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“I sentimenti? Non possono essere monopolio di orientamenti sessuali”

Un’intervista di Giovanna di Carlo
fonte: drmag.com

“Il mondo cambia anche grazie a chi contribuisce a cambiarlo”. A parlare è Wladimiro Guadagno, in arte Vladimir Luxuria. Personaggio che sin da adolescente, nella sua Foggia, espresse l’innata indole provocatoria.Nel 1985, tuttavia, si trasferisce a Roma e qui esploderà in tutta la sua ambivalente natura: irriverente, ironica e senza maschere. Madrina delle più importanti manifestazioni gay,trans e lesbo, Luxuria è, a tutt’oggi, in prima linea nell’impegno per il riconoscimento dei diritti, delle unioni civili e della cittadinanza per le persone omosessuali.In questi giorni una sentenza della Cassazione supera, per la prima volta in Italia, la concezione secondo cui il matrimonio è un sacramento che non può prescindere dalla diversità di sessi tra coniugi.

 Un passato da catechista fino all’exploit in personaggio pubblico anticonvenzionale. Si direbbe che in lei vivono diverse anime. Ma chi è Vladimir Luxuria?
Vladi è una persona che ha imparato nella vita a costruirsi una corazza per difendere il suo animo sensibile, sono passionale, determinata, sognatrice, di me maschero solo la fragilità mostrandomi più forte di quella che sono davvero”.

 Com’è stata la sua vita, anche pubblica, prima e dopo il coming out?
E’ stata la più efficace selezione naturale per scremare il mondo intorno a me: gli amici non veri, gli omofobi, i transfobi, i razzisti, gli egoisti e i presuntuosi dopo il mio coming out si sono allontanati: e non ho perso nulla!”.

 Dietro questa sua voglia di trasgressione si cela/celava anche una necessità di liberarsi da canoni o schemi del passato?
Il mondo cambia, altrimenti sarebbe una pozzanghera maleodorante e stantia. Il mondo cambia anche grazie a chi contribuisce a cambiarlo, per migliorare se stessi nel mondo e rifiutare ghetti e steccati. Il passato ci ha consegnato cose belle e cose brutte: la negazione della sessualità considerata diversa non riesco a considerarla come una tradizione da preservare”.

  E’ notizia di questi giorni la sentenza innovativa della Cassazione che, pur mantenendo inammissibile in Italia il riconoscimento del matrimonio tra coppie non etero, lascia uno spiraglio per una nuova lettura dell’ordinamento. Si legge nell’ordinanza: “E’ stata radicalmente superata la concezione secondo cui la diversità di sesso è presupposto indispensabile per il matrimonio”. Lei cosa ne pensa?

“La Cassazione non può sostituirsi alla funzione legislativa del Parlamento ma ha dato un chiaro segnale: si sposano le persone se intendono condividere il proprio futuro, nobile sentimento che non è monopolio di alcun orientamento sessuale”.

 Perché ha deciso di abbandonare la carriera in campo politico?

“Non sono stata rivotata nel 2008 e mi sono dedicata alla mia vecchia professione nell’intrattenimento, a scrivere libri, partecipare a dibattiti e manifestazioni”.

 E’ consuetudine, soprattutto nelle società occidentali, l’utilizzo del termine “normale” spesso contrapposto a tutto ciò che non rientra, in linea generale, con i canoni di una cultura come quella del nostro Paese. Cos’è la normalità?
La normalità è essere generosi, altruisti, aperti, disponibili, pronti a lottare per l’uguaglianza e il rispetto. Il mondo è purtroppo anormale”.

 E’ a favore delle adozioni tra coppie dello stesso sesso?
Chiunque incroci lo sguardo disperato di un bambino in un orfanatrofio o gli occhi che si aggrappano ai tuoi di una bambina orfana in una bidonville o in un povero villaggio si convince che chi vuole prendersi cura di questi piccoli esseri sia un animo talmente nobile che sessualizzarlo sarebbe mortificarlo”.