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Mordetevi la lingua prima di dire che schifo

Articolo pubblicato sabato 27 marzo su gay.it

La puntata di ieri sera della trasmissione di R101 condotta da Alberto Davoli e Dario Desi, la stessa durante la quale, il 18 marzo scorso uno dei conduttori (Desi, ndr) si era espresso dicendo “che schifo” a proposito della transizione di Gabriele Belli, è iniziata con la cronaca del caso sollevato da Gay.it su segnalazione di un ascoltatore del programma. In collegamento telefonico, Vladimir Luxuria, tirata in causa sia dalla radio che dai due conduttori quasi a garanzia di estraneità a qualsiasi forma di omofobia o transfobia.

“Intanto non ve la cavate con il fatto che in radio ci lavora Vladimir Luxuria, che lo fa per volere del direttore – inizia l’ex parlamentare, con tono scherzoso -. Io non sono per il pensiero unico, ognuno può pensarla come vuole, però la prossima volta prima di dire ‘che schifo’ di fronte alle scelte dirette delle persone, che comportano anche sofferenze, mordetevi la lingua. (..) Quello che contesto è il linguaggio. Una cosa del genere la puoi sentir dire da una persona qualunque, ma non da chi lavora in una prestigiosa radio”. “E’ un linguaggio – ha aggiunto Luxuria con una battuta – che mi fa cadere i peli dalle gambe”. Appellatisi alla libertà di espressione i conduttori portano Luxuria a spiegare che “bisogna avere rispetto per chi sceglie di adeguare il corpo all’anima, seguendo un percorso che non è come bere un bicchier d’acqua e richiede sacrifici e sofferenze”.

I due conduttori, a questro punto, chiedono se forse l’avere rispetto comprende non affrontare certi argomenti “alle cinque del pomeriggio”.

“Ma perché? La censura è quello che crea pregiudizio. Bisogna parlare di tutto, ma bisogna vedere come se ne parla. Abbiamo vissuto epoche in cui anche pronunciare la parola omosessuale o transessuale in televisione era impossibile. Dieci anni fa io me lo sarei sognata di apparire in televisione, di partecipare a un reality, di condurre una trasmissione in radio. Quindi, forse, è anche grazie ad un’apertura mentale che oggi si può parlare di certe cose anche alle tre del pomeriggio o alle nove di sera. Nelle parole di Barbara d’Urso di Gabriele, in quello spezzone di audio, non c’era nulla di volgare o diseducativo”.

Lo scambio di battute e opinioni è durato ancora, mostrando anche un po’ di confusione sulla differenza tra omosessuali e transessuali, ovvero tra orientamento sessuale e identità di genere, e con qualche accusa di scarsa tolleranza del mondo gay nei confronti di chi la pensa diversamente (con riferimento ai commenti alla vicenda apparsi sul forum di Gay.it). “Non penso che sia così – ha risposto Luxuria -, ma voi non potete pensare che se pestate il piede a qualcuno questo non dica ‘ahi’. Se qualcuno mi dice ‘che schifo’, non si può pensare che la cosa passi sotto silenzio e che nessuno se ne accorga o che se qualcuno lo fa notare al portale più importante, Gay.it, non venga commentato. Io sono contenta che ci sia questa dialettica. Molto probabilmente quindici anni fa questo vostro ‘che schifo’ sarebbe passato inosservato e le reazioni non sarebbero state notate. Fino a vent’anni fa dovevamo incassare offese e un linguaggio volgare senza poterci difendere o senza che le nostre risposte venissero prese in considerazione. Ora, invece anche le nostre reazioni vengono registrate e da questo punto di vista sono ottimista”.

L’intervento di Vladimir in trasmissione si chiude con una battuta a Dario Desi, autore dell’ormai famigerato “che schifo”: “Senti, tu dovresti essere incazzato nero con la natura prima di parlare di ‘contronatura’. Guardati allo specchio e pensa che non sempre tutto ciò che è naturale è positivo”.