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Quelle due sorelle capaci di trasformare il lager in teatro

Un articolo di Delia Vaccarello
fonte: L’Unità 20/06/2011

S’intitola «Eldorado» il nuovo romanzo di Wladimir Luxuria Un viaggio nella memoria a Birkenau per ritrovare una coppia omosessuale che recitava nella Berlino sopraffatta dal nazismo.

Dal lager la «divisa» di un omosessuale

Come innalzare una digadinanzi al doloreche può travolgere?Nonna Wanda usa la distrazione. Durante l’infanzia chiudeva gli occhi e pensava che riaprendoli le cose brutte sarebbero scomparse. Da grande si esibisce in tivù con successo,unendo presente e passato – Foggia, Milano, Berlino -, usando finché può le arti della concentrazione e della distrazione. Fuori dalle scene si chiama Raffaele Palumbo, è nato a Foggia eda lì è partito. Il suo nome è molto importante per Kasimir, un polacco sopravissuto ai campi di concentramento. Riesce a tenerlo inmente per anni e anni. Deve ritrovare Raffaele. Lo rintraccia e iniziano insieme unviaggio della memoria a Birkenau per riabbracciare idealmente le «due sorelle» di Raffaele, cioè Franz e Karl, due uomini omosessuali che insieme a luifacevano a Berlino nel 1933 uno spettacolo en travestì. Recitavano all’Eldorado con gran successo finchéuna sera irruppero le SS. Eldorado è il titolo del nuovo romanzo di Vladimir Luxuria (ed.Bompiani).

Fin dall’inizio colpisce della prosa l’equilibrio tra ironia edolore. Raffaele Palumbo è anziano, lotta con gli anni, la pressionealta, la ciccia, si difende con forza e dignità e con una grande dose di umorismo. Le battute sono lievi e felici, in sottofondo c’è la verve della migliore Luxuria. I problemi di Raffaele,che pure nei panni di Nonna Wanda è molto apprezzato, non sono pochi: vive da solo, una sera viene aggredito e derubato di tutto, anche dell’auto, da un giovane approfittatore. Le fragilità dell’uomo vengono rappresentate con delicatezza da Luxuria, in questo continuo slalom tra sofferenza e comicità. Esercizio che inizia a dare gran prova disé quando descrive l’ingresso in cella, dopo la retata all’Eldorado, e immortala una delle «due sorelle» che si lamenta per l’assenza degli specchi. Inizia Karl e «in una sorta di delirio nervoso per distrarsi dalla tragicità della situazione Franz lo assecondò».

L’affetto di Raffaele per le«due sorelle» si impone quando, attraverso i racconti di Kasimir il sopravvissuto, le vediamo nei campi di concentramento andare incontro a quel destino da cui Palumbo era stato risparmiato perché non ariano, e dunque di razza inferiore e rispedito in Italia dalle SS. «Nessun pavimento, solo fango in cui sguazzare – racconta a Birkenau Kasimir–. Fu qui che conobbi Franz e Karl…. Ero uno dei pochi lì dentro a capirli, avevo studiato il tedesco, lo conoscevo bene. Mi colpì il loro spirito, non si lamentavano affatto, mi sembrava assurdo ciò che dicevano in quella situazione. Ricordo alcune delle loro battute… come faremo a dormire senza lenzuola di seta,che cafoni, trattare così due star! Stai zitta, mi hanno fotografata senza trucco, per giunta di lato, quello di sinistra che non è il mio profilo migliore… Certo con quel naso che hai non riusciranno neanche a piegarla in due la foto». Al registro della comicità si aggrappa anche chi legge, perché la soluzione di Palumbo, la «distrazione sdrammatizzante», è contagiosa. Finché l’umorismo calato nel contesto dell’orroresi svela poesia.

Umanissimo e poetico è il legame tra le «due sorelle» che riescono a trasformare il campo di concentramento in un teatro.E continuano a recitare per salvarsi, rappresentandosi vive, mentre intorno tutto è strazio, e la morte attende. E nell’attesa, si palpita. Si sorride persino, per amore. Karl a Birkenau si innamora di Kasimir:«Karl era una persona molto dolce. Non insistette affatto, anzi visse ilsuo amore verso di me senza più parlarne, ma continuando ad avere mille piccole attenzioni nei miei confronti, l’unico che mi sorridesse».