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Si sdrai, per favore…la Dott.ssa Luxuria sta per arrivare

Un’intervista di Cinzia Crobu per recensito.net

Fra qualche giorno il capoluogo sardo ospiterà l’esimia professoressa Vladimir Luxuria dell’ “Università Lasolunga di Roma”, la quale, coadiuvata da un’assistente sopra le righe, tenterà una terapia di gruppo, coinvolgendo il pubblico del Teatro Delle Saline.

L’ex parlamentare, dopo le numerose apparizioni televisive ed i successi editoriali, sorprende i palcoscenici italiani, con il suo nuovo ed ironico lavoro teatrale, che affronta i problemi della sessualità in chiave comica.

Una parrucca cotonata rossa, l’occhialino e tanta verve, sono solo alcuni degli ingredienti che rendono “Si sdrai, per favore”, un appuntamento davvero accattivante.

C.C.: Vladimir come nasce l’idea di mettere in scena questa performance?

Farsi una risata, usare l’ironia e ancor più l’autoironia, è il modo migliore, a volte, per sdrammatizzare le tematiche legate alla sessualità, spesso affrontate con troppa morbosità e sensi di colpa – oppure- e qui non vorrei scadere nell’attualità, causa di strumentalizzazione e ricatti. Non risulta difficile constatare che la ‘sexual addiction’, meglio nota come ipersessualità, sia un’ossessione, una bulimia sessuale, non soltanto per chi la pratica e magari pensa solo a quello, (che si tratti, poi, di persone molto grandi di età che rischiano di essere accusati più che di sfruttamento della prostituzione, di sfruttamento della prostata … questo è un altro discorso) dicevamo è molto diffusa anche l’ipersessualità mediatica. C’è chi la pratica e chi la pensa: paradossalmente anche chi non fa sesso, chi magari si è dedicato alla castità, oppure dice di farlo, si preoccupa continuamente e ossessivamente della sessualità altrui e anche questa, secondo me, è una persona vittima di una forma di dipendenza sessuale.

C.C.: Viene riconosciuta a te ed al tuo spettacolo la capacità di proiettare sul pubblico le più frequenti manie quotidiane in tema di sesso, l’argomento che assilla un po’tutti, a partire ‘dai piani alti’ in giù. Come mai non hai intitolato lo spettacolo, in seguito a recenti vicissitudini, “Si Sdrai, mi consenta”?.

Ahahah! Perché non vorrei che usasse il fatto di essere stato invitato come legittimo impedimento!

C.C.: Altra tua capacità è quella di rendere gli spettatori partecipi di uno spettacolo che non cade mai nella volgarità: giochi il ruolo di coltivatrice di domande, inanelli battute semi-improvvisate e commenti i racconti di uomini e donne, che amano o fanno sesso –o entrambi- in tempi e modi diversi. Quali sono i luoghi comuni che sfati con più soddisfazione durante lo spettacolo?

Da sempre mi piace andare controcorrente, sono anticonformista per questo ho trovato più originale fare uno spettacolo sul sesso senza usare parolacce e volgarità, perché se proprio uno vuole sentire le parolacce o si va a vedere l’ultimo film di De Sica oppure opta per il Grande Fratello. Io ho preferito fare uno spettacolo sul sesso senza volgarità: è più difficile, ma a me piacciono le sfide, e poi lo spettacolo è proprio nel mio stile perché, generalmente, non uso un linguaggio triviale.

Interagire col pubblico è la formula vincente di questo spettacolo: credo che la mia bravura stia proprio nel giocare con gli spettatori che diventano i miei pazienti di questa psicoterapia di gruppo, saper riflettere ed anche reagire prontamente, perché non sai mai come risponderà lo spettatore. Ci sono persone molto timide ed altre che quasi mi mettono in difficoltà, belli ‘scafati’. Tornando ai luoghi comuni, ne demolisco tanti e, a fine spettacolo, coloro che amano definirsi normali -scava scava- si accorgono di non esserlo poi tanto! Passando per i modi di approcciare una donna, le differenze della sessualità tra uomo e donna, fino a giungere all’onanismo, all’ansia da prestazione…fino al viagra.

