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Luxuria in teatro ci fa sdraiare sul lettino con felice ironia

L'articolo Originale

Una recensione di Enrica Simonetti per la Gazzetta del Mezzogiorno.

Si ride per quasi due ore e questa è la prima buona notizia. Anche i più diffidenti troverebbero intelligente l’ironia di Si sdrai per favore, lo spettacolo che Luxuria sta portando in scena in mezza Italia dopo il grande successo di Roma e che ha fatto tappa a Bari al Teatro Forma ieri e venerdì.

Sfoderando una presenza teatrale degna di nota, il/la Vladimir di Foggia si è ritagliata un personaggio di sicuro effetto, quello della sessuologa dell’Università «Lasolunga  (che ricorda da lontano la Anna Marchesini di un tempo), capacedi catapultare sul pubblico le nostre manie quotidiane in tema di sesso, l’argomento che ossessiona potenti e non, per capirci da Berlusconi in giù.

La capacità di Luxuria è quella di rendere gli spettatori partecipi senza cadere nella volgarità. Anzi lei, vestita come unavecchia zia in gonna nera e blusa-chemisier con una capigliatura a turbante, gioca il ruolo di coltivatrice di domande, tra battute semi-improvvisate e commenti sulla comune anormalità di uomini e donne, legati dalla voglia di amarsi, in tempi e modi diversi (altrimenti sarebbe facile!).

Assistita daFuxia, una segretaria con problemi di personalità, tanto che a volte si veste da Jessica Rabbit e a volte da Carrà (ma in realtà questo personaggio, ideato forse a mo’ di stacchetto non funziona troppo), la dolloressa Lulxuria provoca il pubblico (venerdì c’erano in platea anche i suoi genitori) con quesiti tipo«Cosa deve avere in borsetta una vera donna?» o «Qualcuno conosce il titolo di un filma luci rosse?», ironizzando poi sulle strane risposte della gente ed evitando sempre i riferimenti espliciti.

Ed ecco la fantasia che cresce in teatro  ecco qualcuno che davvero sul lettino si sdraia provocando comune ilarità. Ma, soprattutto, ciò che crea impatto è leì/luì, la donna dai due sessi che – avendoli conosciuti entrambi – riesce a dire qualche verità scottante, spiegando ad esempio le eterne speranze delle donne e la «pratica» voglia e l’azione di certi uomini o demolendo i tanti luoghi comuni in tema di affettività. Non mancano i riferimenti politici, come quando abbassandola testa sul suo elenco di pazienti, Vladimir rassicura il pubblico: «Non sto sniffando, tranquilli, anche se sono stata in Parlamento io non lo faccio!».

L’esperienza di«Muccassassìna»,le presenze tv e la voglia di raccontarsi (Vladimir sta per pubblicare il suo primo romanzo) sono tutte presenti nello spettacolo. Il gioco semiserio, alla fme, diventa saggezza: perché la morale è che – altro che sessuologia! – se ci si aspetta una ricetta per l’amore e la felicità è li che ci si sbaglia. Ognuno sappia da sè cosa fare e sia consapevole, almeno in questo campo la lezione finisce qui, tutti a casa con dieci meno.