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Gay Pride a Sanremo? Sarebbe bellissimo!

Fonte: Gaynews.it

Vladimir Luxuria e Claudia Lolli

Sanremo – ‘Sarebbe molto bello ospitare un Gay Pride, a Sanremo – ha affermato Luxuria –. Innanzitutto, perche’ Sanremo e’ conosciutissima. Inoltre, abbiamo organizzato un Pride a Genova che e’ stato bellissimo…’. ‘Un Gay Pride a Sanremo? Perche’, no?’ Lo ha dichiarato il vicesindaco della citta’ dei Fiori, Claudia Lolli, a Palazzo Borea D’Olmo, alla conferenza stampa di presentazione dell’incontro, con l’ex parlamentare Vladimir Luxuria, anch’ella in sala, che presentera’ il libro ‘Eldorado‘, edito da Bompiani.

‘Sarebbe molto bello ospitare un Gay Pride, a Sanremo – ha affermato Luxuria –. Innanzitutto, perche’ Sanremo e’ conosciutissima. Inoltre, abbiamo organizzato un Pride a Genova che e’ stato bellissimo ed ha avuto un gran successo. Sanremo, tuttavia, copre tutta un’area della Liguria di Ponente che e’ molto vasta e ci sarebbe anche una buona partecipazione da Francia e basso Piemonte. Calcolando, poi, che generalmente si tiene in un periodo come giugno, potrebbe essere un grande omaggio alla biodiversità dei fiori’.

Sulla tolleranza di Sanremo, il vicesindaco Lolli ha voluto mettere in evidenza la grande prova data dalla città all’epoca della persecuzione degli ebrei: ‘Agli albori del nazismo – ha affermato – va, ad esempio, detto, che nacquero a Sanremo una ventina di pensioni di donne ebree scappate dalla Germania che misero su in piccole ville o appartamenti per ospitare profughi tedeschi e da qui passo’ anche il filosofo Walter Benjamin. Noi, come sanremesi, siamo e dobbiamo essere tolleranti e questo è l’esempio che si deve dare ai giovani’.

Vladimir Luxuria ha spiegato come è approdata, dopo varie esperienze, alla letteratura. “Vorrei ringraziare gli organizzatori di questa iniziativa e il Comune di Sanremo. il fatto che si sia voluta fare una conferenza stampa in un luogo così bello, è la dimostrazione che la cultura è piacevole, deve essere considerata piacevole come un buon piatto, come una bella serata integrante, come un tuffo in questo mare meraviglioso della costa. L’idea che la cultura non deve essere vista come qualcosa che incute paura o distanza, o qualcosa su cui si accumula la polvere, ma deve invece essere fruibile a tutti, lodevole e piacevole.

A volte anch’io mi dico “Cosa fai nella vita Luxuria?”. Io nella vita sono transgender, prima ancora che per motivi sessuali, anche per i vari generi a cui mi sono dedicata. il genere del teatro, la discoteca e l’intrattenimento, la politica, l’impegno per i diritti civili e per una società che auspico sia sempre più legata all’uguaglianza di tutti i cittadini, senza distinzioni stupide. E poi la tv e la letteratura. Non vorrei che sembrasse quasi una presunzione, di una che vuole dimostrare di essere capace di fare un po’ di tutto, in realtà io ho accettato le proposte che mi ha fatto la vita, credendoci. Per quanto riguarda la letteratura, tutto è nato da un rapporto ormai da cinque anni con Elisabetta Sgarbi, sorella di Vittorio, direttrice editoriale della Bompiani, che è stata la casa editrice con la quale ho sempre lavorato. Abbiamo cominciato con un libro di autobiografia, che è la cosa più facile da scrivere, perché parli della tua vita. Però in alcune parti in cui ho raccontato la mia vita, Elisabetta aveva notato che ero brava anche a descrivere, a raccontare attraverso la scrittura, così mi chiese di cimentarmi nella letteratura vera e propria. Prima di passare al romanzo, abbiamo fatto una prova con i racconti, ho quindi scritto la raccolta “Le favole non dette”, e poi la prova più impegnativa che è il romanzo, un vero e proprio viaggio. Quindi questo mio terzo libro, il primo romanzo, è “Eldorado”, di cui oggi parleremo in maniera più compiuta durante l’iniziativa di questa sera”.

Continua Luxuria: “Sono contenta che la stessa persona che ha creduto in me nello scrivere un romanzo, sia la persona che quest’anno con la sua casa editrice ha fatto vincere il premio Strega a un altro suo autore, quindi significa che è una persona che se ne intende. Il mio rapporto con questa città spero che continui, consideratemi a vostra disposizione non solo per la bellezza del posto ma anche per l’accoglienza che ho sempre ricevuto qui.

Sono veramente felice che ci sia Carla Peirolero che è un’amica e una persona di grandissimo talento, di cuore e sensibilità, a inaugurare questo mio incontro in Liguria, domani sarò a Sestri Levante.

Attraverso la mi popolarità, a volte avvicino dei giovani che non hanno molta confidenza con la lettura, e spero che questo possa servire anche ad avere dieci persone in più che si avvicinano alla lettura. Questa è una delle finalità più belle che si possono avere, dato che l’Italia, dopo il Portogallo in Europa è, purtroppo, una delle ultime nazioni che si distingue per numero di lettori”.

Nel suo romanzo “Eldorado”, l’autrice affronta molti temi: “Forse quello principale è il tema della omofobia, che può esprimersi in vari modi: o con un semplice disgusto, parlandone male, o con l’aggressione verbale o peggio ancora con l’aggressione fisica. Proprio solo ieri, a Milano, in via Novara, una persona transessuale è stata massacrata di botte e derubata. Se uno volesse solo derubare qualcuno, basterebbe scippargli la borsetta, invece questa idea che devi anche massacrare la persona vuol dire che proprio la odi.

Parto dall’omofobia di ieri, cioè quello che è successo durante il nazismo, con la chiusura del locale Eldorado e la deportazione di 30mila omosessuali nei campi di concentramento, per parlar di oggi, dove per fortuna non ci sono più i campi di concentramento, ma ci sono i campi di isolamento in cui alcune persone si sentono un po’ costrette quando non hanno un carattere molto forte.

Un altro tema è la maternità, che ho voluto affrontare attraverso tanti personaggi del mio libro, madri e promesse madri, quindi vari modi di vivere la maternità. Un altro tema ancora è la terza età, perché il mio protagonista è ultrasettantenne, quindi si parla anche di quell’altro tipo di discriminazione: più passa il tempo e più diventa grave, nella nostra società occidentale, l’abbandono delle persone anziane”. (Riviera24.it)