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Da Stonewall a Pisa, passando per New York

Un articolo di Caterina Coppola
fonte: gay.it

“Buono Stonwall a tutti”: E’ iniziata con questo saluto di Alessio de Giorgi, direttore di Gay.it, la lezione sull’omofobia organizzata nel cuore di Pisa, sotto la Loggia dei Banchi, in occasione dell’anniversario della rivolta di Stonewall che segna l’inizio della storia del movimento di liberazione lgbt. Lezione che si è conclusa con una richiesta dell’onorevole Concia, accolta dal sindaco di Pisa, perché la città sia sede, in autunno, di una conferenza tra tutti i sindaci delle città italiane che hanno il registro per le unioni civili e perché questa conferenza si faccia promotrice di una legge per il riconoscimento delle coppie gay.

La lezione, voluta dall’amministrazione comunale di Pisa all’interno della seconda edizione della campagna “Omofobia Vituperio delle Genti”, è stata tenuta da Anna Paola Concia, Vladimir Luxuria e Paolo Patané davanti ad una interessata quanto nutrita “classe” composta da un centinaio di persone.

Gli interventi dei tre insegnanti d’eccezione sono stati preceduti dal saluto dell’assessore alle Pari Opportunità del comune di Pisa, Marilù Chiofalo. “Questa iniziativa è il risultato degli anni di lavoro su diritti fatto in questa città – ha detto l’assessore – e lo slogan non è casuale per Pisa, da sempre prima nelle battaglie per l’affermazione dei diritti. Qui si svolse, nel 1979, la prima manifestazione gay autorizzata, qui nel 1997 si è istituito il primo registro delle unioni civili. Ma il lavoro non è finito”. L’assessore, su segnalazione del circolo Arcigay di Pisa, racconta un episodio di omofobia verificatosi proprio in città durante la partecipatissima vigilia della festa del patrono, lo scorso 16 giugno quando in una piazza del centro piena di giovani, un vocalist ha invitato tutti a saltare al grido di “chi non salta culattone è”. “Davanti ad una cosa del genere le richieste di spiegazione di alcuni presenti giustamente indignati hanno ottenuto solo una pacca sulle spalle, come dire “si fa per scherzare”. Ma Pisa è e resta una città per tutti, nessuno escluso ed è proprio perché episodi del genere non si ripetano mai più che giornate come questa sono fondamentali”.

A Paola Concia è toccato il compito di spiegare cosa si intende con “omofobia”. “Tecnicamente, l’omofobia è un disturbo della personalità – esordisce la deputata del Pd, relatrice della legge contro l’omofobia alla Camera, in stallo da 100 giorni -. Me l’ha detto la mia fidanzata, Ricarda, che è psicologa. In Germania, la definiscono così. Perché al contrario dell’Italia, negli altri paesi del civile occidente leggi come quella contro l’omofobia si fanno d’ufficio. Non c’è da discutere: se manca, si fa. Punto. Io, dopo tre anni di battaglia durissima per tentare di portare questo Paese fuori dal Medio Evo, mi sento incattivita e penso a quanto questo sentimento debba essere amplificato in chi vive quotidianamente, in silenzio, l’omofobia sulla propria pelle. La pazienza è finita. E’ tempo di raccontare a tutti che oggi, in Italia, siamo senza diritti”.

“Oggi Pisa è nel mondo – ha continuato Paola Concia -, in quel mondo che ha visto il meraviglioso risultato di New York, che ha visto un milione di persone all’Europride, che ha visto i cortei di Milano, Napoli, Rimini etc. Oltre 60 città in Italia hanno il registro delle unioni civili, la Sicilia vuole instituire una legge per le coppie di fatto. Ma nonostante il vento sia cambiato, per noi l’aria è sempre la stessa. E quando al governo ci sarà il centro sinistra la legge contro l’omofobia andrà fatta d’ufficio. Non voglio più sprecare un briciolo di energia, perché ci sono altre battaglie da fare, come quella sulle unioni civili. E lo dico a qualunque partito farà parte di una coalizione di centro sinistra: noi non possiamo più aspettare”.

