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Cosa suscita tutta questa indignazione nel tuo spettacolo?

di Sabrina Baglioni

Ci sto ancora pensando. Adesso che sono sveglia da 84 ore penso meglio! Cosa suscita tutta questa indignazione nel tuo spettacolo? Adesso me la canto e me la suono.

Punto primo: il bacio tra un uomo e una transgender? Naaaaa. Purtroppo, c’è di più. Li manda in bestia addirittura il fatto che una transgender possa vantare il diritto di baciare. Perché, riflettendoci bene, sono sicura che a questi “eletti” darebbe fastidio vederti baciare anche una donna. Anche in fotografia! E, allora, mi chiedo…perché? E la risposta è sempre la stessa, hanno paura di scoprire che non sei diversa da loro, hanno paura di scoprire che la tua lingua è uguale alla loro. Sai… non so… magari credevano che tu ne avessi due o una biforcuta! Oppure pensano che tu discenda dai camaleonti, che rimani là sorniona a guardarti attorno in attesa di un esemplare di uomo verso il quale srotolare la lingua all’improvviso. Ma non gli passa per la testa, anche solo per la frazione di un secondo, che… magari… sei tu che non li baceresti mai? Che… magari… anche per te un bacio è emozione, è vertigine, è godimento, è amore? No? Insomma, cara Vladi, mettiti pure il cuore in pace…non ti è permesso tirare limoni! Però, siccome non mi va proprio di mescolarmi con questa gente… vediamo un pò… che si può fare…

fatto. Mi sono affacciata alla finestra dello studio e ho gridato: “io tirerei un limone a Vladimir Luxuria!”. Mi sono solo scordata che il mio dirimpettaio è il centro di spiritualit? della diocesi di Brescia! Ops…si è affacciata una specie di suora laica che mi ha guardata allibita. Tra qualche minuto arriveranno i vigili. Di fisso!

Punto secondo: ma non saranno mica le emorroidi a scatenare tutto questo allarmismo? No, perché se è davvero questo il punto, allora ho qualcosa da dire al sindaco di Fano. Per lavoro mi capita spesso di assistere, in qualit? di persone offese, bambini molto piccoli. Per quali reati? Violenze sessuali, rapporti anali. E mi creda, mio caro sindaco di Fano, in quei giorni non dormo, non riesco a chiudere gli occhi perché rivedo di continuo decine di pagine di disarmanti perizie ginecologiche. Continuo a rivedere, mio caro sindaco di Fano, il buco del culo di un piccolo angelo innocente ricoperto di emorroidi, di ragadi, sanguinante e deturpato. Da chi? Da un uomo perbene ovviamente, da uno che va dicendo da mesi che non avrebbe mai voluto urtare la sensibilit? di quel cucciolo, salvo poi rendersi conto che l’unica cosa che non avrebbe mai voluto veramente urtare erano i suoi istinti deviati. E allora smettiamola di prenderci in giro, mio caro sindaco di Fano, non facciamo finta di pensare alla sensibilit? degli altri perdendo di vista il rispetto di noi stessi