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Intervista in esclusiva a Vladimir Luxuria

Vladimir Luxuria ha lavorato nel cinema, ha avuto un ruolo nella politica ed è un personaggio televisivo e scrittrice italiana. Parlamentare della XV Legislatura, durante il secondo Governo Prodi. Prima persona transgender ad essere stata eletta al parlamento di uno stato europeo. Nel 2011 esce nelle librerie “Eldorado”, terzo libro della Luxuria e suo primo romanzo, che racconta la storia di un anziano omosessuale nella Germania degli anni Trenta. Eldorado, rimanda al nome dello storico locale omosessuale berlinese, chiuso dai nazisti nel 1933, preludio allo sterminio dei gay in carceri, ospedali e campi di concentramento. Un viaggio nella memoria.

D) La storia di Raffaele descritta nel suo libro “Eldorado” ci ha colpito e “scoperto”.
Ci ha messo di fronte ad uno specchio… e la figura riflessa era quella di tante persone, ognuna con il suo carico di pregiudizi, di scarsa conoscenza, o più onestamente di ignoranza.
La parola PREGIUDIZIO per noi è una parola chiave, una parola oseremmo dire VITALE.
Lei, che nella sua vita personale e professionale ha lottato molto per difendere i diritti civili e di cittadinanza delle persone gay-lesbo e trans, sente di essere una persona senza pregiudizi?

R) Dobbiamo tutti resistere dal cadere nella ragnatela del pregiudizio, di qualunque tipo. “Pre” vuol dire giudicare “prima”, prima di conoscere qualcuno, sapere come era da bambino, la sua storia, il suo percorso, i suoi sogni e delusioni, le sue gioie e i suoi problemi, il suo cuore… ecco essere spinti da una sana curiosità di conoscenza significa attivare la mente, non impigrirsi incasellando la gente in categorie in base all’etnia, la religione, la classe sociale, la provenienza, l’orientamento sessuale, la costituzione fisica. Significa
essere pronti a smentire i luoghi comuni con l’entusiasmo di vivere una vita che ci riserva sorprese e risorse.
Io non soffro di pregiudizi, di nessun tipo, sono una persona libera che non si lascia condizionare da chi
vede solo bianco e nero vivendo di grigiume.

D) Vladimir Luxuria ha mai preso distanza da qualcuno o da qualcosa perché la spaventava?

R) Non soffro di fisiognomica, però a volte quando ero sola, magari a tarda sera, e vedevo qualcuno dai tratti somatici non rassicuranti (magari grande e grosso e accigliato in viso) ho preferito affrettare il passo… magari invece quella era la più brava persona sulla terra!

D) Se potesse rientrare in politica e non avesse vincolo alcuno, in quale settore vorrebbe operare e quali sarebbero le sue “battaglie”, oltre a quella scontata per il riconoscimento dei diritti delle persone gaylesbo e trans?

R) Più aiuti alle famiglie bisognose con figli o anziani a carico, più servizi sociali per il sostegno per chi vive situazioni di difficoltà.

D) Durante la presentazione a Perugia, riferendosi al suo rapporto con la televisione Lei ha detto che in questo contenitore si comporta come “un solido e non come un liquido”. Questo a sottolineare la coerenza rispetto a sè e alle cose in cui crede. Una persona che quindi appare come non plasmabile, è mai dovuta scendere a compromessi?

R) Se avessi accettato compromessi non sarei Vladimir Luxuria, non ho mai contraffatto il mio pensiero o barattato le mie battaglie.

D) Qual è la sua opinione rispetto al modo di fare informazione in Italia?

R) Troppa informazione legata a vincoli politici, o a logiche di audience per cui a volte più che informare si preferisce colpire, distrarre con interruzioni, opinioni frammentate e argomentazioni in frantumi. E poi c’è un problema grande come una casa che è il conflitto di interessi, dappertutto ci sono leggi sul “blind trust”, da noi no, e parte della responsabilità è anche dei precedenti governi e bicamerali che non hanno mai voluto affrontare davvero il problema. Per questo abbiamo i tg che abbiamo e per questo abbiamo padroni che ricattano direttori o promettono particine in tv ad attricette disposte a tutto, mentre chi ha studiato recitazione ed è fedele al partner e alla propria dignità di donna viene lasciata fuori.

D) L’art. 7 della Costituzione italiana recita: “Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.” Secondo lei lo stato italiano è effettivamente laico come questo articolo dispone?

R) No. Assolutamente no. Su tanti temi: diritti civili, omofobia, testamento biologico, fecondazione medicalmente assistita… la colpa è di chi si lascia manovrare, dei politici che non distinguono il Parlamento dal Vaticano, la legge dal dogma, il peccato dal reato. Abbiamo troppi ventriloqui a Montecitorio, unico caso al mondo.

D) Secondo lei una coppia omosessuale è in grado di assicurare un sano ed equilibrato sviluppo di un loro eventuale figlio?

R) Nessuno può leggere in una sfera di cristallo cosa ne sarà del figlio o figlia che sta educando. Tante famiglie etero non avrebbero mai voluto che un proprio figlio si drogasse, uccidesse, stuprasse.. eppure succedono e nessuno giustamente oserebbe imputare le devianze all’eterosessualità dei genitori. L’orientamento sessuale (etero, gay, lesbico, trans…) dovrebbe essere considerato ininfluente sul legittimo desiderio di genitorialità che non è mai un atto di egoismo. Io preferisco vedere bambini in una casa riscaldata, che mangiano, con la possibilità di avere medicine se si ammalano e una ninna nanna per addormentarli, anziché vedere bambini in orfanatrofi, oppure stuprati nei villaggi, morti di droga in una bidonville o di diarrea per aver bevuto acqua malsana da un pozzo.


L’intervista è stata pubblicata sull’edizione di Dicembre 2011 di “Personalmente”, periodico di infomazione dell’Associazione SONOXSONA. La redazione di “Personalmente” è un’attività riabilitativa all’interno della programmazione del Centro Diurno di Riabilitazione Psico-Sociale di Bastia Umbra, servizio del Centro di Salute Mentale Assisi-Bastia.

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