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Allora sì, sono malata!

L'articolo su "L'Altro"

L'articolo su "L'Altro"

di Vladimir Luxuria

È la prima volta che mi succede. Non ho chiesto io di presentare il mio libro ad Anagni ma sono stata cortesemente invitata a farlo da una giovane associazione di ragazzi dotati di voglia di scuotere menti e acque nel frusinate, associazione che nel nome omaggia Fabrizio De Andrè, La guerra di Piero. Questi ragazzi avevano sempre ottenuto da parte del sindaco di Anagni, Carlo Noto (ex An) l’autorizzazione a presentare libri e letture nell’auditorium del comune, ma nel mio caso l’autorizzazione è stata negata.
Il mio tour promozionale del libro mi ha visto presente in vari luoghi, sedi istituzionali, rassegne locali e fiere. Ogni volta che sono stata invitata dalle amministrazionin comnunali non ho mai chiesto prima il colore politico di chi mi inviatava, ma ho sempre accettato solo in base ai miei impegni.
Ricordo la mia partecipazione alla rassegna Caffeina a Viterbo e nella piazza principale di Civitanova Marche, eventi organizzati da amministrazioni di centrodestra.

Non cambia il mio buonumore e non mi rovina la giornata sapere che il sindaco di Anagni mi ha negato l’auditorium; sicuramente l’evento si farà lo stesso giorno in una sede alternativa: una sala del ristorante “Le mimose” (un omaggio alla mia femminilità) e sarà un’occasione per parlare dei temi del mio libro quali la lotta contro la transfobia, contro le discriminazioni, contro il bullismo, contro la violenza.
Sono sempre stata convinta che non è il luogo a fare la differenza ma è la gente che conta di più; fa molta più tristezza una sala istituzionale vuota e noiosa di un luogo non ufficiale dove fermentano le idee e la voglia di conoscere chi è diverso da te. Quello che contesto però è  un’altra cosa: il sindaco poteva limitarsi a negare la prestigiosa sala, si poteva risparmiare le motivazioni. Ha detto:  è un libro non educativo (il sindaco però non lo ha letto…) e per un transgender non è consono un auditorium ma un ambulatorio medico.

Ebbene sì, sono malata!
Se la robusta costituzione e sanità mentale si rapporta alla volgarità del sindaco preferisco essere malata. La mia malattia si chiama coraggio, si chiama sincerita, significa aver sempre teso la mano a chi mi chiedeva aiuto.  Sono anche stufo di assistere a persone che usano la malattia come insulto per denigrare gli altri. I malati esistono davvero, purtroppo. Se non potrò far nulla per guarire la cattiveria, ad anagni potrò fare qualcosa per alleviare la solitudine di chi è costretto a stare in un letto d’ospedale.

Venerdì 4 Dicembre alle ore 15 mi recherò all’ospedale per donare copie del mio libro ai degenti. L’educazione al rispetto, al dialogo, all’apertura sono un valore che rivendico e che cercherò di spiegare alla presentazione del mio libro in un asala dove, ne sono sicura, saranno presenti anche elettori delusi di questo piccolo sindaco.