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Io sono sempre la stessa

Vladimir Luxuria intervistata da Francesco Di Majo per Opinione.it

vladimir_luxuria“Ai giornalisti parlamentari manca il ’colore’ e sono un po’ annoiati dal Transatlantico. Quando capita qualcosa di gossip non ci possono credere! Sull’affaire del bagno delle donne hanno improntato la quasi totalità dell’esperienza politica di Luxuria”. Wladimir non è diventata di destra ma riconosce che “se il governo fa qualcosa contro le discriminazioni io plaudo all’iniziativa”. E poi i politici attuali. L’ideatrice del Muccassassina dice che “Berlusconi è arrabbiato e Fini è il più probabile successore” mentre a sinistra “Vendola è l’unico che ci mette il cuore”

Wladimir Luxuria, al secolo Wladimiro Guadagno, tira le somme sulla sua esperienza in Parlamento e esprime il suo apprezzamento per Fini e Vendola. “Fini ha saputo gestire con saggezza il suo cambiamento e Vendola è l’unico che tratta il consenso come un affetto da preservare”. Sulla sua esperienza da deputata, Luxuria ironizza sul ruolo dei giornalisti parlamentari “annoiati dal Transatlantico che non ci possono credere quando succedono cose come l’affaire del bagno delle donne”. E sul premier osserva: “Lo vedo arrabbiato. Il flop a Napoli e la guerra dei numeri su piazza San Giovanni. Ho l’impressione che sia stanco”. “Della mia esperienza in Parlamento si ricordano tutti l’affaire del bagno delle donne. Non uscì neanche un trafiletto sul mio lavoro di relatrice per l’adeguamento delle norme di sicurezza nei cantieri”. Sguardo malinconico, viso provato dai tanti viaggi per portare in tutta Italia il suo nuovo spettacolo ma, sempre, la luce della meraviglia quando pensa alla risposta da dare ad una domanda diretta. Wladimir Luxuria, al secolo Wladimiro Guadagno, è una persona come tutti, lontana dai riflettori della politica e dei palcoscenici, con un vecchio cellulare sgangherato, mentre chiacchera sul binario 5 della Stazione Termini, aspettando in compagnia della sorella di partire per Napoli.

Wladimir, quando ha capito che il corpo da maschio le stava stretto e voleva invece poter vivere da donna?

Molto presto. Intorno ai 12 anni, quando alle macchinine preferivo le bambole per giocare e soprattutto quando mi accorsi che adoravo chiaccherare con le mie zie invece che con gli amichetti. Ci sono dei ruoli di genere che escono fuori in ogni situazione della vita e io ne ho preso coscienza già nei primi anni della mia vita, consolidando questo aspetto nella pre adolescenza.

Ha tirato le somme della sua esperienza politica in Parlamento?

Beh, le somme le hanno tirate i media più che io in prima persona. Ai giornalisti parlamentari manca il “colore” e quindi sulla questione del bagno delle donne hanno improntato la quasi totalità dell’esperienza politica di Luxuria. Senza neanche dare il minimo rilievo alla tante cose fatte in commissione. Ero riuscita ad avere il consenso bipartisan su una legge di cui ero relatrice ma sui giornali, al di là della toilette, non fu riservato neanche un trafiletto all’aspetto politico e amministrativo del mio mandato.

Giornalisti qualunquisti e annoiati, si potrebbe dire…

No qualunquisti non direi. I giornalisti fanno il loro mestiere, ma credo che quelli parlamentari siano un po’ annoiati dal Transatlantico e quando capita qualcosa che riguardi gossip o colore non ci possono credere e cavalcano la notizia!

La “malattia del gossip” secondo lei appartiene solo ai giornalisti del Bel Paese o è una patologia diffusa?

Beh, sempre ricordando l’affaire della toilette, ricordo che dovetti andare a spiegare la cosa addirittura in un tg giapponese. Si inchinavano di continuo, ad ogni cosa che dicessi. Non capivo all’inizio, poi mi hanno illuminato, spiegandomi che il carattere reverenziale è parte integrante della cultura giapponese. Ricordo con molta simpatia quella situazione.

Alcuni hanno detto di lei che ha cambiato parte politica dopo le sue dichiarazioni di compiacimento per l’azione di governo. Come risponde?

