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Ci voleva Obama per rivalutare le trans

Ci pensa seriamente, sono anni che ci pensa. Vladimir Luxuria, artista, performer, ex deputata di Rifondazione Comunista e vincitrice dell’ultima edizione dell’Isola dei famosi, ora ha deciso: “II 2010 è quell0 buono.  Come si dice? Anno nuovo, sesso nuovo”.

Sicura suonasse proprio cosi?

Mi elevo sbrigare, se no, diventa una barzelletta. Gia mi chiama no tranny.

Tranny? Cosa vuol dire?

E it modo in cui gli anglosassoni chiamano le trans anziane.

Ma perche ci ha messo tanto?

La verita?Ho una paura terribite dell’anestesia, della sala operatoria, dei ferri. II fatto di farmi addormentare e mettermi completamente nelle mani altrui… E poi si tratta di un intervento doloroso.

Come si sta preparando?

II processo di transizione dal proprio sesso di nascita all’altro è lungo. Per fare le cose per bene, servono una decina d’anni. C’è un percorso psicologico per accertare che quella che si vuole intraprendere è davvero la strada che somiglia di più a quello che sei. C’è un percorso medico, fatto di cure ormonali e chirurgia, per far somigliare il tuo corpo a te.  Infine, c’è il percorso burocratico: per far si che la tua identita cambi anche sui documenti devi procedere al cambio di sesso definitivo.

Nel suo caso l’asportazione del pene. Come sta affrontando la cosa: chiede informazioni a chi l0 ha gia fatto 0 si appoggia a gruppi di sostegno?

Entrarmbe le cose. Ma soprattutto sto cercando di individuare il momento giusto.

In che senso?

Vorrei farlo senza che nessuno l0 sappia, arrivare un giorno in Tv e dire: “L’ho fatto, eccomi qui, sono la nuovaVladi”. Finora non è stato possibile.
Pensi a cosa sarebbe successo se mi fossi ricoverata a fine ottobre, quando è scoppiato l0 scandalo Marrazzo e tutti hanno iniziato a cercarmi. Decisamente non è stato un periodo in cui potevo sperare eli essere dimenticata.

Difficile credere, in ogni caso, che anche in un momento piu tranquill0 riuscirà a tenerlo nascosto.

Sono un personaggio pubblico, so che ci sarà qu alcuno che proverà farmi le foto all’uscita della clinica 0, peggio ancora, all’interno. Ma voglio almeno provare a fare tutto in silenzio.

Certo che, dopo il caso Marrazzo…

Limmagine delle transessuali è uscita massacrata da quella triste vicenda. Anni di battaglie mi sembrano sfumate. E pensare che la realta che è emersa non è che una parte minima del mondo del transessualismo.

A che cosa si riferisce?

In Italia ci sono circa 20 mila trans, ed è una stima per difetto. Di queste, solo il 30 per cento si prostituisce per vivere. Di queste seimila, l’80 per cento è costituito da straniere, spesso clandestine, una piccola parte delle quali è nel giro della cocaina. Nel caso Marrazzo si è parlato solo di queste.

Le è tornata voglia di fare politica attiva?

Io faccio politica in tutto quel che faccio . Quanto a quella “istituzionale”,  se ci fosse un partito credibile, che avesse voglia di tornare ad affrontare il problema della discriminazione sessuale e volesse farmi un a proposta, la valuterei. Cosi come se ci fosse un ministro che volesse istituire una delega per questi temi, la valuterei.

Anche se fosse il ministro per le Pari Opportunita Mara Carfagna?

Non ho pregiudizi ideologici, anche perche questo è un memento di grandi rivoluzioni, anche a livello politico. I governi passano, le questioni restano ed è sulla soluzione delle questioni che bisogna puntare, non sui governi. Diciamo che ora sto come Giulietta, al balcone, aspettando di calare la treccia.

Ha sentito di Amanda Simpson, la trans diventata consulente del presidente Barack Obama?

Era quello che ci voleva: tornare a parlare delle trans per le loro capacità e non per fatti di cronaca. Da noi, invece, abbinare trans e politica evoca scenari raccapriccianti.

Anche negli Stati Uniti le polemiche non mancano, e non hanno a che fare con le preferenze sessuali: c’è chi descrive la Simpson come una guerrafondaia.

Certo, gli avversari sanno che attaccarla sui curriculum e più politically correct che attaccarla perché è una trans. Ma ritengo comunque incoraggiante che Obama non le abbia assegnato un ruolo legato alle pari opportunita: è la prova che l’ha scelta per cia che vale».

Buffo che, in questo, l’Italia abbia preceduto gli Stati Uniti…

C’è voluto un presidente nero, che sa cosa vuol dire esser discriminato per quello che sei. Ma prima che io fossi eletta in Parlamento ci sono state Georgina Beyer deputata in Nuova Zelanda, Marcella Di Folco consigliere comunale a Bologna negli anni ’90. E c’è ancora Marina Castellana, dirigente di una Asl a Salerno, in quota al Pdl.

Un’intervista di Marianna Aprile (Novella 2000)