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Conversazione con Vladimir Luxuria – Segni particolari: Isola dei Famosi

Un’intervista di Malaparte
fonte Tvblog.it

Vladimir Luxuria pronta per L’Isola dei Famosi: a poche ore dal decollo, destinazione Honduras, in una chiacchiera telefonica cerchiamo di mettere a fuoco un po’ di faccende che riguardano il suo ruolo nel programma e altre amenità tutte televisive. Messa in guardia a proposito del fatto che il sottoscritto sarebbe stato “cattivo” nelle domande, probabilmente Vladi (è con il diminutivo che ama farsi chiamare) ha scoperto che su TvBlog non siamo cattivi affatto, ma che ci piace parlare della tv senza troppi filtri.

«Ho già ingurgitato un po’ di siero antivipere, per cui puoi mordere», mi dice in apertura di telefonata.

Ma non si morde subito, bisogna carburare un po’, prima.

«Tu stai per partire, giusto?», le chiedo

«Sì. E proprio oggi pensavo: peccato che non ci sia anche l’anti-collera, oltre all’anti-colera, perché potrebbe essere utile per i nostri naufraghi. I momenti in cui si sbrocca ci sono sempre: è facile, in un momento di stress e di difficoltà, prendersela con chi condivide con te le stesse “disgrazie”. E’ un po’ come una guerra tra i poveri».

«E’ il momento di mordere? Almeno di provarci: «Be’, proprio poveri non sono, i naufraghi. Qualcuno dice che così anche i vip provano “le ristrettezze”, ma in effetti si discute molto sull’opportunità di fare ancora programmi del genere in tempo di crisi. Tu che ne dici?»

«Ah, be’, di questo passo potremmo anche fare un nuovo palinsesto tv con programmi senza più intrattenimento, programmi da vedere col cilicio e autoflagellandoci. In realtà, io credo che il tipo di taglio che diamo quest’anno all’Isola dei famosi – cioè abbastanza ironico e anche un po’ comico – servirà anche a regalare un sorriso, per assolvere a quel compito che possiamo avere, cioè quello di distrarre la gente dai problemi quotidiani».

«Quindi tu sei contenta di far parte di questo programma. E non temi che ci sia una crisi di rigetto? L’impressione è che il gusto del pubblico televisivo italiano stia cambiando: inizia a maturare un rifiuto verso una certa estetica. E il Grande Fratello sta andando maluccio, per esempio. Non è che c’è una crisi dei reality che investirà anche l’Isola?»

«Se c’è un talk show che fa bassi ascolti – e ce ne sono stati – nessuno direbbe che il genere “talk show” è in crisi. Se c’è un film che ha poco seguito al cinema, non è che il genere “film” è in crisi. Io credo che sia molto importante la scelta dei concorrenti, il tipo di taglio che viene dato al programma, i colpi di scena, l’ironia, perché è questo che poi rende un programma più o meno godibile. Insomma, credo che ci giocheremo le nostre carte, inserendo nel programma qualche novità. Siamo consapevoli del fatto che riproporre l’Isola com’era prima sarebbe stato negativo. E quindi ci sono alcune novità. A cominciare dalla doppia conduzione: quest’anno ci ripartiamo gli oneri – e spero anche le glorie – al 50% Nicola Savino ed io».

«Anche perché – non me ne vorrà Savino – quest’anno c’era un po’ il rischio che, televisivamente parlando, l’inviata fosse più forte del conduttore, no?»

Vladi glissa, con eleganza: «Guarda, io ho imparato una cosa a teatro: nell’economia dei ruoli di uno spettacolo, non è importante pensare chi ha più battute. L’importante è che lo spettacolo vada bene. Credo che se l’Isola dei Famosi andrà bene, saremo tutti vincitori. Quindi, né io né Nicola ci poniamo il problema di chi sia la prima donna».

«Mettiamola almeno così: questa volta, dopo un bel po’ di tempo, anche sull’Isola dal punto di vista della conduzione ci sarà una persona parlante. Molto spesso gli inviati hanno fatto le belle statuine che spiegavano i giochi e basta».

«Io sicuramente credo che… che non me sto certo zitta. Bisogna abbattermi per farmi stare zitta! E poi, avendola fatta come concorrente, l’Isola, cercherò di capire delle dinamiche, anche a volte anticipandole, sfruculiando i nostri naufraghi, avendo un contatto diretto con loro. E poi, è certo che se uscirà fuori qualcosa di “serio, di impegnato, nelle loro discussioni, vestirò un po’ più i panni della persona seria, per quanto mi è possibile».

«Quindi, andiamo al di là del semplice ruolo di inviato. Ma fra gli inviati delle edizioni passate, chi era il peggiore? E chi il migliore?»

(Ride). «Il peggiore? Lo dico simpaticamente: Rossano (Rubicondi, ndr). Il migliore, quello che mi era più simpatico era Massimo Caputi, mi faceva molto ridere.

Però, come non vanno fatti paragoni fra Nicola e Simona Ventura, non bisogna fare paragoni nemmeno fra me e gli altri, perché il ruolo è diverso».

«Ma a proposito di ruoli: tu l’Isola l’hai fatta da concorrente e l’hai vinta, poi sei tornata come opinionistam adesso fai la co-conduttrice. Cosa dobbiamo pensare? E’ un karma o alla voce “Professione”, sulla carta d’identità, leggeremo “Isola dei Famosi”?»

