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Vladimir Luxuria: «La natura è res publica da amare»

Un’intervista di Emanuela Visco
fonte: dailygreen.it 

Vladimir, sei stata anche quest’anno, insieme ad Antonella Elia, la vincitrice indiscussa dell’isola dei famosi. A dirlo sono state le testate giornalistiche come il pubblico della rete. Qual’è stata la chiave del successo?
Consapevolezza, ironia e umiltà. Rendersi conto di quello che si è chiamati a fare, non prendersi mai troppo sul serio nel settore dell’intrattenimento, non pensare di essere insostituibili o di stare facendo la cosa più importante al mondo.

Quali sono state le differenze, dal punto di vista delle emozioni, rispetto all’edizione che ti ha vista vincitrice come concorrente?
Come concorrente dovevo sopportare la fame, i mosquitos, la pioggia tropicale e un’isola troppo piccola. L’amore per i luoghi esotici, gli animali e i tramonti infiammati è lo stesso, la differenza è che ero sazia e all’asciutto, ho potuto anche conoscere il popolo dell’Honduras, ricco di sorrisi e disponibilità. Inoltre ho conosciuto la macchina enorme che fa dell’Isola un programma così seguito: tecnici, lavoratori, registi, autori…

Credi che il contesto naturalistico in cui i concorrenti sono impegnati a vivere e a relazionarsi, oltre all’aspetto spettacolare del format, possa essere uno dei motivi per cui “l’isola” sopravvive al tramonto dei reality show? È una continua sopravvivenza per i concorrenti ma pur sempre un paradiso per gli spettatori…
Un aspetto di cui si è parlato poco: il contesto della natura. Immergersi nei fondali, accarezzare un albero, essere rapiti dalla bellezza sfuggente degli uccelli. Rispettare il mare, la natura, amarla. Non avrei mai accettato di stare chiusa tra quattro mura, non ce l’avrei fatta, nonostante l’isola sia piccola è il mare turchese e il cielo dipinto di nuvole bianche a darti uno spazio di fuga verso la libertà.

Per te cosa ha significato vivere a stretto contatto con la natura per tutti quei giorni? Ti era mai capitato prima? Meglio viverci o sopravviverci?
L’emozione di vedere una razza nuotare con i propri piccoli, un uccello arancione che “zampetta” su di te, misurare il tempo con il sole senza orologio come facevano i nostri antenati contadini, confrontarti ogni giorno con gli umori del mare per poter pescare o meno e raccontare quello che mangi perché te lo sei procurata da sola, il soffio del vento caraibico…. tutto questo è impagabile.

Sei stata una parlamentare. Dailygreen si occupa – come sai – di green economy, quindi la domanda è d’obbligo: cosa pensi del modo in cui in Italia si affronta questo argomento se lo si affronta…
Tutti dovremmo impegnarci per tutelare le nostre coste, la nostra aria, la nostra acqua, la flora e la fauna: la natura è “res publica” da amare.

Non credi che se ne parli davvero troppo poco – e non solo in politica – ma anche negli stessi format televisivi?
Concordo, occorrerebbero più spazi.

E non ritieni opportuno che sia giusto, invece, in questo momento di crisi, che vi sia maggiore attenzione a temi come il riciclo, le energie rinnovabili… In definitiva: verso una nuova cultura che noi chiamiamo green?
Il green riconsegna l’ambiente ai nostri eredi, è fonte di lavoro ed è l’unico investimento sicuro per un futuro limpido e profumato.