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Petali di rosa contro le mutilazioni genitali femminili

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Sono richieste molto precise quelle rivolte da Daniela Colombo, presidente di Aidos, Associazione italiana donne per lo sviluppo, al ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna che insieme a Emma Bonino, vice presidente del Senato, ha lanciato la campagna europea di raccolta firme ENDFGM – Petali di rosa contro le mutilazioni dei genitali femminili promossa da Aidos e Amnesty International Sezione Italiana: «Sostenere una strategia complessiva dell’Unione Europea sulle mutilazioni dei genitali femminili (Mgf), come chiede questa campagna». Soprattutto, in Italia, dove è in vigore una legge considerata tra le migliori al mondo, «attivarsi per il rifinanziamento della legge, sostenere il diritto d’asilo per le donne e le bambine che cercano di sottrarsi alla pratica, inserire rappresentanti delle associazioni di donne immigrante nella Commissione ministeriale sulle Mgf e garantire la leadership nazionale del ministero per le pari opportunità affinché le campagne di informazione, i messaggi e i programmi di formazione siano omogenei e coerenti su tutto il territorio nazionale: la prevenzione delle mutilazioni dei genitali femminili non è materia da federalismo».

130 milioni sono le donne che nel mondo hanno subito mutilazioni dei genitali femminili, 500 mila vivono in Europa, 39mila in Italia, secondo una stima dell’Istituto Piepoli per conto dello stesso ministero per le Pari Opportunità. Oltre 1000 sono le bambine di origine africana residenti in Italia che rischiano di essere sottoposte alla pratica.
«Si tratta di una grave violazione dei diritti umani delle donne e delle bambine», ha sottolineato Sonia Villone, vice presidente di Amnesty International Italia, «che non si limita solo al momento dell’atto, ma ha conseguenze per tutto il corso della vita perché lede il diritto alla salute sessuale e riproduttiva e contribuisce alla mortalità materna che causa 350 mila morti di donne ogni anno».

Celebrare la Giornata internazionale sulla violenza contro le donne che cade oggi con il lancio della campagna End Fgm è «un modo per rivolgere un pensiero, che vuole anche essere un atto concreto, alle tante donne vicine e lontane che hanno subito questa pratica», ha affermato Mara Carfagna, ministro per le Pari Opportunità. «Io sarò sempre in prima fila», ha aggiunto, rispondendo direttamente alle richieste di Daniela Colombo, «per contrastare questa pratica in Italia, in Europa e nel mondo, per promuovere il diritto d’asilo, assicurare il rifinanziamento della legge 7/2006 e mantenere salda la leadership del Ministero delle Pari Opportunità per le campagne di sensibilizzazione».

Su questo punto si è soffermata anche Emma Bonino, ricordando però come «parlare di mutilazioni dei genitali femminili oggi non vuole assolutamente essere un disconoscimento delle altre gravi forme di violenza contro le donne, dalla violenza domestica – che si verifica qui, intorno a noi – agli stupri di guerra, alla tratta».
Per Emma Bonino, «è un segnale positivo il sostegno dell’Italia al Fondo speciale Unfpa-Unicef sulle mutilazioni dei genitali femminili, e il fatto che le battaglie iniziate quasi trent’anni fa dalle attiviste e organizzazioni della società civile come Aidos, vedano oggi impegnate fianco a fianco rappresentanti delle istituzioni, dei parlamenti, del mondo delle cultura, dello spettacolo e dello sport».

La campagna End Fgm è sostenuta anche dalla ministra per l’Ambiente Stefania Prestigiacomo, le senatrici Anna Finocchiaro, Francesca Marinaro e Rita Ghedini, la vice-presidente della Commissione per i diritti della donna e l’uguaglianza di genere del Parlamento Europeo Barbara Matera, l’ex parlamentare Vladimir Luxuria, la Consigliera dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale del Lazio Isabella Rauti, la Consigliera di Parità della Regione Liguria Valeria Maione, l’Assessora alle Pari Opportunità Comune di Ravenna Giovanna Piaia, la Presidente dell’Associazione italiana donne medico Ornella Cappelli, le giornaliste Daria Bignardi, Serena Dandini, Carmen Lasorella e Elena Doni, la conduttrice del programma RAI 3 “CRASH – Contatto, Impatto, Convivenza” Valeria Coiante e tutta la redazione, la cantante Paola Turci, l’attrice Giulia Lazzarini, l’autrice di teatro Maricla Boggio,  la regista Cristina Mecci, la fotografa Sheila McKinnon, la designer Ilaria Venturini Fendi, il cantante Piotta, il gruppo hip hop the Lemmings e la squadra di calcio Sampdoria, e altre e altri si aggiungeranno nel corso dei 16 giorni di mobilitazione contro le donne.

End Fgm, promossa a livello europeo da Amnesty International Irlanda e realizzata in collaborazione con organizzazioni non governative di 13 paesi europei, è una campagna di raccolta firme per promuovere l’impegno delle Istituzioni Europee affinché attivino una strategia di prevenzione delle mutilazioni dei genitali femminili (Mgf) in occasione dei “16 giorni di mobilitazione contro la violenza sulle donne”, promossi dalle Nazioni Unite.

La richiesta di un impegno organico e coerente da parte delle Istituzioni Europee si articola in 5 aree prioritarie:
raccolta dati a livello europeo per mappare l’incidenza del fenomeno e misurare i progressi verso l’abbandono della pratica;
inserimento della prevenzione delle Mgf nelle iniziative europee sulla violenza contro le donne;
adeguata assistenza sanitaria e psico-sociale per le donne che hanno subito Mgf, con un orientamento alla prevenzione per le bambine di origine africana residenti in Europa;
inserimento delle Mgf come persecuzione di genere nelle politiche europee sul diritto d’asilo attualmente in discussione;
inserimento della prevenzione delle MGF nel dialogo politico e nelle iniziative di cooperazione allo sviluppo dell’Unione Europea in Africa.

Raccogliere 8 mila firme al giorno su petali di rosa digitali attraverso il sito web www.endfgm.eu è l’obiettivo della campagna.