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Busi all’Isola: Il Giornale intervista Vladimir Luxuria

Ci sono concorrenti e concorrenti. Prima, durante e dopo L’Isola dei Famosi. Prendete Vladimir Luxuria, vincitrice dell’ultima edizione. Ha sempre mantenuto fede al suo comandamento: «Non essere mai volgare».

Cara Luxuria, ora sembra che Aldo Busi si prefigga l’esatto contrario.

«Ma non so se è tutto vero, mi sembra strano che la Magnolia abbia ceduto sulla clausola delle offese politiche o religiose. All’epoca mia erano molto severi».

Si vede che i tempi cambiano anche nei reality.

«Peccato perché io quella clausola l’ho firmata ben volentieri, non volevo essere né vittima né artefice di sceneggiate volgari. Penso che si possa avere la libertà di dire tutto senza offendere il sentimento religioso. La bestemmia è sempre una cosa da condannare così come è capitato al Grande Fratello».

Ma Busi sull’«Isola» è comunque un valore aggiunto?

«Ha rotto un tabù, quello dell’intellettuale, dello scrittore. A me era toccato quello del politico e del trans. Generalmente gli intellettuali, anche gli editorialisti di sinistra, parlano male dei reality e dell’Isola in particolare. Ora forse hanno una persona con cui identificarsi».

Anche con la licenza di offendere?

«Mi risulta difficile pensare a Busi volgare quando non lo è mai stato nei suoi libri, neanche in Sodomia in corpo undici. Non è una persona a corto di argomenti e sono sicura che non si smentirà».

Le sarebbe piaciuto averlo come concorrente?

«Be’ avrei avuto una persona con cui parlare di tanti argomenti. L’ho conosciuto quando ero direttrice di Mucca assassina a Roma ma all’epoca ce l’aveva con me perché ero trans. Più tardi l’ho visto su una copertina travestito da donna. L’ho subito chiamato e scherzosamente gli ho detto: “Allora era tutta invidia”».

Pronostici per la prossima edizione?

«Busi sarà un osso duro per tutti. Ha resistenza fisica, un fattore molto importante, è molto egocentrico e orgoglioso. Non credo che farebbe la figura del perdente o di quello che si ritira».

Sarà il suo uomo?

«All’inizio tiferò per lui, poi vedremo…».

Intervista di Pedro Armocida, fonte: ilgiornale