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La Gran Bretagna pensa ai passaporti senza indicazioni di sesso: solo la “X”

fonte: LaStampa.it

La Gran Bretagna sta studiando una nuova versione del documento di viaggio e d’identità che preveda la possibilità per i transgender di scegliere come identificare il proprio sesso. La notizia, apparsa sull’Indipendent, si riferisce ad una fra le proposte presenti nel piano di sicurezza al vaglio del ministero degli Interni.

In base alle proposte, la nuova versione del passaporto potrebbe permettere di apporre una sola “X” alla voce che indica la distinzione di genere. «Stiamo esplorando con i nostri partner internazionali le implicazioni di sicurezza che possono crearsi quando sul passaporto non si fa distinzione di genere», ha detto all’Independent una portavoce dell’Identity and Passport Service secondo cui «le discussioni sono allo stato preliminare» e «nessuna decisione è stata ancora presa» anche perché una tale variazione dovrebbe rientrare nei rigorosi criteri di sicurezza dei servizi britannici.

In Australia è di fatto stata già introdotta la medesima variazione. Dalla settimana scorsa infatti, secondo le nuove linee guida introdotte dal Dipartimento degli Esteri, sarà possibile apporre una “X” per poter indicare il proprio genere. Se da un lato tale variazione potrebbe permettere una maggiore sicurezza alle persone il cui aspetto non corrisponde al sesso indicato nel passaporto, ciò non è vero in senso assoluto. Di fatto problemi di questa natura potrebbero perdurare se viaggiando, si attraversano alcuni confini internazionali: in alcuni stati infatti il passaporto è un documento d’identità secondario ed è più importante quello di nascita.

La stessa Luxuria non è del tutto convinta che tale decisione possa garantire la sicurezza dei trans: «Ai trans australiani che dovessero recarsi in Arabia saudita o in alcuni paesi africani consiglierei di mettere sul passaporto una M o una F, è più prudente». E spiega «Rischia di essere una illusoria battaglia di civiltà. Andrebbe bene – spiega – se la destinazione è la Spagna o il Canada, ma se la meta è un Paese ostile ai trans si rischia di complicare le cose e di rendere più difficile la nostra condizione, la X balzerebbe subito all’occhio con pesanti discriminazioni. Meglio sarebbe allora – suggerisce Luxuria – adottare una X per tutti. Ricordo ancora le 7 ore trascorse all’aeroporto di Mosca, trattenuta perchè la M segnata sul mio passaporto non corrispondeva al mio aspetto fisico ed è stato tutt’altro che piacevole!»