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Omofobia, Luxuria: “Bene le sentenze, ma ci vogliono le leggi”

Un intervista di Giulia Noera
fonte: blogsicilia.it

Sono molto contenta di apprendere i fatti siciliani in materia di lotta alla discriminazione dell’orientamento sessuale ma in Italia, in generale, siamo ancora molto indietro rispetto a quello che dovrebbe essere lo standard di un paese come il nostro.”

Sono queste le prime parole di Vladimir Luxuria, ex parlamentare e paladina dei diritti civili del popolo lgbt in Italia, a commento di quello che negli ultimi due giorni ha portato la Sicilia agli onori delle cronache nazionali, ovvero la sentenza di un giudice di Nicosia, in provincia di Enna, che dava l’affidamento congiunto dei due figli ad una madre omosessuale.

Peraltro, nemmeno il primo caso nell’isola, visto che cinque anni fa, anche la moglie di un famoso avvocato palermitano, aveva ottenuto l’affidamento congiunto, malgrado una conclamata relazione omosessuale.

A questo caso, si è aggiunta da qualche ora la notizia che il consiglio comunale di Palermo, ha approvato la mozione portata avanti dal consigliere del Pdl Stefania Munafò, a favore della lotta all’omofobia: dal prossimo anno in città ci sarà una campagna di sensibilizzazione, un osservatorio tra istituzioni e forze dell’ordine e l’adesione alla rete Raedy, contro le discriminazioni.

“Per quanto riguarda la sentenza di Nicosia, molti dei figli di genitori omosessuali, provengono da precedenti matrimoni e non da adozioni o fecondazioni: dunque oggi è un dato di fatto di cui bisogna prendere atto in queste nuove forme di famiglie allargate- continua Luxuria.

Ma, a parte i singoli episodi, che sono sempre uno spunto positivo, bisognerebbe cominciare a legiferare per davvero, sopratutto a livello nazionale: il ministro Carfagna, dopo aver presentato la campagna di sensibilizzazione contro l’omofobia l’anno scorso, aveva promesso che a maggio avrebbe presentato una legge contro le discriminazioni sessuali, ed invece di questa legge oggi non se ne sa più nulla. Sono comunque contenta per Palermo e questo è anche il frutto del lavoro fatto durante il bellissimo Pride organizzato lo scorso giugno in città. “- ha concluso l’ex parlamentare.

Una mozione del genere, soltanto qualche anno fa, non sarebbe neppure stata discussa- afferma Antonella Monastra, consigliere di “Un’Altra Storia” al comunale di Palermo – Oggi è passata quasi all’unanimità, frutto di una cultura che in questa città è cresciuta e che non è più la ‘cultura di un ghetto’, bensì la vera accoglienza delle differenze. E questo è anche merito del Pride della scorsa estate, che la città ha accolto con grande apertura, organizzato e sostenuto da persone che hanno saputo dialogare bene e costruire una nuova cultura. “