Vendola

di Vladimir Luxuria

C’è un bellissimo passaggio in “Camere separate” di Pier Vittorio Tondelli in cui si descrive una prenotazione alberghiera per due: cosa banale in caso di coppia eterosessuale, un po’ più complicata se ad amarsi sono due uomini, Leo e Thomas:
“Quando spiegava che non sarebbe stato solo e dall’altra parte del cavo telefonico gli rispondevano con sussiego “Ma certo, porti pure sua moglie” e lui invece pregava di prendere nota del fatto che sarebbe stato accompagnato dal signor tal dei tali e che la camera d’albergo avrebbe dovuto essere intestata anche a quest’ultimo, un silenzio, uno schiarimento di voce, un colpo di tosse veniva a introdursi nella conversazione come un tangibile gesto di imbarazzo”.

Ho pensato a questo racconto quando sono stata invitata a presenziare alla conferenza stampa per la presentazione del progetto “Puglia Friendly” promosso dalla Regione Puglia. Una Regione che si apre a un turismo di pari opportunità, non solo per quello che riguarda la non discriminazione di turisti in base all’orientamento sessuale e all’identità di genere, ma per l’opportunità di imparare da chi viene da fuori e di apprendere per chi decide di visitare la nostra splendida terra. Gli esercizi commerciali che esporranno il logo “Puglia Friendly” si impegnano ad accogliere chiunque bussi alle nostre porte, non a selezionare il turista in base alla sua sessualità, fede religiosa, colore della pelle, e magari, dopo averlo selezionato, semplicemente spremerlo. Un turismo “amichevole” che punta a far sentire rilassato e coccolato il turista, ogni turista… nessun imbarazzo a chi chiede una camera matrimoniale (con i letti uniti per intenderci) o un tavolo a due in un ristorante per tenersi mano nella mano, nessun fastidio per chi ha regimi alimentari diversi dal nostro per motivi religiosi, chi prenota una stanza con documenti al maschile pur avendo un aspetto femminile o viceversa…

Finora la Toscana ha sperimentato la formula “friendly” ma limitatamente alla Versilia, in particolare a Torre del lago, ma questa volta è l’intera Regione a impegnarsi con un accordo turistico-commerciale omo-solidale diffuso sul territorio attraverso un portale su internet e un controllo sull’effettiva attuazione di questi principi.

Mi piace la parola “friendly”: la parola “amicizia” implica il prodigarsi per comprendere gli altri e non escluderli, il vero amico non è colui che vorrebbe forgiarti per farti rientrare in un modello prestabilito come codice di ingresso, come password, pena l’allontanamento. “Puglia Friendly” cerca di far capire al turista gay straniero che esiste anche un’altra Italia, diversa dall’oscurantismo religioso e dall’indifferenza politica, un Paese dove mancano leggi sui nostri affetti e contro la omo/transfobia… ma dove ci sono iniziative locali che vanno in controtendenza.

Amico è chi aiuta in momenti di difficoltà: una Regione che non ti punisce se sei non solo una coppia gay ma magari anche senza grandi possibilità economiche, una Regione che ti dona la speranza di far parte di un bando per l’assegnazione di case popolari o che, se la tua casa viene distrutta per calamità naturali, come accaduto in Abruzzo e in Sicilia, non ti esclude come nucleo familiare bisognoso di un secondo alloggio. E’ la Regione che nelle politiche di Welfare include le coppie conviventi che non hanno voluto sposarsi in Chiesa o che non hanno potuto neanche contrarre matrimonio civile.

Voglio avere un Presidente amico, non ostile, senza quella stupida arroganza di chi si crede superiore a un altro solo perché è eterosessuale. Un Presidente onesto, serio, ligio al dovere, responsabile, determinato, uno che è riuscito a conservare l’affetto dei suoi corregionali, cosciente del consenso ottenuto e difeso con sforzo, contro tutto e tutti.

Voglio Vendola Presidente.