A Paolo Patané, Alessio de Giorgi ha chiesto di spiegare il significato che può avere issare la bandiera rainbow sul pennone della città. “Significa sposare il coraggio rappresentato da quei sei colori – dice il presidente di Arcigay -. E mi viene in mente la dichiarazione di frattini di ieri secondo cui la storia di questo paese renderebbe impossibile il riconoscimento delle coppie gay. Al ministro avrei voluto rispondere citanto la vicenda del Sudafrica la cui storia parlavad i un’apartheid violenta e non contemplava affatto le coppie gay. Eppure, oggi, quel paese ha smantellato l’apartheid e permette a gay e lesbiche di sposarsi. E questoè stato possibile grazie alla sentenza di un giudice sudafricano che saggiamente ha detto: “l’antichità di un pregiudizio non è motivo sufficiente per la sua sussistenza”. Ed è proprio chi ha tanta storia alle spalle dovrebbe aprirsi ai mutamenti del futuro”. “La storia, e Pisa ne ha tanta – ha concluso Patané – serve per immaginare e costruire il futuro. Come fa questa città che oggi si collega al resto del mondo”.

Poi è stato il turno di Vladimir Luxuria cui è stato chiesto di spiegare in cosa la transfobia è differente dall’omofobia. “Chi odia i gay, odia anche i trans, le donne, gli immigrati e tutte le diversità – ha esordito Luxuria -. La differenza tra le altre fobie , come l’agorafobia, e l’omofobia o la transfobia è che chi ha paura degli spazi aperti, li rifugge. Gli omofobi, invece, ci vengono proprio a cercare. Ci aspettano per le strade, all’uscita dei locali per aggredirci, picchiarci, umiliarci, com’è successo qualche sera fa ad una trans pestata a sangue per il solo fatto di avere incontrato le persone sbagliate uscendo dal Cassero di Bologna”. “E’ questo che dobbiamo fare – ha continuato l’ex onorevole e attrice -: fare in modo che i ragazzi non abbiano più quell’espressione da cane bastonato negli occhi, perché sono vittime di violenze e umiliazione. Dobbiamo ridare loro lo sguardo di gioia di chi immagina un futuro e si vede compagno, amico, padre e madre, felice perché non dovrà vergognarsi lui di essere gay o lesbica o trans, ma dovranno vergognarsi gli omofobi per essere omofobi”.

“E’ importante che ci sia il sindaco qui con noi – ha concluso -. L’ultimo sindaco che ho incontrato è stateo De Magistris a Napoli. Ballare insieme YMCA stata un’esperienza seza precedenti. per cinque minuti siamo riusciti a distrarlo dalla tragedia dei rifiuti e subito, il giorno dopo, giornali come Libero titolavano prorio su questo facendo paragoni tra i rifiuti e i gay. Chissà che non vediamo spuntare i cassonetti per la differenziata per lesbiche gay e trans. La Santanché – scherza – la mettiamo nella plastica”.
A chiudere la lezione, l’intervento del sindaco Marco Filippeschi che ha ringraziato le associazioni presenti e Gay.it per avere contribuito all’organizzazione dell’evento e per la disponibilità che “dà forza alla città per portare avanti questa battaglia sui diritti”. “Promuovere diritti – ha detto il sindaco – serve a evitare gli abomini del passato. Voi avete la capacità di fare questa battaglia mettendoci la faccia e le storie personali di ognno ed è un enorme valore aggiunto, apre un mondo completamente diverso da quello che vediamo fatto di bunga bunga e festini patinati. Sono due mondi opposti e noi dobbiamo far vincere il migliore”.

“Metto a disposizione il mio ruolo e anche la Lega delle autonomie di cui sono presidente – ha concluso il sindaco – perché siano luogo di propulsione per le battaglie sui diritti, di confronto civile come quello che ha permesso l’istituzione del registro delle unioni civili a Pisa, perché se le battaglie diventano di parte, vuol dire che ci sono barriere che vanno abbattute. Rivolgo un appello a tutti i sindaci, perché si facciano promotori di gesti veri e simbolici come quello di oggi”.
A fine lezione i relatori guidati dal sindaco con indosso la fascia con i colori simbolo del movimento lgbt internazionale e dall’assessore si sono recati sul Ponte di Mezzo, sotto il pennone che di solito ospita il vessillo della città. Insieme hanno issato la bandiera rainbow che sventolerà per tutta la giornata a simboleggiare l’impegno di Pisa per l’uguaglianza e contro l’omofobia.