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La politica? Oggi ne sono fuori, la faccio in altro modo

Un’intervista di Marina Bortolani
fonte: ReggioNelWeb.it

Nella stessa serata, a pochi metri di distanza, in due spazi di due tende dibattiti di FestaReggio, c’erano l’ex Segretario del PD Walter Veltroni e l’ex parlamentare di Rifondazione Comunista Vladimir Luxuria. Il primo accolto da un tiepido e contenuto pubblico privo dei soliti vip nella solita prima fila (tranne il padrone di casa, Roberto Ferrari, Segretario provinciale del PD). Un incontro terminato in breve con i rumors che si chiedevano perchè oggi Veltroni non fosse a far del bene in Africa come aveva promesso.

Numeroso invece il pubblico di Vladimir Luxuria che ha accolto la paladina dei diritti gay-lesbo-trans con un’ovazione e continui applausi scroscianti. In particolare quando ha definito il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi “Un mostro” e affermando, relativamente al sexgate del Premier che “Una donna che va con quel mostro deve avere fegato e coraggio, altro che una poltrona in un Consiglio regionale, bisognerebbe farla Presidente della Repubblica”.

ReggioNelWeb, presente all’incontro, l’ha intervistata.

Quali sono stati gli step che hanno segnato la vita del personaggio Valdimir Luxuria?

La mia vita si divide in due parti, ma non prima quella di uomo e poi di donna, ma prima di persona non famosa e poi famosa. Nella prima epoca ero abituata ad andare in giro vestita da donna e sentire sguardi ostili, insulti e atteggiamenti violenti. Ma ho deciso che se mi sento così, non devo piegarmi a quello che gli altri vorrebbero che io fossi; io voglio essere quello che mi sento di essere: questa è stata la chiave del mio successo, il non aver mai ubbidito alla voce della foresta, ma alla mia vera natura.

Pochi giorni fa sei stata vittima di un ingiusto attacco a Como. Cos’è successo di preciso?

In questo periodo sono in giro a promuovere il mio romanzo. Non sono mai stata oggetto di contestazione tranne sabato scorso a Como, nell’ambito di una rassegna letteraria prestigiosa che si svolgeva all’interno di villa Olmo. Qui degli esponenti di Forza Nuova hanno fatto irruzione, prima tirando fuori il simbolo di Forza Nuova -che credo sia la stessa croce celtica indossata dal Sindaco Alemanno- e poi iniziando ad urlare “Forza Nuova! Viva l’Italia!Orgoglio nazionale!” Al che ho pensato che avessero sbagliato posto: forse dovevano andare a una riunione della Lega Nord, dove si parlava di secessione. Successivamente hanno tirato fuori uno striscione con scritto “pervertiti” insultando così non solo me, ma tutte le persone che in quel momento si trovavano lì.

Come ha vissuto l’episodio?

L’ho vissuto più che come un oltraggio a me, come un oltraggio alla cultura. Questa gente farebbe meglio a leggere e informarsi di più, perchè purtroppo tanti giovani che vengono strumentalizzati dai grandi nostalgici non sanno neanche cos’è successo nel ventennio, né cosa sia stata la dittatura di Mussolini e di Hitler. Sono davvero molto ignoranti e temono tutto ciò che è cultura, tanto che non so se Forza Nuova ha più paura di una trans o di un libro che svela le verità e che, essendo cultura, rappresenta qualcosa di diverso da loro.

Qual è il rapporto che hai oggi con la politica?

Ho vissuto la politica perchè ho accettato di candidarmi per una proposta che mi è stata fatta e mi sono impegnata per varare una legge sull’affettività, dignità e incolumità fisica e morale delle persone gay-lesbiche e trans, ma non ci sono riuscita per alcuni veti all’interno della nostra coalizione come Rutelli, Binetti e Mastella che oltretutto oggi non fanno più parte della coalizione.

Oggi sono fuori dalla politica, ma cerco di fare politica da un punto di vista culturale attraverso i libri e gli incontri con la gente.

Impegni politici futuri?

Non lo so. Dipende dalla proposta, dalla coalizione, da me e dalla società civile se mi sosterrà.

