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Luxuria, Marrazzo e il coraggio mancato

di Mafalda Bruno

Lo scandalo che ha visto protagonista l’ex Presidente delle Regione Lazio, ha fatto sì che tutti i media la interpellassero in qualità di opinionista e rappresentante del mondo del transessuali. Instancabile portabandiera dei diritti civili e di cittadinanza degli omosessuali, Vladimir è costantemente impegnata in prima persona verso ciò che ritiene debba essere difeso e riconosciuto come un diritto. Reporter ha raggiunto telefonicamente l’ex parlamentare ed ex naufraga de “L’Isola dei Famosi”, rivolgendole domande sia sul personaggio Luxuria che sulla vicenda che accalora l’opinione pubblica.

Vladimir, ci dica: avrebbe mai immaginato che un giorno sarebbe diventata il punto di riferimento per tutti i trans?

Non me lo aspettavo sicuramente, ho avuto una vita piuttosto travagliata e piena di esperienze che ho voluto raccontare nel mio libro “Chi ha paura della mucca assassina?”

A che punto sono le conquiste ottenute dagli omosessuali e trans dal 1994 ad oggi?

Purtroppo passi avanti nel rispetto dei diritti civili non sono stati fatti né in Italia né all’estero. Non abbastanza Eppure noi non vogliamo togliere i diritti a nessuno, vogliamo solo che si estendano a chi ancora non li ha.

L’affaire Marrazzo ha tenuto e tiene tuttora impegnata l’opinione pubblica. Quali consigli avrebbe dato (ove richiesti) all’ex Presidente della Regione Lazio per evitargli di cadere nel baratro nel quale è precipitato?

Marrazzo avrebbe dovuto avere quella qualità che attribuiscono agli uomini ma che io vedo invece sempre più come una caratteristica prevalentemente femminile: il coraggio. Non appena avuto il sentore che circolava materiale compromettente su di lui, avrebbe dovuto subito parlare con sincerità anzitutto alla sua famiglia, poi convocare una conferenza stampa raccontando i fatti: dei ricatti, della cocaina e certamente delle sue frequentazioni. Così facendo avrebbe suscitato molto meno clamore attorno a sé stesso e credo che avrebbe persino riscosso indulgenza e stima dalla gente. Ne sarebbe uscito molto meglio. Così invece la questione è stata gestita malissimo. E comunque se con Piero Marrazzo, quel giorno, non si fosse appartata una prostituta transessuale, ma una donna, è molto probabile che lo scandalo sarebbe stato raccontato con ben altri toni.

Ma il mondo del transessuali, da questa vicenda, come ne è uscito fuori? Siete più benvoluti o, al contrario, sempre nell’occhio del ciclone?

Credo che i transessuali non siano usciti bene da questa vicenda perché oltre tutto, sono usciti fuori ricatti, uso di cocaina ed aspetti criminosi di queste situazioni. I trans sono stati messi ancor più in cattiva luce anche per essere considerati degli sfascia-famiglie. Poco si sa e poco si dice delle offese, dei crimini e le violenze che si registrano a danno dei trans. Ad esempio nessuno dice che il 20 novembre si celebra in tutto il mondo il “Transgender day of Remembrance”, ovvero il ricordo di tutte le vittime transgender nel mondo.

Comunque si ha l’impressione che lei, specialmente dopo l’esperienza a Montecitorio e poi la vittoria dell’Isola dei Famosi, riscuota consensi benevoli tra la gente comune.

Forse accade perché le persone hanno capito che non sono una indifferente, che nelle battaglie in cui crede ci mette il cuore, quindi o mi si ama o mi odia. E questo, indipendentemente dal colore politico, mi procura un consenso bipartisan che non può che farmi piacere.

Torniamo per un attimo a Marrazzo: la cosa che forse ha indignato maggiormente, fatte salve le scelte personali di ognuno che vanno sempre rispettate, sia stato l’utilizzo della macchina di servizio per fini privati. Lei che ne pensa?

Se la Magistratura accerterà che davvero c’è stato un utilizzo improprio delle risorse messe a disposizione dei politici per la loro funzione pubblica, allora è giusto che si proceda a classificare e punire il fatto come quello che è: un reato.