C.C.: Vedi, ad averLo invitato, forse la terapia gli sarebbe tornata utile…

Io dico sempre che, prima o poi, qualche bambino, durante la messa in onda del il telegiornale, vedendo il premier dirà alla mamma : “Mammaaaa un puffo!!”

E quest’ultima sarà costretta a rispondere: “No, tranquillo, è’ Berlusconi che ha esagerato col Viagra”.

C.C.: Qualcuno arriverà in teatro speranzoso di sentirsi rivelare, durante la terapia, una ricetta per l’amore e la felicità! Potrebbe rimanere deluso?

Ebbene sì! Sono una finta sessuologa, ovviamente, che mette in scena questa psico-terapia di gruppo, come dico io, non per risolvere i problemi sessuali, ma per aumentarli, perché devo investire sul futuro!

C.C.: Il cuore e la preghiera non hanno sessualità. Nonostante il monito omofobo dell’abate, anche quest’anno parteciperai alla Candelora di Montevergine del 2 febbraio ad Avellino. Il diritto alla Fede è un diritto umano fondamentale. In Italia viene garantito a gay, lesbiche e trans ?

Sono dieci anni che vado alla Candelora. Quest’anno qualcuno cerca di impedirmelo, dicendo che la mia presenza distrae i fedeli dal culto mariano. Sollevare questa polemica distrae dal culto mariano … e poi, pensare che mi possa metter in competizione con la Madonna, mi suona come cosa molto blasfema. Non vado ad Avellino per boicottare la manifestazione: ci vado per fare quello che fanno le altre persone devote, ovvero rendere omaggio alla Madonna Schiavona. Questa è considerata fin dal 1200 la Madonna che protegge i ‘cosiddetti’ diversi. Essa stessa è considerata diversa: è un’icona bizantina, una Madonna nera. Io sono la prima persona che condanna la persecuzione dei cristiani all’estero e credo che lo stesso diritto alla fede bisognerebbe garantirlo a chi vive in suolo italiano ed ha un orientamento sessuale ‘diverso’.

C.C.: Una persona è maggiormente autentica quanto più assomiglia all’idea che ha di se stessa. Costa molto essere autentiche, Vladimir?

E’ bellissimo quel monologo di Agrado, in “Tutto su mia madre” di Almodovar, condivido queste parole. Personalmente, almeno dal punto di vista sessuale, sono ciò che mi sentivo di essere, partendo da questo dato neutro, da questa consapevolezza, mi sforzo di essere autentica ed esserlo non corrisponde ad essere o sentirsi uomo o donna. Per quello che mi riguarda ricorrerei al mito della caverna di Platone: anche io ero imprigionata in una caverna e credevo che la mia appartenenza anagrafica fosse la realtà, invece era solo l’ombra della mia essenza, della mia vera essenza, che era quella femminile. Ho scelto di uscire allo scoperto e ho capito che la realtà era un’altra: la parte maschile era solo l’ombra della vera essenza, della vera realtà, che è la mia natura femminile.

C.C.: I tagli al FUS: da ex parlamentare e da donna di spettacolo, come ti esprimi a riguardo?

Questa è una nota dolente. Da tempo si va a togliere linfa vitale, tagliando i finanziamenti al FUS, alla scuola pubblica, ai ricercatori e all’Università. Questo espediente mette in pericolo il futuro del Paese, la curiosità e la cultura, il rispetto per le tradizioni e per il passato, oltre che compromettere un’entrata economica.

C.C.: Se ripenso all’invito di nutrirci di pane e Divina Commedia …

Già! Ci sono situazioni incredibili anche nei musei. La gente vive una situazione davvero forte di precarietà ed instabilità. Ora che ci penso, al mio arrivo a Cagliari vorrei fare una bella visita al Museo Archeologico: so che è ricco di reperti, molto interessante e poi, diciamola tutta, quando visiti i musei archeologici ti senti sempre più giovane!

C.C.: Vladimir, salutandoti e ringraziandoti per la simpatia e per la disponibilità non mi resta che augurarti un sentito In bocca al lupo, per la tounèe sarda.

Crepi ‘sto lupo, se è cattivo!