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Omosessualità e genitorialità. A Roma con Silvia Manzani, Luxuria e Grillini

Un articolo di Alfonso Palumbo
Fonte Prismanews.net

Manzani e Luxuria

Forse la cosa che farebbe più stupore sarebbe quella di dire che Silvia Manzani non appartenga all’altra sponda ma che sia, invece, una eterosessuale.

E sarebbe il modo migliore per collocarsi sul binario sbagliato. Il libro “Figli di uno stesso sesso” (Fernandel), presentato alla libreria Feltrinelli di via Vittorio Emanuele Orlando, a Roma, si colloca infatti sul piano dello studio e della ricerca basata su dati di matrice scolastica. Il rimando è dunque a un fenomeno presente da tempo sia negli Stati Uniti – dove ai single e anche a quelli omosex è concessa la facoltà di adottare bambini – che in altri Paesi occidentali ma meno da noi. Dove le barriere culturali e sociali sono diffuse.

Un discorso che ha spaziato ad ampio spettro – sia da parte dell’autrice che dai relatori Franco Grillini e Vladmir Luxuria – su alcune delle tematiche più presenti nel dibattito estero e che, invece, in Italia trovano poco spazio. Eppure si tratta di questioni di largo impatto, visto che la realtà sociale si va sempre più espandendo fino rendere comuni fatti prima valutati come eccezionali.

“Anzitutto andrebbe smentito che gli omosessuali siano sterili”, ha spiegato Grillini. “Non è dunque vero ciò che, ad esempio, dice uno come il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle politiche per la famiglia Carlo Giovanardi: non è certo per gli omosessuali che la nostra società rischierà l’estinzione, a parte che di qui a poco il pianeta avrà 10 miliardi di individui! Quello che invece occorrerebbe discutere è il numero delle violenze che si subiscono nelle famiglie tradizionali: quando facevo parte della Commissione Giustizia della Camera de Deputati le cifre fornitemi dal presidente Pecorella calcolavano nel 95% i casi consumatisi in famiglia. Senza pensare, poi, che in Italia ogni due giorni viene uccisa una donna, nella maggioranza dei casi per mano di gente di famiglia. Certo, anche fra gli omosessuali accadono violenze ma non con simili percentuali”.

La Copertina del libro “Figli di uno stesso sesso”

Quello su cui si dovrebbe riflettere non è tanto la forma dell’unione familiare quanto la qualità e la relazione che vi si instaura oltre all’accudimento protettivo che essa è in grado di fornire. Secondo Mangani, “Il bambino che cresce nella famiglia omosessuale va incontro alla stessa crescita che gli assicurerebbe una famosa tradizionale, pregiudizi esterni a parte. Il mondo cambia e ciò che prima appariva impossibile oggi è frequente; il mondo della scuola è in prima fila nel gestire tali fenomeni e ad esso io mi sono rivolta esaminando da vicino ciò che accade a livello di scuola di base. Ciò che la pedagogia suggeriva di applicare – rispetto, apertura, tolleranza – in realtà non lo si è potuto attuare vista la diffusione dello schema tradizionale di famiglia; ma la scuola dovrà essere sempre più consapevole dei cambiamenti che gli cadranno addosso”.

“Nel nostro Paese ciò che non è riconosciuto per legge comunque accade ed esiste”, ha commentato Luxuria. “L’incremento delle coppie conviventi di gay e lesbiche è dato di fatto così come – ma forse non dovrei essere proprio io a dirlo! – l’incremento della richiesta di matrimonio che fa sembrare noi più tradizionalisti di altri. A qualcuno andrebbe ricordato che Cameron, premier britannico conservatore, ha parlato positivamente di matrimonio omosex proprio riconoscendone il valore di tradizione. Ciò accade perchè prima si andava dietro alla dimensione della sola sessualità, oggi si cerca stabilità e valore… E si dovrebbe tenere presente le opportunità di inseminazione a cui possono andare incontro, anche se all’estero, le donne lesbiche. La famiglia, lo si accetti o no, sta cambiando. E credo che ci sia meno egoismo in una coppia omosex che decide di avere un figlio che in quelle in cui tale scelta la si esclude a priori”.

Una famiglia che cambia, una legislazione che non si adegua. “Avrebbe potuto e dovuto farlo la Legge Mancino, che immette nel diritto italiano il reato di odio. Ma l’Udc e Buttiglione l’hanno impedito”, ha aggiunto Grillini. “Disse che l’art. 3 della Costituzione impediva di approvare l’estensione agli omosessuali della norma e invece io dico l’opposto: è proprio l’art. 3 a darci la possibilità di innovare. Ciò vuol dire che si può condannare chi compie atti contro la religione, la razza e l’etnia ma non contro la sessualità”.
Per Vladimir Luxuria “C’è da temere chi incita all’odio. Io so che una persona come quel Saia sta cercando di rimettere in piedi il partito nazifascista e ha incontrato l’on. Domenico Scilipoti (Movimento Responsabilità Nazionale). Saia è colui che dice di voler cacciare dall’Italia stranieri e omosessuali. Occorrerebbe intervenire”.

Ma non credete che vi sia forse un pregiudizio nel pregiudizio? Le lesbiche subiscono poco quella chiusura alla genitorialità invece totale verso la comunità omosessuale maschile. “E’ vero”, dice Luxuria, “ed è lo stesso che accade ai papà che si vedono preferire le mamme come affidatarie dei figli minori. Ma sono sempre i bambini a dare la risposta più giusta, sono loro a capire i ruoli”. Per Mangani, “l’asimmetria che premia le donne è basata sulla loro capacità biologica a dare protezione e favorire la crescita. Ma è un ennesimo pregiudizio!”.