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Luxuria: “Ancora una volta la Cassazione supplisce i vuoti legislativi”

un’intervista di Paola Alagia
fonte: nannimagazine.it

“La Cassazione dimostra di prendere atto di una realtà sociale crescente come quella delle coppie di fatto, ma mette in luce ancora una volta il netto ritardo della legislazione italiana sui diritti civili”. Al telefono con Nannimagazine.it, Vladimir Luxuria, l’ex parlamentare transgender di Rifondazione comunista, commenta così l’ultimo pronunciamento dei giudici della Suprema Corte che equipara famiglia naturale e di fatto in materia di risarcimento danni.

“Davanti all’inerzia e a una politica dello struzzo che nasconde la testa sotto la sabbia – prosegue – i giudici hanno riconosciuto la dignità di un rapporto. È importante sapere che, di fronte a episodi tragici come la perdita di un partner in un incidente stradale, la Consulta non aggiunge rabbia al dolore. In questo momento non posso non ricordare, per esempio, il caso di Adele Parrillo. Alla compagna di Stefano Rolla, il fotografo caduto a Nassiriya, infatti, fu impedito di partecipare ai funerali di Stato perché non era una vera moglie”.

In sintesi, ciò che non fa la legge lo fanno i giudici?
“Questa sentenza dimostra ancora una volta la supplenza svolta dalla Cassazione di fronte all’assenza di una legislazione al passo con i tempi. Pronunciamenti come questo rappresentano un segnale importante che andrebbe colto per colmare il gap che ci separa dal resto d’Europa”.

Come si colma questo divario?
“Ci vorrebbe indipendenza, autonomia di pensiero, laicità e rispetto nei confronti di chi non vuole sposarsi e di chi, pur volendo, come i gay, non può farlo. Ci vorrebbe, in sintesi, un governo nuovo”.

Nell’attuale governo ci sono esponenti come il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Carlo Giovanardi, che hanno posizioni molto radicali sul concetto di famiglia, tanto da accanirsi persino contro uno spot dell’Ikea colpevole di immortalare due omosessuali mano nella mano. Ma neppure la legislatura precedente è stata incisiva sul piano dei diritti civili…
“In Francia, Germania, Spagna e Inghilterra ci sono le unioni civili. In Italia, Pakistan, Afghanistan e Mauritania no. È chiaro il concetto?”.

Domani a Roma si terrà l’Europride. Con che spirito vivrà l’appuntamento? Quali sono le richieste più urgenti che si leveranno da questa iniziativa?
“Continueremo a chiedere, come accade dal primo pride del ’94, le leggi sulle unioni civili e contro l’omofobia per sollecitare il Parlamento europeo a essere più severo nei confronti dell’Italia. Anche attraverso multe e sanzioni, se necessario. Non è ammissibile, infatti, che uno dei Paesi fondatori dell’Ue come il nostro ancora nicchi sui diritti”.