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Eldorado, il romanzo di Vladimir Luxuria sulla violenza contro i gay

Un articolo di Marco Scipolo
fonte: agoravox.it

La transgender italiana più famosa illustra il suo romanzo sulla violenza contro i gay: “E’ dedicato a tutte le persone che hanno imparato a cadere e a rialzarsi”. E pensa già al prossimo libro: “Vorrei parlare del mondo della televisione e della sete di successo”.

Discriminazione contro gli omosessuali e terza età dei gay sono i temi del romanzo Eldorado (Bompiani) di Vladimir Luxuria, 46 anni, la transgender più nota d’Italia, ex direttrice artistica dello storico locale gay romano Muccassassina, già deputata di Rifondazione Comunista, vincitrice dell’Isola dei famosi nell’edizione 2008 e paladina dei diritti civili delle persone Lgbt (Lesbiche, gay, bisessuali, transgender).

“Il libro – spiega Luxuria – è un continuo flashback, ho dovuto cercare di rendere comprensibile un periodo molto lungo, dagli anni Venti agli Ottanta, quindi è stata un’operazione complessa, mi sono documentata, ho fatto dei viaggi, ho dedicato tutto il mio tempo a questo romanzo”.

Italia e Germania sono il teatro degli avvenimenti in cui l’autrice racconta, con toni non solo tristi ma anche ironici, le vicende del personaggio principale, Raffaele, un anziano omosessuale originario di Foggia ma da anni abitante a Milano. Nella trama, Luxuria recupera la storia dell’Eldorado di Berlino, “considerato il locale gay più famoso d’Europa”, che ospitò anche Marlene Dietrich oltre il protagonista del romanzo, ricordando la persecuzione nazista subita dagli omosessuali:

“Il 1° marzo 1933 Hitler manda lì alcuni soldati della gioventù hitleriana a fare un arresto di massa e a chiudere il locale. Le persone furono portate in un carcere e sottoposte ad una specie di interrogatorio; in base a come rispondevi, venivi catalogato in “recuperabile” o “irrecuperabile”; se considerato irrecuperabile, venivi mandato nei campi di concentramento”.

“Quando sono andata a fare ricerche negli archivi – continua l’autrice – gli stessi tedeschi erano meravigliati che arrivasse dall’Italia una persona per ricostruire la storia del locale: è stato un giusto risarcimento alla memoria storica che poi mi ha fatto volare con la fantasia”.

Luxuria commenta così le descrizioni minuziose presenti nel volume: “I dettagli sono importantissimi, il libro si apre con Raffaele, il protagonista che ha più di 70 anni e che prepara la cena da solo. Ho voluto creare quasi un’atmosfera liturgica, cioè la cura del dettaglio di questa persona, ogni cosa che fa per prepararsi la cena ha una storia ed anche la cura maniacale con cui prepara il minestrone è un grande segnale di amore per se stesso, cioè di una persona che pur essendo sola non ha mai smesso di amarsi”.

Proprio sul personaggio principale afferma: “Raffaele è uno che ne ha passate tante nella vita, che ha sperimentato cosa significa perdere un’amicizia, tentare la fortuna, la persecuzione nazista, l’aggressione, ma è una persona forte e che resiste amando”.

Vladimir Luxuria, con il suo libro, ha voluto affrontare nel contempo anche l’argomento della discriminazione verso la terza età: “Per me non esistono persone vecchie ma solo vintage perché non si passa mai di moda. Credo che abbiamo molto da imparare dall’Africa, là gli anziani non sono considerati persone da rottamare ma una benedizione, persone sagge, mentre da noi sono considerate un ingombro sociale.

Raffaele è una persona molto particolare perché fa spettacoli en travesti ed ha un grandissimo successo, ma quando non ha il costume di scena diventa una persona come tante altre, che passa nell’anonimato”. Poi aggiunge: “Il libro è dedicato a tutte le persone che hanno imparato a cadere e a rialzarsi, che hanno imparato a non lasciarsi contagiare dalla cattiveria altrui ma a trasformarla in sensibilità per capire gli altri e per combattere contro le cattiverie e le ingiustizie. Raffaele ha avuto una grande dote, quella che hanno tutte le persone che riescono a trasformare il veleno in medicina”.

Luxuria sta già pensando ad un nuovo libro: “Nel prossimo romanzo – dichiara – vorrei parlare di tutt’altro, del mondo della televisione, di questa fame di fama, di questa voglia di diventare famosi, mi piacerebbe indagare su questo”.