Non c’è un partito che oggi senti più vicino?

Sono senza sottopancia. Di nessun tipo.

Cosa pensa del Ministro delle Pari Opportunità Carfagna e delle politiche portate avanti a partire dalla legge sullo stalking?

Credo che il movimento gay-lesbo-trans debba continuare ad avere rapporti con il Ministero delle Pari Opportunità anche se rappresenta il centrodestra. Oggi possiamo lavorare con lei solo sul tema dell’omofobia, perchè invece, per quanto riguarda i diritti civili e le unioni civili, lei è contraria. Però intanto ci si confronta.

Quali sono oggi i problemi principali che devono affrontare i gay-lesbo e trans?

Una legge che riconosca l’affettività, il progetto di vita di due persone che convivono insieme. Fare una legge sui rapporti fra due persone sarebbe un grande schiaffo contro l’omofobia. Inoltre sarebbe importante l’estensione della legge Mancino per incitamento alla violenza e atti di violenza anche motivati da orientamento sessuale.

Cosa significa per te “prostituzione”?

Prostituzione è concedere favori sessuali in cambio di soldi, ma anche in cambio di favori, o di un posto di lavoro, o di una promessa artistica in una rete televisiva, o in cambio di un provino vinto per fare una fiction, o per ottenere un posto in un Ministero. Non c’è differenza fra escort e prostitute se le prime vanno con nei palazzi dei politici e le seconde in strada.

Quale soluzione suggerisci?

Una soluzione che potrebbe dare maggiore sicurezza alle prostitute, ai clienti e ai cittadini è la “zonizzazione”, ovvero delle zone al di fuori dei centri abitati controllate da Forze dell’Ordine in borghese in cui la gente che liberamente vuole esercitare il lavoro della prostituzione sia libera di andarci. La prostituzione è il lavoro più antico del mondo, è inutile pensare che si possa estirpare.

Non c’è il rischio di umiliare la dignità della donna attraverso una prostituzione legalizzata?

Quando parliamo di prostituzione minorile si tratta sempre di prostituzione coatta: bisogna applicare le leggi ed essere molto severi. Quando si tratta di prostituzione adulta possono esserci prostitute indotte e costrette, ma anche donne che in nome dell’autodeterminazione scelgono liberamente di prostituirsi. Donne, trans o anche uomini. Per questo tipo di prostituzione, ovvero quella libera, autoconsapevole, dovrebbero esserci zone apposite legalizzate.

 

Durante l’incontro pubblico hai definito Berlusconi “un mostro” in relazione al sexgate che lo ha investito. Una prassi diffusa, nella politica italiana, quella instaurare rapporti intimi con donne precarie?

L’idea che se sei una lavoratrice precaria e vuoi migliorare la tua vita da donna devi sottostare alla concessione dell’uomo è molto pericolosa. Questo sì che è favoreggiamento alla prostituzione. E’ come se si spingessero delle donne che non avrebbero mai pensato di prostituirsi a convincersi che per ottenere un posto nella politica o nello spettacolo, devi sottostare all’uomo di potere di turno.

Un discorso che vale da destra a sinistra.

Certamente.

Nel tuo ultimo romanzo “Le favole non dette” vengono raccontate storie di diversi fanciulli. In esse emerge sempre il concetto di libertà. Cosa significa per te “libertà di una persona”?

Libertà significa innanzitutto non infrangere la libertà degli altri, in secondo luogo cercare il più possibile di essere se stessi e non quello che ti suggeriscono di essere gli altri dicendoti che lo fanno per il tuo bene.

Cos’è il pregiudizio?

Il pregiudizio è una grande pigrizia mentale. Perchè una persona si crea delle categorie e pensa che in base a quelle categorie le persone sono fatte così non volendo avere il fastidio di approfondire la conoscenza. Invece conoscere ciò che consideri diverso da te è uno scambio di ricchezza reciproca.

Qual è il rapporto fra Vladimir Luxuria e la religione?

Un rapporto in evoluzione, molto profondo e molto intimo tra me e la fede che ho, anche se dei rappresentanti di questa o di quella fede pensano che il fatto di essere trans possa essere incompatibile con la fede religiosa.