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Riflessione semiseria sulla sobrietà

di Vladimir Luxuria

Il colore più audace era la giacca panna della Ministra del Lavoro Elsa Fornero, il resto erano toni sobri e rassicuranti: dal grigio al blu, dal nero al verde militare (dell’ammiraglio alla Difesa).
Potrebbe sembrare l’inizio di un commento sulle sfilate di moda milanese fatto dalla Cancellieri: nel senso della giornalista e non della Ministra all’Interno, e invece no! Erano più o meno di questo tono, tono sobrio anch’esso, tutti gli articoli apparsi sui principali quotidiani circa la presentazione del nuovo governo a guida Monti.
Basta con lo sbracato, le battute, le barzellette, il politico showman: lo aveva chiesto la Chiesa Cattolica, “più sobrietà!” e così fu. Una squadra di uomini (tanti) e donne (poche) compassata e moderata, tecnici con il phisique du role per interpretare il nuovo che avanza, non la rifondazione di una Democrazia Cristiana (sarebbe troppo a sinistra!) ma una Democrazia Geriatrica, che si poteva abbreviare in D&G se non fosse stato che tale acronimo riportava alla mente una coppia di stilisti sodomiti. Che non si sappia neanche che all’interno della Bocconi esiste un gruppo di studenti lesbo-gay che organizzano eventi (a uno ci ho partecipato solo due settimane fa!), si chiamano BEST, che sta per “Bocconi Equality Students”. Se lo sapessero dall’alto pioverebbe una pioggia di fuoco sull’Università che ha fornito i curricula a così tanti neo-ministri!

L’età media è 63 anni. Berlusconi quando presentò le sue Ministre mise benzina sul fuoco del gossip presentandole come “mie bambine”, avvalorando le malelingue che avevano visto la promozione di alcune di loro per meriti non esattamente politici. Ve lo immaginate Mario Monti che presenta come “sua bambina” Anna Maria Cancellieri, 67 anni, che come prima dichiarazione
ufficiale ha detto “E io che pensavo di fare la nonna!” Un Governo che piace tanto ai vertici cattolici: dal Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale arriva al Ministero della Salute Renato Balduzzi, dalla Università Cattolica ai Beni culturali Lorenzo Ornaghi, dalla Comunità di Sant’Egidio all’Integrazione Andrea Riccardi. Per un attimo ho temuto che all’Economia ci mettessero don Verzè! Un governo sicuramente sobrio, non altrettanto laico. E non è vero che con tanta gente così seria la satira avrà un compito più difficile, anzi, potrà finalmente fare il proprio mestiere senza gareggiare con premier e ministri che si ridicolizzavano da soli.

Resta un solo vuoto: non si parlerà più di Bunga Bunga! Eppure a qualche festa ci saranno stati anche loro! Mi rifiuto di credere che non sia così! Anzi provo a immaginare un party organizzato da Mario Monti.
Non più Villa Arcore ma Villa Arzilla, non più palazzo Grazioli ma palazzo Aggraziato. Tutti gli invitati devono rispettare il dress-code: per gli uomini giacca e cravatta sobria, la Lega resta fuori a causa delle cravatte di Speroni e persino Formigoni si è dovuto togliere la carata da parati a fiori di dosso; per le donne pantaloni e sotto niente giarrettiere alla Brambilla, ma solo collant sanitari o calzettoni di lana, tacchi bassi e niente tacchi alti alla Santanché o alla Berlusconi. Non ci sono pali a Villa Arzilla, neanche quelli della luce fatti segare apposta su tutto il viale. Eppure deve esserci un momento di trasgressione e di erotismo… quando Supermario si avvicina a una donna e gli chiede di ballare un lento. Dal grammofono partono le note di Parlami d’amore Mariù tutta la mia vita sei tu il premier osa cingere alla vita la damigella sussurrandole “che buon profumo di incenso che hai!”.
Peccato che a rendere il tutto meno piccante sia il fatto che la donna in questione sia la moglie, una e basta!

Non sentiremo più parolacce ma al massimo imprecazioni tipo “perdinci” o “perdindirindina”, Monti non dirà mai “meglio guardare le belle donne che essere gay”, al massimo dirà “meglio un uomo esperto di Borsa che una trans con la borsetta!”.

Il tutto per edulcorare provvedimenti economici che non saranno affatto sobri, per indorare il rospo della riforma sulle pensioni, per zuccherare i sacrifici. E se qualcuno vorrà esprimere dissenso lo faccia in maniera sobria, per carità… niente lanci di monetine o manifestazioni, solo garbati sit-in in periferia (da Zagarolo a Frosinone), vestiti color marrone e con slogan tipo “Non sono d’accordo con il Governo ma chiedo scusa”.

PS:
Comincio a sentirmi troppo sobria anch’io, dovrò riprendere i vestiti da drag-queen che usavo al Muccassassina!