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Impedire l’apertura del carcere per trans a Empoli è un atto di crudeltà

Il carcere di Empoli che dal 4 marzo scorso sarebbe dovuto essere il primo per transessuali in Italia ”e’ rimasto chiuso per piu’ di un anno e per le misure di sicurezza sono stati spesi oltre 100 mila euro: ora pero’ il ministro Alfano ha bloccato il progetto, non so se per ragioni moralistiche e forse diventera’ un carcere femminile”. Lo ha detto Franco Corleone, garante dei diritti detenuti del Comune di Firenze.

“Impedire l’apertura del carcere di Empoli per le persone transessuali sarebbe una crudeltà, mi auguro che Alfano torni su suoi passi”. Lo dice a CNRmedia Vladimir Luxuria. “Non so se il Ministro abbia mai visitato i bracci dove vengono tenuti i transessuali, dal g8 di Rebibbia al braccio Roma di Napoli. Le condizioni di detenzione delle persone transessuali sono terribili. A Rebibbia hanno due ore d’aria alla settimana contro le due ore al giorno per i detenuti eterosessuali e si giustifica questo fatto con il rischio di promiscuità. C’è il problema del trattamento ormonale che viene sospeso quando si è detenuti e questo causa scomensi enormi e casi di autolesionismo. L’idea che si potesse fare un edifico apposito per transessuali con uno staff tecnico specifico e agenti penitenziari informati, l’idea che le persone transessuali detenute potessero per motivi di salute continuare a prendere gli ormoni, l’idea che non bisognasse confinare le trans in sezioni divise era un atto di grande civiltà e impedirlo è la dimostrazione che la politica a volte non sa nemmeno cosa sia la pietas” conclude Luxuria.

Fonte: cnrmedia.com