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Riflessioni sul Campania Pride

IL lato B di Luxuria alla rotonda diaz al comizio finale per il campania pride (foto di Carlo Cremona)

IL lato B di Luxuria alla rotonda diaz al comizio finale per il campania pride (foto di Carlo Cremona)

La realtà supera la fantasia.
Avevo facilmente predetto che una certa stampa avrebbe attaccato il neo-sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, per aver partecipato al campania Pride, insieme al vice-sindaco Tommaso Sodano e all’assessore alla sicurezza Giuseppe Narducci.
Non era difficile pensare che qualcuno avrebbe accusato il primo cittadino di festeggiare il Pride mentre a Napoli c’è l’emergenza rifiuti.
Eppure la fantasia ha superato la realtà.

Si è andati ben oltre. Non siamo stati solo usati strumentalmente per attaccare la giunta e dimenticare le promesse mancate di Berlusconi e il veto leghista sul decreto smaltimento rifiuti, ma siamo stati sottilmente paragonati all’immondizia.
In un articolo su Libero, dal titolo “De Magistris balla con i gay tra i rifiuti” in prima pagina, una sorprendentemente omofoba dell’ultima ora, la giornalista Maria Giovanna Maglie, fa un certo parallelismo tra i maleodoranti rifiuti e il Pride.

Lo dico sinceramente: se si sarebbero potute sacrificare quel paio d’ore che il sindaco ha impiegato per sfilare e ballare insieme a noi per dissolvere l’immondizia dalle strade io avrei detto a De Magistris: “non sfilare!”. Non fare come fanno tanti sindaci di città aperte e inclusive, in cui sfilare con noi non fa scomodare nessuno a scrivere pezzi di protesta.

La verità è che le responsabilità sono altre e note, alcune penali su cui indaga la Magistratura, altre politiche su cui i napoletani si sono già espressi con le ultime amministrative, un cui segnale era già stata una Piazza del Plebiscito mai così vuota come quando si è presentato Berlusconi per sostenere Lettieri, al punto da aver dovuto tardare il suo intervento per far mettere in piazza i camion con i poster elettorali per attenuare l’effetto deserto.
Credo invece che la sua presenza sia stato il segnale per dire che la città deve comunque andare avanti e non fermarsi, pronta a manifestare in allegria per un pride o a mobilitarsi qualora ancora una volta la Lega Nord non pensi di mettere sull’altare del sacrificio Napoli per tentare di riconquisatre i suoi elettori e distrarli dalle proprie lotte all’interno del partito e della maggioranza di governo.

I gay, lesbiche e trans sono cittadini napoletani anche loro, e anche loro sanno cosa significa dover fare mille giri per tornare a casa perché la strada è bloccata da roghi o cassonetti rovesciati, a tenere chiusi i finestrini delle auto o le persiane per non sentire il fetore.
Il problema dei rifiuti è innanzitutto un problema italiano, come ho considerato un problema italiano l’alluvione in Veneto, dove i soldi sono arrivati.
La solidarietà e l’aiuto devono essere un valore unitario nazionale.
Così come non lo è l’omofobia, quella di chi picchia per strada o che ti offende con le parole.
Quella è immondizia, non noi.

Vladimir Luxuria