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Un capodanno di sangue e Luxuria

“Un grande Vladimir in un dramma della solitudine e della diversità”.
Un’articolo di Maria Maraviglia per La Stampa – 23 aprile 2010

Un basso napoletano, una megera sbraitante, un trans, una coppia gay. Sono i protagonisti di Persone naturali e strafottenti di Giuseppe Patroni Griffi, dramma della solitudine e della diversità: sessuale ma non solo, visto che uno dei quattro è un nero americano e in sé porta la rabbia di quella condizione.
È San Silvestro, a Napoli: tutti vogliono divertirsi, il buio si riempie di luci e spari e la strada di oggetti buttati per favorire la fortuna. La vecchia spera in una notte tranquilla. Gli altri una notte d’amore: gli uomini si sono appena incontrati, vogliono potersi amare. Il trans affitta loro la stanza dei suoi amplessi mercenari.

Parlato, urlato, sussurrato, in un alternarsi di sentimenti opposti, un grumo di passioni in rotta di collisione, inizia un gioco al massacro che lascia nudi e ancora più soli. Nell’alba livida dell’anno nuovo si infrange ogni speranza. Non c’è amore, solo sesso e sangue.

Aveva scandalizzato al debutto nel 1974 e ancora oggi non lascia indifferenti Persone naturali e strafottenti. Attuale al punto da parere cronaca per come racconta il mondo omo e transessuale, tuttavia risente del passare del tempo per la verbosità di certe tirate tra il didascalico e l’ideologico, in particolare quelle che tratteggiano il personaggio del nero, cerebrale, maledetto e arrabbiato, segnato dai soprusi dei bianchi alla sua gente.

Anche i napoletani sono «neri», sfruttati dai «bianchi», ma la rabbia ha ceduto alla rassegnazione. Poetico e brutale ma mai
volgare, su tutti spicca il trans, Mariacallàs: ferito, infelice (straordinario il racconto del tentato suicidio), falena in cerca d’amore, conscio di sé e del ruolo di quelli come lui (cita Freud), rifiutato e ricercato dagli etero per la sua natura ambigua. Lo interpreta con trasporto, in un coraggioso doppio gioco di mimesi e sincerità, Vladimir Luxuria, tornato al teatro dopo la parentesi politica e quella televisiva.

A tutti – Maria Luisa Santella, Timothy Martin, Daniele Russo vanno gli applausi del pubblico, ma a Vladimir qualcosa di più.