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Vladimir Luxuria: ”Buona l’idea del trans al GF 10”

di Barbara Cataldi
Fonte: ilSalvagente

I viado della capitale che hanno travolto il destino di Marrazzo e il transgender misterioso che appassiona il pubblico del Grande Fratello in questi giorni hanno imposto alla stampa italiana di parlare di un tema che incuriosisce uforse un po’ morbosamente e spaventa: la transessualità.
“Per fortuna per parlare di questi temi, ci sono anche altre occasioni, non solo i reality e la cronaca, nera o rosa che sia. La mia presenza in Parlamento, per esempio, ha permesso di rompere con la solita associazione transessualità-prostituzione-droga”.

Intervista a Vladimir Luxuria

A parlare è Vladimir Luxuria, deputata di Rifondazione comunista nella scorsa legislatura e vincitrice dell’ultima edizione dell’Isola dei Famosi. Oggi in prima linea nella lotta all’omofobia e impegnata in vario modo nel mondo dello spettacolo. La presentazione dei partecipanti a questa edizione del Grande fratello e la foto da bambina del concorrente al reality che sta per diventare uomo attraverso un intervento chirurgico ha fatto il record di ascolti.
“Ma sì, è sempre meglio parlarne”, ribatte Luxuria, “fino a pochi anni fa eravamo una specie di extraterrestri”.

Luxuria, pensa che il Grande fratello sia stato politicamente scorretto?

Parlare di transessualità è quasi sempre un bene, e non è detto che se il programma è più serio sia altrettanto serio il conduttore.
È una questione di sensibilità e devo dire che per come è stato trattato l’argomento fin qua, sia da Alessia Marcuzzi, sia dagli autori del Grande fratello sono stati molto corretti. E comunque sia nel GF che nell’edizione dell’Isola dei famosi di cui sono stata protagonista non ho trovato la cattiveria e la morbosità che ho riscontrato in altri ambienti detti “più seri”.

Allora, non si è pentita di aver partecipato a un reality?

Se anche fosse stato uno sbaglio partecipare, non me ne sarei pentita. Perché sono una persona che dagli sbagli impara. Comunque, non lo considero assolutamente un errore.  Oggi non avrei la stessa attenzione mediatica senza l’Isola dei famosi, tra l’altro continuando a parlare delle cose di cui parlavo prima dell’isola.
Oggi se una famiglia è riunita davanti alla tv all’ora di cena e compare un persona transessuale non c’è più la tentazione di cambiare canale, perché c’è più confidenza con l’argomento proprio grazie a un programma popolare come quel reality.

Eppure mi pare che in questo momento ci sia un notevole arretramento culturale, non trova?

Effettivamente sì. Purtroppo oggi si parla di omofobia, transfobia, di violenze subite, l’ultima delle quali a Ostia. Un ragazzo è stato massacrato di botte solo perché sospettato di essere gay.
Nell’ultima edizione di Sanremo si è parlato di omosessualità come di una malattia e di questi tempi sembra quasi che tradire la moglie con una trans sia un’aggravante. Sembra che siamo una specie di bestie rovina famiglie.

Si riferisce allo scandalo trans e politica, che ha coinvolto Marrazzo?

Si può essere trans e non essere costrette a prostituirsi. Bisogna essere molto determinate, molto pazienti e molto combattive, per riuscire a non cedere alla tentazione della prostituzione, soprattutto perché alla preoccupazione di arrivare a fine mese e pagare le bollette si aggiunge ovviamente il problema di dover affrontare elevate spese mediche. O si ha una famiglia benestante alle spalle che ti sostiene, anche psicologicamente, o si finisce nelle mani di un pappone.

In Italia è più difficile per una trans trovare un lavoro normale?

Da noi pesa la contiguità, la vicinanza col Vaticano. Tante volte dico che non so se il Vaticano è in Italia o il contrario. L’ultima è che un sacerdote proprio oggi è stato rimosso dal suo posto perché. vicino Firenze, ha celebrato le nozze tra un uomo e una donna, che in passato aveva cambiato sesso.

Dopo l’esperienza con Rifondazione comunista, pensa che potrebbe tornare a fare politica in un partito?

In questo momento sono alla finestra e guardo cosa succede. Vedo con interesse la vittoria di Bersani e quindi la possibilità per il Pd di alleanze con altre forze politiche di sinistra, che invece Franceschini aveva escluso; vedo con interesse Rutelli che per dar fede al titolo del suo libro “Lettera a un partito mai nato”  è uscito dal Pd, e vedo con interesse la maturazione e la capacità di mettere in dubbio le proprie certezze su temi eticamente sensibili di Fini.
Io non sento la mancanza della poltrona.
A volte ho l’impressione di lavorare più adesso di prima quando ero in Parlamento. Sul testo contro l’omofobia, per esempio, ho lavorato molto insieme a Paola Concia. Però la politica è imprevedibile e non mi sento di escludere niente.