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Turchia, musica, letteratura e transgender al MITO

assassini-profetaCome sottolineato domenica 5 settembre nell’incontro tenutosi nella Sede degli Amici del Loggione del Teatro alla Scala da Francesca Colombo, segretario generale e coordinatrice artistica di MITO SettembreMusica, che ha fortemente voluto dare risalto al legame trasversale fra musica, letteratura, attualità e impegno sociale, l’epicentro di questo “strano incontro” è rintracciabile nel libro di Mehmet Murat Somer Gli Assassini del Profeta. Libro che narra dell’indagine di una detective trans, in tacchi a spillo e tuta di pelle nera, scritto da un appassionato di musica («la musica che ascolto influenza la mia scrittura») e nato in Turchia, nazione a cui è dedicato il Focus di quest’anno.
L’incontro è stato arricchito dalla partecipazione dVladimir Luxuria (“Sua Altezza Luxuria” – come Somer l’ha affettuosamente apostrofata) intellettuale che non ha mancato di sottolineare gli aspetti sociali e di attualità del tema trattato, vissuto da sempre in prima persona e in prima linea. A partire dalla più recente cronaca italiana, passando per il suo ricordo del gay pride di Istambul, a cui ha partecipato nel 2007, Luxuria ha messo in evidenza come la considerazione che esistono vittime di serie B (i transgender appunto, oggetto delle attenzioni del killer nel libro) possa diventare specchio del pregiudizio verso un’intera categoria di persone.
Parlando della sua esperienza personale e delle testimonianze da lei raccolte, di come a un pregiudizio se ne assommi in fin dei conti un altro quando il travestito diviene accettabile solo perché celebre, ha lanciato un appello («quasi un anatema»), censurando con decisione le famiglie che chiudono la propria porta ai propri figli ritenuti “diversi”. E, citando la definizione del teatro data da Giorgio Strehler, «tenersi mano nella mano per non affondare», Luxuria ha richiamato l’attenzione dei presenti sul bisogno sociale di solidarietà e aiuto reciproco.

Il video dell’incontro è disponibile qui