Io sono sempre la stessa. Non capisco perché debbano dire che ora sono di destra. Ho solo plaudito una serie di iniziative governative che puntano all’abbattimento delle discriminazioni di genere. Cosa c’è di male nell’essere d’accordo con cose come queste?

Domanda di rito. Chi salverebbe nel panorama politico attuale. Uno di destra e uno di sinistra.

Bah, ci devo pensare un po’….di sicuro a sinistra Niki Vendola. La passione con cui ha difeso il suo consenso, la passione con cui ha portato avanti la sua battaglia per la candidatura e la sincerità con cui si rivolge ai suoi elettori mi ha sempre colpita. A destra, pensandoci un po’ meglio, Gianfranco Fini. È una persona saggia e soprattutto ha saputo traghettare il suo cambiamento con molta intelligenza.

E Berlusconi? Il primo aggettivo che le viene in mente?

Arrabbiato. Questo penso. In quest’ultimo periodo è proprio arrabbiato. Dopo il flop di Napoli e la ridicola guerra dei numeri sulla manifestazione di piazza San Giovanni si avvicina sempre di più l’avvicendamento a destra e credo, come ha già fatto intendere anche Mara Carfagna, che Fini potrebbe essere il giusto successore. Mi viene sempre un dubbio quando penso a Berlusconi…

Quale?

Non riesco a capire se crede davvero di essere unto dal Signore o è solamente uno dei suoi show.

La ritroveremo mai più nell’agone politico?

No. La mia esperienza politica si è esaurita. E a chi dice che non è vero, lancio la sfida di trovarmi in qualsiasi lista elettorale di queste regionali.

Quindi solo carriera artistica per Luxuria?

Per ora si. Non dimenticare che io sono sempre nel mondo dell’associazionismo. A volte mi chiamano per fare da madrina ad alcune iniziative e questo mi fa molto piacere, soprattutto perché è naturalmente riconosciuto il mio ruolo di “outsider”.

Cioè?

Io non sono di nessuna associazione ma non ho mai mancato di difendere, sostenere e, perché no, mediare fra le varie anime dell’associazionismo gay e non solo. Sono molto fiera di essere parte integrante del mio mondo e di avere avuto un ruolo spesso importante di mediazione.

Crede che l’intolleranza sia un problema ancora vivo in Italia?

L’omofobia e l’intolleranza che sfocia anche nella violenza fisica è un aspetto della società che esiste da sempre. Non è solo un problema italiano. Pensa che a Londra, dove ci sono leggi precise contro l’omofobia, nell’ultimo periodo si sono moltiplicati gli eventi di intolleranza, anche violenti.

Perché i trans vivono nell’isolamento sociale?

Perché è difficile ammettere che esiste il diverso e soprattutto ammettere che il diverso non è il male. C’è anche disinteresse e quasi indifferenza verso il mondo dei trans. Pensa che il corpo di Brenda è ancora in un frigorifero. Ancora non è stato consegnato ai familiari. È uno scandalo questo.

A cosa è dovutoa l’intolleranza?

Per me, più la legge è chiara e mette dei paletti alla violenza, più i violenti si estremizzano. Nessuno vuole avere divieti così forti come una legge. E quando questo accade, l’effetto più frequente è quello dell’inasprimento dell’odio. Campagne elettorali come l’ultima a Roma, incentrata sulla sicurezza, amplificano solo le intolleranze.

E ora dove va?

A Napoli. Vado a recitare. Anzi vado ad esprimermi liberamente. E il teatro è il posto ideale per essere liberi.

Wladimir Luxuria, al secolo Wladimiro Guadagno, è nata a Foggia il 24 giugno del 1965. Luxuria si autodefinisce transgender, perché non riconducibile al sesso femminile né a quello maschile e dice che “purtroppo sulla carta d’identità scrivono ancora nato”.  All’età di 12 anni inizia a capire che il sesso che gli aveva donato il destino non era quello giusto. Dopo i brillanti studi alla Facoltà di Lettere a La Sapienza, nel 1993 Luxuria inaugura la florida stagione del Muccassassina, serate gay e trans molto frequentate nel panorama della Capitale. Nel 2006 diventa parlamentare con Rifondazione. A tutt’oggi si dedica all’arte e alla scrittura.