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Diritti negati alle coppie gay: firma per la campagna #nocoppiediserieb

Vanity Fair lancia la campagna #nocoppiediserieb per il riconoscimento dei diritti negati alle coppie non eterosessuali. In 7 giorni oltre 7mila firme, tra cui molti personaggi personaggi del mondo della cultura, dello spettacolo, dell’imprenditoria e dell’impegno sociale. «Farò la mia parte» è la risposta del ministro Fornero.

Firma anche tu l’appello:

Per aderire basta una mail con nome e cognome, età e occupazione all’indirizzo: redazioneonline@vanityfair.it

Questo l’appello rivolto alla ministra da VanityFair:

Spett. ministro Fornero, Spett. Parlamento,

ci rivolgiamo a Lei in quanto titolare del dicastero del Lavoro e delle Politiche sociali con delega alle Pari Opportunità. L’Italia, assieme alla Grecia, è l’unico Paese dell’Unione Europea a non offrire alle coppie omosessuali alcuna opzione: né matrimonio né patto civile. Si crea così una palese disparità tra le coppie conviventi a seconda dell’orientamento sessuale. Questa disparità porta a gravi ed evidenti discriminazioni che vanno a toccare diritti fondamentali di ogni cittadino: dalla possibilità di assistere il compagno/la compagna ricoverato/a in ospedale alla presenza nell’asse ereditario. Con l’attuale assetto legislativo, le coppie eterosessuali possono decidere di sposarsi e dunque accedere ai diritti di cui sopra; se scelgono diversamente sanno che non ne godranno. Questa possibilità di scelta è invece preclusa a tutte le coppie omosessuali: a loro l’accesso a quei diritti è sempre e comunque negato.

Vanity Fair e i firmatari di questo appello la invitano quindi a farsi carico del problema, e a portarlo all’attenzione del governo di cui fa parte.

[Per l’elenco dei firmatari – tra cui compare naturalmente anche Vladimir Luxuria – consultate il sito di VanityFair]

Questa la risposta del Ministro

«Dedicare al tema delle coppie gay la copertina di un giornale», ha scritto il ministro Fornero, «è sintomo di civiltà. E il Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, con delega alle Pari opportunità, non si sottrae al richiamo e si impegna senza giri di parole a affermare e diffondere una cultura contro la discriminazione, oggi purtroppo largamente assente. La ringrazio quindi, innanzitutto, perché provocare una discussione seria su questo tema è il modo migliore per aiutare il nostro Paese a confrontarsi con cambiamenti  nel modo di essere delle attuali società avanzate».

E tu cosa aspetti?

Aderisci all’appello mandando una mail con nome e cognome, età e occupazione all’indirizzo: redazioneonline@vanityfair.it