(Ride di nuovo). «Be’, meglio leggere quello della mia data di nascita. Ecco. Ci si leggerò: “Segni particolari: Isola dei Famosi”. Non mi dispiacerebbe».

«Insomma, è diventato un mestiere?»

«Be’, sì, è andata così, è così. E poi, io l’Isola la guardavo già da prima ed era l’unico reality che ho seguito proprio dall’inizio, perché per me il mare ha un forte richiamo, mi piaceva il confronto con la natura, il tema della sopravvivenza, insomma, mi piaceva questa cosa…»

«Lo diresti comunque, anche se non fossi in partenza per il programma?»

«Ma certo, figurati, non sono una ruffiana. Mi ha fatto piacere fare l’Isola. L’ho vinta. Ho fatto l’opinionista. Per fortuna, poi, è arrivata questa proposta. In realtà, con un ruolo così importante è l’unica proposta televisiva che mi sia stata fatta, quindi ringrazio il direttore di RaiDue e Magnolia».

«E il ruolo, la proposta importante, ti agitano?»

«Un po’ sì, ma meno male. Perché ci sono delle cose che so che le so fare, e quindi sono più tranquilla. Questa, be’… un po’ le gambe mi tremano, perché saremo anche in condizioni difficili, sia meteorologiche sia tecniche, e poi per me è la prima volta. Quindi, a parte il “copione”, la scaletta, mi dovrò affidare molto all’improvvisazione. E allora, vedendomi dal di fuori, mi rendo conto che non è una cosa così facile».

«In realtà un esperimento di “co-conduzione” ci fu, in un certo senso, in un altro reality, La Talpa, nell’edizione con Paola Barale. Ti ispirerai al suo ruolo? O a qualcun altro?»

«No, no. Nessuna ispirazione, nessuna somiglianza. Io cercherò di somigliare a me stessa».

«Belen Rodriguez è una che somiglia a se stessa. E mi pare proprio di ricordare che abbiate fatto l’Isola insieme (ogni riferimento a querelle di quell’edizione è puramente voluto, ndR) Che cosa ne pensi del suo exploit televisivo da allora ad oggi?»

«Io ne ero assolutamente certa. Lo davo proprio per scontato».

«Perché?»

«Ma sì, ma perché sappiamo che la bella figa in televisione fa audience».

«Lo scrivo eh?»

«Ma certo. E’ la verità. In ogni programma ci dev’essere la bella ragazza. Gli uomini la guardano perché hanno piacere a guardarla, le donne per criticare, quindi guardano tutti. E poi lei, ti dico: io ho visto la sua determinazione, quando abbiamo fatto l’Isola insieme, e anche il suo darsi da fare, non stava mai con le mani in mano. E mi è sembrata una persona capace di gestire i suoi impegni, e poi sa ballare, sa cantare…»

«Ah, quindi c’è anche del talento, secondo te?»

«Sì, sicuramente»

«Visto che parliamo di “colleghe”, che mi dici di Alba Parietti? Pensi che le dispiaccia di non essere stata presa in considerazione per condurre l’Isola? Già si è lamentata un po’ che non l’abbiano chiamata per fare Quelli che…»

«Dobbiamo mangiare tutti (ride). Voglio dire, ognuno ha le sue opportunità, ognuno ha avuto le sue, ognuno si gioca le sue chances. Io non rosico se si dà la conduzione a qualcuno piuttosto che a un altro. E poi, credo che Alba avrà ancora altre opportunità, perché l’intelligenza credo che sia una dote molto importante. E lei è una donna intelligente».

«E poi c’è Nina Moric come opinionista

«Già. In studio ci vorrà un domatore, più che un conduttore».

«Un domatore? Dimmi la verità, non hai paura che sia tutto un po’ trash? Insomma, il cast si presta, forse anche gli opinionisti…»

«Dipende da cosa intendiamo per trash. Non lo so, per me trash è la presunzione. Per me trash è la flop-star che crede di essere una pop-star. O un programma che ha la presunzione di essere culturale e poi non lo è affatto. O il giornalista che pensa di essere un giornalista e poi non sa fare il suo mestiere. Questo è trash. L’Isola è un programma di intrattenimento, non è Superquark: noi sappiamo che facciamo intrattenimento. E quando si presenterà l’occasione, senza forzature, se usciranno temi di tipo sociale non mi tirerò indietro. E credo che in quel caso sia giusto approfondirli, anche nell’intrattenimento.»

«Quindi l’importante è non prendersi troppo sul serio? E’ questa la chiave di lettura?»

«Più che chiave di lettura, dovrebbe essere una norma di vita».

«Sono d’accordo. Ma non è certo condivisa da tutti, come norma di vita».

«Eh, sì. Ma d’altronde il mondo non è popolato solo di migliori» (ride)

«E allora, a questo punto, dacci un motivo per guardare l’Isola»

«In un periodo di “vacche” – inteso come vacche magre, eh -, l’Isola è (anche) la didattica del riuscire a sopravvivere anche con un pesciolino crudo e una noce di cocco. E poi, magari, possiamo vedere se anche sulla capanna che i naufraghi costruiranno fra le foglie secche arriverà l’Imu: magari la si considererà come una casa di italiani all’estero non dichiarata al fisco. Non accatastata».

«Forse si potrebbero tassare i vip che tornano a fare i reality»

«Ecco». (Ride).