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Grande Fratello Trans

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Strani scherzi del palinsesto: su Rai 1 la storia di Pinocchio che da legno vuole farsi carne e su Canale 5, in contemporanea, la storia di Gabriele che da donna vuole farsi uomo. E dire che le due cose insieme le ho raccontate nelle mie storie transgender “Le favole non dette”!

Il mistero è stato svelato, il trans non era tra i concorrenti già nella casa ma è stata la new entry Gabriele Belli, 38 anni, romano transitato anche in senso geografico a Milano.

Il toto-trans dei giorni scorsi può essere interpretato in due modi:

  1. Attenzione, gli alieni sono in mezzo a noi, si mimetizzano e vogliono occupare il nostro pianeta ordinario fondato sul sistema binario maschio-femmina: scopri chi è, gratta e vinci!
  2. Ma allora si può essere maschili abbastanza da essere considerati, visti e percepiti come chi è uomo dalla nascita?

La lotta per l’uguaglianza, il rispetto e l’integrazione sociale e lavorativa non passa attraverso canoni estetici, l’essere più o meno conformi a un ipotetico originale biologico.

Si dovrebbe avere un posto nella società anche se il proprio essere transgender è più manifesto, se si conserva una voce femminile, se le mani sono ancora troppo affusolate e ci manca il pomo d’Adamo. Riuscire o volere essere il più maschile possibile dovrebbe essere solo una propria autodeterminazione non dettata da un desiderio di essere stealthy, invisibile, per confondersi tra gli altri e avere meno problemi o sguardi addosso. Anzi in un contesto maschilista in fondo la donna mascolina è quella “con le palle”, rispetto all’effeminatezza di una trans.

Sicuramente Gabriele è uno che passa inosservato.

Per IL trans (cioè chi compie un passaggio gino-androide, da femmina a maschio), diversamente da LA trans (chi compie il processo inverso) c’è più possibilità di discrezionalità in pubblico, la donna che è maschile attira meno lo sguardo, ma se questa “invisibilità” fa camminare più tranquilli dall’altra parte si rischia la cancellazione, il non essere considerati… pensare che “trans” voglia dire solo Luxuria, Eva Robin’s, Coccinelle… Quanti sanno che per diventare uomini bisogna affrontare un percorso medico più invasivo? I farmaci sono androgeni per lo più per via intramuscolare per avere meno effetti di tossicità, al fine di avere un fisico più maschile e la crescita di barba e baffi.

C’è la mastoplastica demolitiva, ovvero l’asportazione dei seni e, oltre ad altre, l’operazione più complicata è la creazione del neopene. La chirurgia plastica ha fatto passi da gigante e, tra le tante tecniche utilizzate in precedenza (Bouman, Mc Gregor e Jackson…) quella che adesso è più frequente è la tecnica Chang, così chiamata dal nome dei chirurghi cinesi Chang e Hwang che la sperimentarono nel 1984. In pratica per la falloplastica viene utilizzata una parte del proprio avambraccio che consente una migliore vascolarizzazione e drenaggio.

Gabriele ancora non si è sottoposto alla rettifica del carattere sessuale primario e non sappiamo nemmeno se lo farà; la sua partecipazione al “Grande Fratello” è utile per far conoscere anche questo altro aspetto della transessualità, il suo ingresso è stato accompagnato dalla correttezza della conduttrice e dal racconto forte e commovente della sua vita auto-narrata.

Chi non ama il genere “reality” non avrebbe comunque guardato il Grande Fratello (con o senza trans) ma tra il pubblico che lo guarda ci sarà l’occasione di apprendere ciò che prima ignorava.

Continuo a credere che una opportunità in più offerta è sempre meglio che una sottratta.

di Vladimir Luxuria