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Un libro contro l’omofobia di ieri e di oggi

Un’intervista di Simone Ciloni
Fonte: Direttanews.it

Cara Vladimir, lieti di ospitarti a Direttanews. Nel corso degli anni sei diventata una famosa opinionista, attrice, politica e scrittrice: da quali di queste esperienze professionali ti senti maggiormente rappresentata?

Non faccio molta differenza tra i generi… Sono o non sono transgender? Credo sia importante il contenuto più che il contenitore, tv, teatro, libri, dibattiti… L’importante è non essere liquida e prendere la forma del contenitore: io sono solida nelle mie convinzioni e non cambio, sia quando devo far divertire che quando devo far riflettere.

Sei stata l’organizzatrice del primo Gay Pride in Italia e hai sempre combattuto per la difesa dei diritti della comunità omosessuale: che risultati sono stati raggiunti in questo senso e come commenti i numerosi episodi di omofobia che ancora colpiscono la società italiana?

La prima conquista è numerica: al primo Pride organizzato a Roma eravamo circa tremila persone, all’ultimo Europride a Roma abbiamo sfiorato quasi il milione. La seconda è che di questi argomenti oggi se ne parla di più. La terza è che grazie alle nostre battaglie sulla visibilità e l’autoconsapevolezza, oggi è aumentato il numero di gay, lesbiche e trans che denunciano aggressioni fisiche o verbali, qualche decennio fa le botte e gli insulti si prendevano senza reagire, come se fosse giusto che fosse così, frutto di una cultura oppressiva che ci ha inculcato assurdi sensi di colpa.

Ami definirti “transgender”, in quanto sebbene ti riconosca nel sesso femminile hai dichiarato di non rifiutare il tuo passato maschile: raccontaci qualcosa di più a questo proposito….

Sono donna nata maschio, mettiamola così. Cerco il giusto equilibrio delle mie due componenti maschile-femminile, non ripudio il corpo che Madre Natura mi ha donato, ma la stessa natura mi ha dato un cervello e un’anima al femminile.

Hai partecipato alla sesta edizione dell’Isola dei Famosi che ti ha visto vincitrice del programma: cosa ti ha spinto ad intraprendere quell’esperienza televisiva e come pensi di aver conquistato il pubblico italiano a discapito dell’altra finalista Belen Rodriguez?

Mi hanno fatta vincere per come mi sono comportata, la gente ha dimostrato di sapersi scrollare di dosso pregiudizi politici e sessuali. Sono felice di averlo fatto, anche perché grazie all’Isola ho smesso di fumare… Poi non avevo fatto il militare e così ho compensato…

Sei diventata nel 2006 la prima transgender a diventare parlamentare in un Paese europeo: quali erano gli obiettivi che ti eri prefissata una volta acquisito questo incarico politico?

Volevo che l’affetto tra tutte le persone, indipendentemente dall’orientamento sessuale e identità di genere, venisse riconosciuto dal nostro Stato come accade in tanti stati europei (tutti, tranne la Grecia e Malta), in molti stati federiali degli USA, in molte nazioni sudamericane (Argentina, Messico…) e tante altre zone (Sud Africa, ad esempio). Volevo anche una legge sulla piena cittadinanza dei e delle transgender e una legge contro la omo/lesbo/transfobia. Ho perso una battaglia, ma non la guerra (pacifica e gaia), una guerra non con le bombe ma con le idee.

Da pochi mesi è uscito il tuo ultimo libro “Eldorado”: svelaci qualcosa di più a questo proposito e quanto del tuo privato hai cercato di trasmettere ai lettori?

Il libro è un concentrato della mia vita soprtatutto nel personaggio protagonista, Raffaele Palumbo. Un libro contro l’omofobia di ieri (i gay internati nei lager) e quella di oggi (un’aggressione e furto che lui subisce). Un libro ottimista, sulla resistenza amorosa.

Passiamo ad una domanda un pò personale: sei single o fidanzata?

Libera e bella.

Puoi darci qualche anticipazione sui tuoi progetti lavorativi in corso e dei prossimi mesi?

Teatro, in tutta Italia, vedrete le date su www.vladimirluxuria.it.

Raccontaci com’è Vladimir Luxuria nella vita di tutti i giorni….

Molto trasgressiva: mi sveglio, mi lavo, faccio sport, mangio, pago le bollette e le tasse, leggo, parlo al telefono, dormo.