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La prova di Luxuria: una bella sorpesa

Al Franco Parenti interpreta in modo sincero e controllato il ruolo dell´altera e ferita Mariacallàs e convince.
Una recensione di S.Spaventa, la Repubblica, 30 apr 2010

Sono passati quasi quarant´anni da quando Giuseppe Patroni Griffi provocò la scena italiana con le sue Persone naturali e strafottenti, anime inquiete e disperate sullo sfondo di una Napoli dei bassifondi perversa e innocente. Era il 1974, e lo scrittore non disdegnava di suscitare scandalo, cosa che puntualmente, e rumorosamente, avvenne. Oggi, è soprattutto l´umanità dolente e sconfitta di Violante, Mariacallàs, Fred e Byron ad arrivare allo spettatore, abituato a ben altre volgarità mediatiche rispetto alla crudezza, che pur rimane, di certe situazioni. Perché nella casa-tugurio dell´ex serva di bordello Violante, in una notte di Capodanno napoletana si consuma il sesso occasionale, e la violenza, tra lo studentello senza problemi Fred e lo scrittore nero Byron, sotto l´ala protettrice di Mariacallàs, travestito che si dà arie di intellettuale ma non esita a subaffittare per qualche lira l´alcova.

Oggi, questa Napoli umiliata e strafottente rivive nella bella scena, la trovata più convincente della regia rispettosa, ma nell´insieme poco incisiva di Luciano Melchionna: una stanza composta di vecchie finestre cui si accede da una botola dall´alto, mentre sullo sfondo si moltiplicano file di panni stesi dei cortili dei bassi. Quasi una gabbia per uccelli o un acquario, dove accanto ai personaggi maschili più convenzionali (lo studente borghesuccio di Daniele Russo, l´intellettuale arrabbiato di Timothy Martin) si innalza la straordinaria Violante di Maria Luisa Santella, ironica e materica, disillusa e insieme vergine impermeabile alla crudeltà di un mondo che non le si è mostrato se non nel suo volto più sordido. Ed è una bella sorpresa anche la Mariacallàs altera e ferita, sublime e abietta di Vladimir Luxuria, ottima nella sua prova mai sopra le righe, controllata e sincera.