lo fanno onestamente (e qualche volta rimettendoci anche la vita), così come potrebbero esserci delle “mele marce” anche tra qualche trans attratta da somme in denaro in cambio di rivelazioni, pedine di un gioco molto più grande di loro.

L’episodio ha dato la possibilità di dare sfogo ai più cattivi commenti sui gusti sessuali e sulle persone transgender. Non mi fa più effetto leggere tutti gli articoli in cui ci si declina al maschile, se non si può richiedere il rispetto con la forza almeno farei appello alla gentilezza e alla sensibilità. Mi fa però un certo effetto una terminologia che va ben oltre: maschio mascherato da donna scrive de Pace, in via Gradoli dove un tempo si nascondevano i terroristi che rapirono Moro e oggi si imboscano governatori eccitati… ci toccherà rimpiangere il tempo delle Brigate Rosse? scrive Veneziani (entrambi sul Giornale), come mai alla sinistra piacciono i trans e alla destra le donne (ricordiamo tra l’altro anche il caso del portavoce di Prodi, Sircana Silvio)? La mia risposta (non so voi) è questa: la sinistra è contro la vita, la destra no scrive Farrell su Libero.

Provo a fornire qualche chiarimento: i gusti sessuali di una persona non dipendono né dalla fede politica, né dalla classe sociale, né dall’essere meridionali o settentrionali, né da quello che si mangia. Inoltre le persone attratte dalla femminilità delle trans sono persone a cui piacciono anche le donne, chi frequenta una trans non smette assolutamente di essere attratto anche dalle donne tali per nascita.

Una persona transessuale non è una bestia ma un essere umano e, anche se si prostituisce, non è bello accostare la sua attività con quella di un covo di terroristi assassini.

Mi piacerebbe anche che la gente pensasse a noi come persone che hanno avuto il coraggio di non portare la maschera ma di rivelarsi al mondo e a se stesse per ciò che realmente sentono di essere e sono.

E sapete di chi è la colpa di tutto questo? Di tutti quei giornalisti e politici che si sono illusi di distruggere Berlusconi sul piano personale tra storie di escort e trans a Palazzo Grazioli, anziché trovare argomenti sul piano politico. Non ho mai cavalcato l’onda puritana e bigotta della privacy sessuale dei politici (pur sapendo di tutto e di più), delle liste di proscrizione come strumento di vendetta personale di chi detiene un potere. Non ho mai rilasciato un commento né alle agenzie né ai dibattiti a cui ho partecipato dando ragione a chi ha invocato un moralismo sessuofobo di ritorno dagli anni ’50.

La vicenda Berlusconi-escort-Noemi-D’Addario ha sicuramente provocato un desiderio di vendetta, di ritorsione.

C’è un solo augurio: che si faccia un passo indietro, altrimenti altri altarini verranno scoperti, altre carriere distrutte, altre famiglie massacrate.

I santi sono solo in Paradiso, non sicuramente nella politica, nel giornalismo, nel mondo dello spettacolo. A chi toccherà domani? Quale ministro o direttore di giornale?

Di sicuro un effetto immediato questa vicenda ce l’ha: in un clima già di tensione (ieri un ragazzo solo perché sospettato di essere gay è stato picchiato a Ostia) le persone transessuali, quelle che faticano per studiare e trovarsi un posto di lavoro alternativo alla prostituzione, pagheranno più caro il costo della criminalizzazione

Vladimir Luxuria