Home » Articoli & News » La politica è una Luxuria

La politica è una Luxuria

Un’intervista di Silvia Zingaropoli
fonte: lettera43.it

Vladimir risponde sulla chiesa, le ipocrisie sessuali e i diritti dei gay.

Fuori dalla politica ormai da qualche tempo, non per questo oggi Vladimir Luxuria rinuncia a dir la sua sugli ultimi fatti che hanno interessato l’Italia. Così, con la franchezza che la contraddistingue, l’ex parlamentare ha parlato a ruota libera. E non ha risparmiato nessuno: dal cardinal Angelo Bagnasco (il cui intervento sulla moralità della politica ha giudicato «molto pericoloso»), al monsignor Giacomo Babini secondo cui Nichi Vendola peccherebbe «più di Berlusconi». Dagli allegri costumi del premier alla triste sparata dell’onorevole Pdl Massimo Corsaro, reo di aver azzardato un improvvido parallelo tra gli scandali sessuali del Cavaliere e l’entrata in politica di Concia, Grillini e – appunto – Luxuria.
Ma nemmeno il Partito democratico può sperare di uscire indenne dal verbo tagliente di super Vlady. E tra i dirigenti del centrosinistra ne ha pescato uno a caso: Massimo “baffino” D’Alema. Uomo avvisato, mezzo salvato.

DOMANDA. La Chiesa cattolica è uscita allo scoperto dicendo la sua sulla scarsa moralità della politica nostrana. 
R. Credo che la chiesa non abbia mai avuto tanto potere come oggi: persino l’opposizione fa tesoro delle raccomandazioni di Bagnasco per attaccare il Cavaliere. E ciò è molto pericoloso perché, in questo modo, nessuno potrà mettere bocca se un giorno Bagnasco osteggerà la nomina di un sottosegretario, ministro o premier solo perché dichiaratamente omosessuale.

D. E questo cosa comporta?
R.
Se facciamo dettare la linea dell’etica, della condotta morale a un ente ecclesiastico vorrà dire che avremo una specie di decalogo comportamentale dettato dall Cei.

D. A proposito, qualche giorno fa monsignor Babini ha dichiarato che «pecca più Vendola di Berlusconi».
R.
È proprio quello che le dicevo. Purtroppo per Babini le persone si valutano non in base al loro orientamento sessuale, libero, adulto e consensiente, ma in base alla speranza che riescono a infondere nella gente in un momento di grande disperazione.

D. Qualche giorno fa  l’onorevole Pdl Massimo Corsaro ha tirato in ballo il suo nome, facendo un confronto con gli scandali sessuali del premier.
R.
Mi fa piacere, perché significa che ormai sono così a corto di argomenti che si arrampicano su specchi scivolosi. C’è una cosa che mi ha colpito delle parole di Corsaro. Ha detto: «Luxuria è un uomo che fa la pipì come me, ma pretende di farla nel bagno delle donne». Bene: vorrei dire all’onorevole che io non faccio la pipì come lui, ovvero, non la faccio fuori dal vaso come nel suo caso discutendo di argomenti fuori luogo.

D. Cosa ne pensa della lista diffusa online pochi giorni fa sui 10 politici indicati come «omofobi/omosex»?
R.
Non mi meraviglio che sia stata pubblicata. Non condivido il metodo, ma prima o poi doveva venir fuori. La nostra rabbia è tanta.

D. È più pulita la politica o il mondo dello spettacolo?
R.
Ci sono persone pulite o sporche in ogni ambiente. Le racconto una storia: due donne vogliono far carriera, in politica o nel mondo dello spettacolo. A entrambe viene proposto un avanzamento di carriera in cambio di favori sessuali. Una di loro per dignità dice no. L’altra, invece, dice sì. Chi delle due arriverà più in alto?

D. La domanda è retorica.
R.
Esattamente. Si chiama favoreggiamento alla prostituzione.

D. A lei che moralista non è, cosa viene in mente se pronunciamo la parola “Olgettina”?
R.
Tutti i grandi imperatori hanno avuto i loro harem: non c’è niente di male se l’imperatore paga e la donna accetta. Il problema è quando l’imperatore diventa un sex addict e perde la testa, mettendo in pericolo l’Impero.

D. Qual è la linea di confine?
R.
Quando si sente tirare in ballo Finmeccanica o simili, allora sì che c’è da preoccuparsi.  Il pericolo è l’abuso di potere, il delirio di onnipotenza, che in fin dei conti si traduce solo in una compassionevole paura di invecchiare e veder deteriorare il proprio corpo. Che poi credo che il Cavaliere nemmeno ci vada, con quelle ragazze.

D. Dice di no?
R.
Io dico che non ce la fa.

D. Tornando alle discriminazioni sessuali D’Alema tempo fa ha detto che «I diritti dei gay possono aspettare».
R.
Quel giorno D’Alema si rivolgeva a Casini, ma spero che il progetto di quel mostro transgenico Pd-Udc sia naufragato sul nascere.

D. E i cattolici del Pd che fine faranno?
R.
Andranno a far parte del grande partito dei cattolici benedetto da Bagnasco.

D. Per la prima volta il censimento Istat riconosce le coppie di fatto.
R.
Sì è un primo passo. Il nostro obiettivo è che tanta gente compili i moduli dichiarando la propria convivenza omosex, senza paura di essere schedati. Si tratta solo di percentuali. È un modo per dire che esistiamo.